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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Gli eventi del mese
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Bracciano, Roma, martedì 24 novembre 2009 Acqua - L’Articolo 15 del Decreto Legislativo 135/2009 ne conferisce la gestione a società a partecipazione mista pubblica e privata di Iris Novello
L'acqua è un bene e un diritto universale: la gestione dell’acqua è direttamente riconducibile ai diritti fondamentali dell’uomo! (Foto di archivio)
Siccome scripta manent - verba volant,
non ci soffermeremo ad analizzare i vari commenti favorevoli o contrari
alla legge, approvata fra l’altro imponendo la questione di fiducia (la
28esima della legislatura per la precisione), ma andremo ad analizzare
le incongruenze costituzionali dell’Art.
15 del Decreto Legge 135/09 che ha modificato l’Art.
23 bis della Legge 133/08 e le relative conseguenze economiche che
si ripercuoteranno sugli aventi diritto al servizio.
Diritti sui quali non si possono
applicare le regole del mercato e della concorrenza.
Può anche darsi che qualche legislatore (e i 302 deputati che hanno votato a favore), considerino la nostra Costituzione, e i principi in essa contenuti, un libro ormai superato e da modificare, come d’altronde hanno fatto i Governi di Centrosinistra che si sono succeduti (Governo Prodi, Legge Cost. 24 gennaio 1997 n. 1, Governo D’Alema, Leggi Cost. 22 novembre 1999 n. 1, 23 novembre 1999 n. 2, 17 gennaio 1999 n. 1, Governo Amato, Leggi Cost. 23 gennaio 2001 n. 1, 31 gennaio 2001 n. 2 e l’8 marzo 2001 Disegno di Legge per la modifica del Titolo V Parte Seconda della Costituzione, grazie al quale sono stati abrogati 5 Articoli e modificati altri 11). Però questo nulla toglie al fatto che le leggi, finché non vengono ulteriormente modificate, debbano essere rispettate.
Se c’è poi qualche politico (in primis
il ministro per le Politiche Comunitarie Ronchi) che antepone le
normative europee a quelle nazionali e si copre dietro affermazioni del
tipo “siamo per la gestione pubblica, ma dal punto di vista giuridico
non è possibile”, scendono in campo i luminari del Diritto Pubblico
che dichiarano, come ha fatto il Professore Lucarelli, che “la
violazione del principio comunitario relativo alla distinzione tra
interesse economico-generale e servizi di interesse generale è sancita
dell’art. 14 TFUE, Protocollo n. 26 del Trattato di Lisbona e relativa
produzione normativa e giurisprudenziale UE, oltre alla Risoluzione n.
357/97 del Parlamento Europeo per restare sempre in tema di servizi di
interesse generale”.
Il tutto si traduce in
strumentalizzazione di capitali, proprietà e risorse pubbliche
indirizzate al raggiungimento del massimo profitto a svantaggio della
sfera sociale che comunque dovrà giustificare la partecipazione del
capitale pubblico.
["Somma giustizia, somma ingiustizia",
ovvero "Il massimo del diritto, il massimo dell'ingiustizia",
proverbio romano citato da Cicerone nel suo De officiis, I, 10,
339 - Nota della Redazione]
Tutto ciò a fronte di un sicuro
innalzamento dei costi in bolletta. Se c’è la volontà di riconoscere l’acqua “un bene comune e un diritto universale” può, infatti, fare inserire nello Statuto Comunale la voce “gestione del servizio idrico in forma pubblica e con la partecipazione delle comunità locali”.
Visto il clima politico la strada da
compiere può sembrare ardua, ma si deve percorrere, se non si vuole
rendere mercificabile anche un bene essenziale alla vita.
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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