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Cerveteri, Roma, mercoledì 23 settembre 2009  

L'azione "politica" di Don Luigi è speranza per Cerveteri

di Giuseppe Onorato

 

 

C'è sempre il sole sopra le nuvole. (Foto di archivio)

 

92 ore di sciopero della fame, parole chiare e nette, concetti di giustizia e verità dette agli Amministratori di Cerveteri: questo è Don Luigi, il Parroco de I Terzi, che con la sua battaglia ha fatto si che i politici locali sentissero la voce di un’intera comunità, quella de I Terzi.

 

L’azione di Don Luigi è un raggio di luce nelle tenebre che oggi, ormai da troppi anni, attanagliano tutti i cittadini di Cerveteri, che anno dopo anno vedono aumentare i problemi e diminuire i propri diritti.
 

Don Luigi con la sua lotta ha lanciato un segnale ben chiaro, per chi ha orecchie per sentire, “siamo stufi, vogliamo i nostri diritti, non prendeteci in giro”, a quanto pare il messaggio è arrivato e diciamo che ha colpito nel segno.
 

Ma oltre a risolvere, anche se in minima parte i problemi de I Terzi, Don Luigi oggi rappresenta un esempio da seguire, un uomo che oltre a servire Dio, serve anche la sua comunità umana.

 

Il suo è stato un atto di coraggio, proprio quello di cui ha bisogno Cerveteri.

 

Proprio come Don Luigi Merola, di Forcella che da più di 10 anni porta vanti la battaglia contro la camorra, ma soprattutto la sua azione è indirizzata verso i ragazzi in cui vede il futuro sia dell’Italia che della camorra oppure come Don Luigi Ciotti di Torino diventato “famoso” per le sue lotte alla droga, a favore dei minori e contro le mafie.
 

Riflettiamo e non giudichiamo, prendere da esempio i Don Luigi d’Italia non può che far migliorare il vivere dei cittadini di Cerveteri, con questo, dico grazie Don Luigi per la forza e la speranza dimostrata che ha dimostrato con i fatti che se si vuole si può.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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