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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Territorio, domenica 20 settembre 2009 Regione - Sanità, tagliati servizi lungodegenza e riabilitazione di Iris Novello
Le strutture che offrono i servizi di lungodegenza e riabilitazione saranno soggette a drastici tagli.
Lo ha deciso la Regione Lazio in vista al risanamento del deficit
finanziario della Sanità Regionale già intrapreso un anno fa con la
riduzione di 1.953 posti letto per acuti in ospedali pubblici e privati e
con la riconversione delle strutture con meno di 90 posti letto in presidi
territoriali. Ultimo ad essere raggiunto da un decreto di chiusura – ha informato De Lillo – è stato l’Istituto San Raffaele di Montecompatri, dotato di 269 posti letto dedicati alla riabilitazione neuromotoria, al quale l’Amministrazione Regionale ha recapitato il 17 settembre un ordine di chiusura entro trenta giorni. Se si tiene conto dei fattori oggettivi della notevole domanda di servizi di lungodegenza - LAI e riabilitazione - RAI, nonché delle potenzialità di servizio e di sviluppo della struttura di Montecompatri, la decisione di Marrazzo risulta incomprensibile”.
Il Lazio è la Regione più indebitata, ma il disavanzo a tutt’oggi risulta incomprensibile.
Infatti, se a fronte della spesa ci fosse
la migliore sanità del Paese, se il personale medico e paramedico fosse
incentivato economicamente e se gli ospedali venissero ristrutturati e
offrissero servizi al top, non risulterebbe comunque
giustificato, ma almeno i motivi di fondo potrebbero renderlo
comprensibile.
Prima hanno avviato le famigerate
cartolarizzazioni, ovvero hanno indebitato le generazioni future, poi
hanno venduto le strutture ospedaliere.
Il Governatore Marrazzo ha attribuito il
debito-voragine alla Giunta precedente, ma la Corte dei Conti dopo
quattro anni è riuscita finalmente a capire che la discesa economica
della Sanità Laziale è iniziata molto tempo fa, ancora prima del mandato
a Storace. Sempre più ridotti a pacchi postali perché costretti ad intraprendere viaggi di andata e ritorno, agli ammalati la politica attuale di certo ci pensa poco.
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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