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Roma, martedì 6 ottobre 2009  

Roma - Agricoltura: incontro in Regione per la lotta ai parassiti del castagno 

Fonte: Comunicato Stampa - Francesco Mancini

 

 

Il marrone: un prodotto tipico, un vanto locale e territoriale, un patrimonio nazionale. (Foto di archivio)

 

Il Cinipide del castagno attacca, ma le Istituzioni sono pronte a difendere ambiente e produzione: è il risultato dell’incontro avvenuto oggi alla Pisana tra la Commissione Agricoltura della Regione Lazio ed il Comune di Segni, “cuore” dell’areale di produzione del Marrone dei Monti Lepini, che da solo rappresenta fino al 15 per cento della produzione nazionale, ma è attualmente attaccato da un fastidioso parassita.

 

All’audizione, richiesta dal Consigliere Regionale del PdL Nicola Palombi che ha risposto ad una segnalazione degli Amministratori Locali, hanno preso parte il Presidente della Commissione Mario Perilli, gli Assessori del Comune di Segni Antonella Iannucci e Filippo Alvini, i Consiglieri del Comune di Segni Cesare Ferretti e Luca Calende nonché rappresentanti dei Comuni limitrofi.

Presente anche la Responsabile del servizio Fitosanitario Regionale Dott.ssa Giovanna Sinatra.

 

Protagonisti dell’incontro il “Cipinide”, che sta invadendo i castagneti non solo del Lazio ma di tutto il Paese, ed un progetto dell’Università della Tuscia per il contrasto del parassita, ovvero la lotta biologica che oggi è preferita ai tradizionali pesticidi e che nel caso del castagno può essere attuata con l’utilizzo di un insetto antagonista.

 

La coltura e la produzione del Marrone dei Monti Lepini sono oggi un patrimonio di produzione tipica locale affidato alle mani di circa 400 produttori presenti, oltreché a Segni, anche nel Comune di Montelanico, ma da alcuni mesi il “Cinipide galligeno”, questo il nome scientifico del parassita in questione, sta minacciando la salute delle piante e la quantità del prodotto finale.

 

Di qui la sollecitudine delle istituzioni locali, e la risposta della ricerca scientifica che oltre ai tradizionali mezzi di contrasto può oggi opporre agli agenti infestanti altri agenti biologici: a fine lavori la Commissione ha quindi proposto un incontro pubblico per rendere note le proprietà nutrizionali del Marrone dei Monti Lepini e gli sforzi che si stanno facendo per tutelarne la produzione, e la Responsabile del Servizio Fitosanitario Regionale ha concordato sulla possibilità di sperimentare la lotta biologica al Cipinide proprio nell’areale dei Monti Lepini.

Un risultato che sarà conseguibile con la collaborazione della Regione Lazio, che è competente per l’Agricoltura e dovrà fare la sua parte.

 

Ma è sulla promozione, sia della produzione che della sua tutela, che si concentra ora l’attenzione degli “addetti ai lavori”: appuntamento quindi a Segni dal 22 al 25 ottobre per la 52° Sagra del Marrone dei Monti Lepini, che quest’anno costituirà anche un’occasione per scoprire come si può fare oggi sul nostro territorio un’agricoltura davvero moderna, e cioè ecocompatibile, sostenuta dall’importante supporto della Ricerca italiana e mirata a produzioni tipiche e di alta qualità.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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