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Bracciano, Roma, sabato 3 ottobre 2009  

 

 

      S   P   E   C   I   A   L   E    M   O   N   T   E   B   E   L   L   O     

 

 

Bracciano - Il Comitato del Villaggio chiede spiegazioni al Comune sulla mancata demolizione o acquisizione dei manufatti abusivi

di Iris Novello

 

 

Questa è Montebello: la situazione del Quartiere documentata fotograficamente - Foto aerea numero 1 di 7.

 

Attualmente sono due le inchieste giudiziarie in corso che riguardano il Quartiere Montebello.

La prima è stata avviata sulla base delle denunce presentate alla Magistratura dal Comitato del Villaggio i primi giorni di giugno, l’altra si riferisce a delle ispezioni effettuate due mesi dopo dalla Polizia Provinciale di Bracciano all’interno di alcune ville quadrifamiliari.

“A tal proposito vorremmo cortesemente chiedere, quali titolari di legittimo interesse, – ha scritto il Comitato al Comandante della Polizia Provinciale – in quale contesto investigativo si collocano i sopralluoghi atipici (privi cioè di carattere coercitivo) effettuati i primi giorni di agosto, ed in particolare se l’iniziativa sia partita dalla Procura, da altri Enti o da privati”.

 

Durante la riunione che si è svolta a luglio tra la Commissione Urbanistica della Regione Lazio e i rappresentanti del Comitato, il Sindaco di Bracciano aveva detto che “molti sono anche gli abitanti del posto che hanno disatteso le conformità urbanistiche e se si interverrà con i lottizzatori, lo stesso si farà con gli abitanti”.
 

 

Questa è Montebello: la situazione del Quartiere documentata fotograficamente - Foto aerea numero 2 di 7.


Il presagio a quanto pare si è avverato, ma la gran parte dei residenti attualmente si preoccupa delle opere di urbanizzazione non realizzate o fuori norma più che delle abitazioni non corrispondenti alle normative urbanistiche.

 

E di abusi e soprusi a Montebello pare ce siano stati parecchi a cominciare dalle “insufficienze e difformità nella ormai ventennale realizzazione delle opere di urbanizzazione, dallo svuotamento delle poste attive della società lottizzatrice, all’interramento di rifiuti speciali fino ai presunti abusivismi edilizi del lottizzatore”.

 

“Dalla Convenzione stipulata nel 1985 – ricordano alcuni rappresentanti del Comitato – si è continuato a costruire e a vendere case, circa 180 abitazioni (con un introito complessivo lordo per il costruttore valutabile in 60milioni di euro), con proroghe e sanatorie di ogni tipo, mentre le urbanizzazioni languono”.

 

 

Questa è Montebello: la situazione del Quartiere documentata fotograficamente - Foto aerea numero 3 di 7.

 

Fonti Istituzionali e Tecnici del Comune hanno negli anni confermato l’inadempienza delle opere di urbanizzazione a cominciare dalla relazione dettagliata sullo stato dei lavori redatta dal Responsabile dell’Area Tecnica del Comune nel 1994 (“Nessun tratto di strada interno alla lottizzazione è asfaltato e non risultano ancora realizzate le piazze, le zone di sosta e parcheggio, i marciapiedi, gli spazi pedonali, la segnaletica stradale, l’impianto di pubblica illuminazione, la sistemazione del verde pubblico…”), per proseguire con il parere pro-veritate dell’avvocato incaricato dal Sindaco Pro-tempore nel 2002 (“Incamerare la garanzia fidejussoria del lottizzatore, ormai ampiamente inadempiente, e realizzare direttamente a suo danno le opere di urbanizzazione e comunicare tali circostanze alla Procura della Repubblica, perché esse costituiscono reato”) e all’atto di collaudo depositato nel 2003 dall’ingegnere incaricato dal Comune (“Le opere di urbanizzazione della lottizzazione privata denominata Montebello non sono collaudabili in quanto inesistenti o difformi da quanto indicato in progetto o non a norma”).
 

Tutte relazioni che sono rimaste lettere morte.
 

 

Questa è Montebello: la situazione del Quartiere documentata fotograficamente - Foto aerea numero 4 di 7.


L’ultimo Rapporto consegnato dall’Architetto incaricato dal Comune all’inizio del 2009 non solo conferma quanto già scritto dai suoi predecessori, ma quantifica anche in 954mila euro le carenze delle opere di urbanizzazione, una somma che rappresenta oltre al danno erariale il minor valore delle case del comprensorio.

Il cronogramma inviato il 15 giugno dall’Amministrazione Comunale al Comitato Montebello (dopo aver ricevuto l’informativa della denuncia-querela presentata da 51 famiglie del villaggio), è stato respinto dagli abitanti della zona in quanto “non pone i termini per la realizzazione delle opere di urbanizzazione ancora marcatamente incomplete o irregolari, ma al contrario prospetta ulteriori concessioni di cubatura”.

 

 

Questa è Montebello: la situazione del Quartiere documentata fotograficamente - Foto aerea numero 5 di 7.

 

Altro dubbio che si pone il Comitato è “con chi o su che cosa il Comune ha trattato, giacché la Srl lottizzatrice è oggi in liquidazione ed è priva delle sue poste attive cedute a terzi (comprese le aree da urbanizzare e da cedere al Comune).

Terzi che di fatto sono società in parte egemonizzate da un medesimo amministratore, in parte da suoi familiari, in parte da persone dal suo entourage lavorativo”.

“In particolare – fa sapere il Comitato – le aree da urbanizzare e cedere gratuitamente al Comune sono state acquistate per 78mila euro (iva inclusa) da una Srl di San Donà di Piave, il cui Amministratore Unico è lo stesso che ha l’appalto delle costruzioni, da parte del lottizzatore.

Tutte le suddette vendite – prosegue il Comitato – sono avvenute senza il preventivo consenso scritto del Comune, così come previsto dall’art. 11 della Convenzione, con carattere cogente”.
 

 

Questa è Montebello: la situazione del Quartiere documentata fotograficamente - Foto aerea numero 6 di 7.

 

A Montebello si sono anche verificati casi di interramento di rifiuti speciali nelle aree destinate a verde pubblico, già segnalati alle competenti Autorità Locali.

Con protocollo 08/A/2008 del 18/12/08 il Comitato ha chiesto inoltre al Comune se le attività in corso nei cantieri procedevano con regolare licenza edilizia.

Una verifica predisposta congiuntamente dallo Sportello Unico per l’Edilizia e l’Urbanistica e dal Comando dei Vigili Urbani ha confermato “fattispecie e ipotesi di abusi”.

“Se ci sono abusi edilizi – si chiede il Comitato – come mai il Comune non adotta i provvedimenti repressivi regolati dal DPR 6/6/2001 n.380 in base al quale il Dirigente o il Responsabile del competente Ufficio Comunale ingiunge al proprietario o al responsabile dell’abuso la rimozione o la demolizione del manufatto?

Trascorsi 90 giorni dall’ingiunzione – ha precisato il Comitato – il bene e l’area di sedime dovrebbero essere acquisiti di diritto gratuitamente al Patrimonio del Comune perché l’inottemperanza alle ingiunzioni a demolire costituisce titolo per l’immissione nel possesso e per la trascrizione nei registri immobiliari”.

 

Questa è Montebello: la situazione del Quartiere documentata fotograficamente - Foto aerea numero 7 di 7.


Bisogna doverosamente prendere atto che il Comitato Villaggio Montebello da un anno si sta rendendo parte attiva per ripristinare i diritti di tutti gli abitanti della zona attraverso una rivoluzionaria prospettiva, ovvero si sta concentrando sull’immondizia che sommerge la comunità e pone in secondo piano quella che ha, in alcuni casi, dentro casa.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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