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Bracciano, Roma, mercoledì 2 dicembre 2009  

Bracciano - Sala scrive a Righetti sul raddoppio ferroviario

di Barbara Conti

 

 

Finalmente per la contestata interruzione di Via Principe di Napoli a Bracciano il NO diventa sempre  più forte!   (Foto ed laborazione grafica 3D © Paolo Folchitto)


“Chiedo prioritariamente che la progettazione preliminare si diriga verso la ricerca di una soluzione tecnica rivolta alla realizzazione dell'interramento dei binari”.

 

Questo quanto ha scritto il Sindaco di Bracciano, Giuliano Sala, in una lettera indirizzata a Rete Ferroviaria Italiana (RFI), con cui viene formalizzata la richiesta in merito alle ipotesi di progettazione preliminare del raddoppio ferroviario tra Cesano e Bracciano.
 

"Stante l'importanza dell'argomento - ha proseguito Sala nella sua lettera indirizzata all'Ing. Marco Righetti della Direzione Programmi e Investimenti di RFI - nonché il forte impatto territoriale dell'intervento del raddoppio dei binari che ha già allarmato ingiustificatamente la popolazione a causa di un'operazione mediatica con conseguente raccolta di firme avverso l'ipotesi originaria, chiedo prioritariamente che la progettazione preliminare si diriga verso la ricerca di una soluzione tecnica rivolta alla realizzazione dell'interramento dei binari”.
 

“Solo nell'eventualità - ha concluso il Sindaco - che detto intervento risultasse tecnicamente (e non economicamente) irrealizzabile, sarà necessario prevedere ulteriori incontri che coinvolgano cittadini, operatori economici e altri portatori d'interessi della nostra comunità al fine di ricercare comuni soluzioni progettuali alternative”.
 

A maggio, infatti, l'Amministrazione aveva dato parere positivo a un'ipotesi di massima presentata da RFI affinché si verificasse l'ipotesi della realizzazione del raddoppio ferroviario della linea FR3 con “binari in trincea” (cioè a livello stradale) all'altezza della stazione di Bracciano.

Un'ipotesi, questa, che comporterebbe la chiusura al traffico veicolare e pedonale del passaggio a livello situato al centro del paese e la costruzione di collegamenti alternativi per bypassare i binari.

Vale a dire: un sottopassaggio veicolare in doppio senso di marcia in Via dei Giardini e un sottopasso pedonale al centro di Via Odescalchi che si collegherebbe con Via Udino Bombieri, completamente accessibile e senza barriere architettoniche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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