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Redazione & informazione
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Gli eventi del mese
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Capranica, Viterbo, giovedì 15 ottobre 2009 17 ottobre - “Gracias a La Vida”: Canti di Libertà, ma in che razza de città? Roma!
Mercedes Sosa - "Gracias a La Vida". (Foto di archivio)
Mi rivolgo a chi và ai funerali per
piangere i suoi e altrui morti. Mi rivolgo alle persone confinate e senza confine, di tutte le fedi , a quelle che non credono in niente, di venire a Roma, riempire la piazza e le strade per gridare che l’Italia è contro il razzismo, il fascismo e la guerra, non ha paura, lotta e difende il diritto di esistenza di chiunque, per una dignità comune che ci siamo fatti strappare, giorno per giorno, identificando chi dissente, chi non è nato nel nostro Paese, chi ci viene ed è respinto, chi è accolto solo nelle carceri, chi è abbandonato qualunque sia il sesso l’età e la provenienza, alla violenza, reale e legale.
Dalla Sicilia “Sono partiti in nove lo scorso 30 settembre da Palermo, due di loro sono stati piegati dalla stanchezza e dallo sforzo per il viaggio, una lunga marcia sino a Roma che si concluderà sabato 17 ottobre alla Manifestazione in Piazza della Repubblica.
In queste settimane, i nove marciatori della giusta speranza, due dei quali in sciopero della fame da alcuni giorni, stanno lentamente risalendo l’Italia per lanciare un grido d’allarme contro i fenomeni di xenofobia e razzismo che covano nel ventre molle delle nostre città.
In ciascuna tappa del loro lento incedere, passando per Cosenza, Castelvortuno, Rosarno e Caserta, le associazioni antirazziste hanno organizzato incontri pubblici per dibattere sulla vera emergenza di questo paese, che certo non sono i vari “pacchi e pacchetti sicurezza”, bensì il proliferare di azioni di violenza razzista che hanno colpito le comunità migranti che vivono in Italia.
La marcia disperata della giusta speranza si concluderà a Roma in occasione della Manifestazione per i Diritti dei Lavoratori, in particolare degli immigrati.
I marciatori, al termine della loro
fatica, incontreranno le migliaia di persone che, ci auguriamo, saranno
in piazza, da una parte, per dire un fermo no al razzismo, no ai
respingimenti, dall’altra, per chiedere accoglienza e diritti per tutte
e tutti”.
“Il 7 ottobre del 1989 centinaia di migliaia di persone scendevano in piazza a Roma per la prima grande manifestazione contro il razzismo.
Il 24 agosto dello
stesso anno a Villa Literno, in Provincia di Caserta, era stato ucciso
un rifugiato sudafricano, Jerry Essan Masslo”.
“Il nostro Paese ha già vissuto la
vergogna delle Leggi Razziali: non possiamo e non dobbiamo dimenticarlo!”
Non bastano le firme, i clic sul computer, non basta diffondere i comunicati, gli appelli: è necessario esserci, con il cuore la testa e le gambe.
Tante e tanti, come un fiume incontenibile,
che non può essere contato e ridotto in cifre.
Sveglia Libera Stampa e Media italiani,
quando volete, siete capaci di fare Miracoli di Comunicazione.
Scrive oggi Gino Ancona:
“E il Potere trionfa sulla solitudine
umana e la sua idiozia”… Ma che razza de città?”
Roma! Che è ciò che ho sempre avuto, canti di redenzione Ho avuto solo canti di redenzione Questi canti di libertà, canti di libertà”
da Redemption song di Bob Marley
Manifestazione Nazionale Antirazzista
Percorso del Corteo
Proseguiremo per Via Einaudi
– Piazza dei Cinquecento – Via Cavour – Piazza Esquilino – Via Liberiana
– Piazza Santa Maria Maggiore – Via Merulana – Via dello Statuto –
Piazza Vittorio Emanuele – Via Emanuele Filiberto – Viale Manzoni – Via
Labicana – Piazza del Colosseo – Via Fori Imperiali – Piazza Venezia –
Via del Teatro Marcello – Via Petroselli Concluderemo il Corteo in Piazza Bocca della Verità
Per Info, Adesioni e Contatti
Visita volentieri il sito
della manifestazione
www.17ottobreantirazzista.org
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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