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Bracciano, Roma, giovedì 24 settembre 2009

Bracciano - Blocco Studentesco dice no al caro-libri e denuncia le case editrici che speculano

Fonte: Comunicato Stampa Blocco Studentesco Bracciano

 

 

Il volantino contro il caro-libri distribuito durante la manifestazione.

 

Oggi in 40 città italiane Blocco Studentesco ha realizzato un'azione dimostrativa contro il caro-libri.

All’ingresso di centinaia di Istituti Superiori sono stati depositati dei sacchi di juta, su cui facevano bella mostra le effigie del dollaro, contornati dai nomi delle principali Case Editrici che producono testi scolastici.

 

A Bracciano l'azione ha interessato tutti gli Istituti presenti sul territorio.

"Nonostante le promesse del ministro Gelmini, le famiglie italiane continuano a pagare cifre insostenibili per l'acquisto dei libri di testo – ha denunciato Francesco Polacchi, Responsabile Nazionale del Blocco Studentesco – con un costo medio che supera i 500 euro per ogni studente e senza contare che un Istituto su due sfora il tetto di spesa imposto dal Ministero".

 

"Il Ministro dell'Istruzione – ha aggiunto Guglielmo Pannullo, Responsabile Braccianese del Movimento – non ha preso nessun provvedimento serio per contrastare questo problema, ma si è limitato a 'consigliare' alle Case Editrici di non cambiare edizione e di non aumentare i prezzi per 5 anni.

Misure assolutamente insufficienti e inefficaci".

"Il Blocco Studentesco – conclude Polacchi – continua la sua battaglia per l'adozione di un libro di testo unico per ogni materia a livello regionale (differente a seconda dell'indirizzo scolastico).

Chiediamo inoltre la creazione di un organo di controllo specifico che vigili sull'attività e i profitti delle Case Editrici".
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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