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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Web, mercoledì 25 novembre 2009
S P E C I A L E “ I N F L U E N Z E ”
Lo (s)porco affare dell’Influenza A ovvero la grande “pandemia del lucro” Fonte: segnalato alla Redazione da Cristina D'Ercole
La Redazione si scusa con tutti i genuini ed onesti maiali, come quello della foto sopra, per ogni casuale associazione - vista la puramente superficiale somiglianza - con i porci descritti nell'articolo. (Foto di archivio)
Nel mondo muoiono ogni anno due milioni di persone vittime della
malaria, che si potrebbe prevenire con una zanzariera.
Nel mondo muoiono ogni anno due milioni
di bambini di diarrea, che si potrebbe curare con un siero orale da 25
centesimi.
Morbillo, polmonite, malattie curabili
con vaccini a basso costo, provocano la morte di dieci milioni di
persone ogni anno nel mondo.
Però anni fa, quando apparve la famosa "Influenza
Aviaria" i notiziari mondiali furono letteralmente inondati di notizie:
fiumi di inchiostro, segnali di allarme dappertutto, un'epidemia, la più
pericolosa di tutte - una pandemia!
Oggi, statistiche alla mano, sappiamo che la cosiddetta Influenza Aviaria ha provocato la morte di 250 persone - in tutto il mondo!
Solo 250 morti in 10 anni, che fa una
media di 25 vittime all’anno.
Al confronto, la comune influenza uccide
mezzo milione di persone ogni anno nel mondo. E viene da chiedersi: "Ma allora, perché suscitò tanto scalpore l’influenza dei polli?" Risposta: Perché dietro quei polli c’era un “gallo” - un gallo dal grosso sperone...
L'azienda farmaceutica internazionale
Roche col suo famoso Tamiflù ha venduto milioni di dosi ai Paesi
asiatici. Dall’influenza dei polli, Roche e Relenza, le due dominanti case farmaceutiche degli antivirali nel mondo, ricavarono migliaia di milioni di dollari di guadagno.
Ma se è andata così bene con i polli,
perché non riprovarci adesso con i maiali?
Ora, Signore e Signori, è cominciata la
psicosi dell’"Influenza Suina", la terribile influenza A!
Rubando spazio, tempo e attenzione alla
crisi economica, ai diseredati e ai disoccupati nel mondo, ai conflitti
armati: perché ora la nostra priorità è l’influenza dei maiali! Un momento... Vuoi vedere che se dietro i polli c’era un “gran gallo”, dietro i maiali c'é un “gran porco”?
L'improbabile intervista ad un esecutivo dei laboratori Roche può farci capir meglio! - ROCHE: Questa epidemia ci preoccupa molto, sta provocando tanto dolore… - per questo abbiamo deciso immettere sul mercato il miracoloso Tamiflù! - GIORNALISTA: E a quanto venderete il “miracoloso” Tamiflù? - ROCHE: Vediamo… - sì, 50 dollari la scatola! - GIORNALISTA: 50 dollari per una scatola di pasticche?! - ROCHE: Lei lo capisce - i miracoli costano... - GIORNALISTA: Quello che capisco è avrete un ottimo incasso dal dolore altrui!!!
Viene nuovamente da chiedersi: Perché allora, pur riconoscendo apertamente di non avere la capacità per soddisfare la domanda mondiale di questa medicina, continua la Roche a rifiutarsi di permettere che aziende specializzate nel "generico" producano il farmaco? Risposta: Semplicemente perché i guadagni per Roche promettono di risultare astronomici!
Questa azienda ha una storia nera in materia di responsabilità sociale.
Fin dagli anni sessanta è stata coinvolta in scandali di superfatturazione, manipolazione dei prezzi e concorrenza sleale. Sette anni fa gli Stati Uniti e l’Unione Europea gli imposero una multa di 500 milioni di dollari.
Più recentemente ha bloccato gli sforzi
del Sudafrica per produrre una versione a basso costo dei suoi farmaci
anti-HIV, minacciando di far causa a quel Governo se avesse
Ma c'è di più! È la nordamericana Gilead Sciences ad avere il brevetto del Tamiflù, il cui principale azionista è niente di meno che il Donald Rumsfeld, già Segretario della Difesa di George Bush, ma sì, l'artefice della guerra contro l’Irak - un personaggio a dir poco sinistro.
Già: gli azionisti delle case
farmaceutiche Roche e Relenza non possono far altro che fregarsi le
mani, superfelici per le loro vendite nuovamente milionarie del dubbio
Tamiflù!
Perché dubbio?
E poi, ancora più strano... Già questa estate (!) ci venivano elencati i primi vaccini contro l’Influenza A pronti per essere testati. Ma se fino a ieri ci veniva detto che lo sviluppo di un vaccino richiedesse anni ed anni di sperimentazione e prove cliniche...
E che proprio a causa degli enormi
investimenti necessari per questa difficile e lunga ricerca il prezzo
del vaccino... Non sará che l’Influenza Suina è un’influenza come le altre, non più pericolosa di tanto? Non sará che...
Ce ne stavamo occupando prima che i
massmedia cominciassero a parlare dell’Influenza A. Il risultato del bombardante "marketing" dell’Influenza Suina non solo provoca sproporzionate ansie per qualcosa di non pericoloso, ma abbassa il nostro livello di guardia e distrugge ogni nostra altrimenti motivata attenzione per i pericoli reali!
L’influenza si cura entro due settimane: idratazione, paracetamolo e riposo - una zuppa calda o un té al limone aiutano).
La verità è che le persone morte per
l’Influenza A, come quelle per l’influenza comune, presentano in
combinazione altri fattori di rischio o di debilitazione, i quali
aggravano il loro stato e ne causano la morte.
Forse per alimentare ansie ed esasperare
paure, gli strumenti più efficaci per il marketing finalizzato a
stravendere vaccini e antivirali in un enorme giro di affari globale?
Perché chiunque leggendolo venga a miglior conoscenza della realtà dietro l'attuale "pandemia", sarà capace di autoimmunizzarsi a costo zero da così sporche speculazioni e legittimate truffe.
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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