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Roma, venerdì 16 ottobre 2009  

Sanità: De Lillo interroga Ministro su Istituto Santa Lucia

Fonte: Comunicato Stampa fpm.mancini@gmail.com

 

 

Il Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi. (Foto di archivio)

 

Il Senatore del PdL Stefano De Lillo ha presentato un’interrogazione al Senatore Maurizio Sacconi, Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, in merito al licenziamento di 241 lavoratori sanitari presso l’Istituto Santa Lucia di Roma.

 

Nell’interrogazione De Lillo, che è membro della Commissione Igiene e Sanità del Senato, ricorda che “a seguito del Decreto della Regione Lazio n.56 del 28 luglio 2009 la Fondazione Santa Lucia IRCCS, di rilievo nazionale e di alta specializzazione per la riabilitazione neuromotoria, ha proceduto al licenziamento collettivo di n. 241 lavoratori del ruolo sanitario impiegati presso l’Ospedale di Via Ardeatina 306 in Roma, poiché il suddetto Decreto impone l’adeguamento ai minori requisiti organizzativi previsti dalla normativa regionale per le strutture di riabilitazione non di alta specialità.

 

I criteri utilizzati dalla Regione per la determinazione del numero dei posti letto codice 75 sembrano discutibili e comunque in contrasto con la normativa nazionale in tema di IRCCS e di strutture di alta specialità ed in primo luogo pregiudizievoli del diritto alla salute del cittadino – spiega il senatore – di fatto il Decreto inibisce alla Fondazione il compito, riconosciutogli dal SSN, di assistere pazienti motulesi e con gravi celebrolesioni acquisite.

 

Di conseguenza, si vanificano le enormi energie ed i cospicui investimenti profusi dalla Fondazione, 'incoraggiati dall’apprezzamento di Autorità Centrali e Regionali', per acquisire ed ulteriormente formare personale altamente specializzato, nonché per strutturarsi e dotarsi di adeguata tecnologia in modo da garantire l’efficacia della riabilitazione ai pazienti affetti da gravi patologie neurologiche.”

 

Per questo, De Lillo chiede “al Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali di intervenire prontamente per non disperdere un inestimabile patrimonio umano di esperienze e capacità in ambito assistenziale e di ricerca a livello nazionale e per non diminuire la qualità dell’assistenza ai pazienti motulesi e con gravi celebrolesioni acquisite.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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