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Bracciano, Roma, mercoledì 16 settembre 2009

Bracciano - Sala: Lo spostamento della discarica Malagrotta ad Allumiere è una scelta miope e insensata contro la quale ci opponiamo!

Fonte: Ufficio Stampa Comune di Bracciano

 

 

No alla discarica di Allumiere!

 

Il Primo Cittadino di Bracciano stigmatizza la proposta che andrebbe a danno dei territori coinvolti e contrasterebbe con il Piano Regionale dei Rifiuti: il Presidente Marrazzo non ‘tolga le castagne dal fuoco’ ad Alemanno rischiando di vanificare strategia di lungo periodo!

“L’idea di risolvere il problema dell’esaurimento della discarica di Malagrotta, realizzando un nuovo sito ad Allumiere è assolutamente insensata, perché è contraria al Piano Regionale dei Rifiuti e non rispetta le delimitazioni territoriali degli Ato a tutto discapito dei territori confinanti con la Capitale”.

 

È questo il commento del Sindaco di Bracciano, Giuliano Sala, in merito all’ipotesi dello spostamento della discarica di Malagrotta ad Allumiere, tramite la realizzazione di una nuova struttura.

Ipotesi, questa, che sarà discussa oggi pomeriggio a Palazzo Chigi, in un incontro tra il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Gianni Letta; il Responsabile della Protezione Civile, Guido Bertolaso; il Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo; e il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

“La Giunta Capitolina - continua Sala - dovrebbe affrontare responsabilmente il problema della gestione dei rifiuti di Roma, invece di proporre ‘improbabili scampagnate’ alla ricerca di siti alternativi a Malagrotta fuori dal territorio comunale.

Anche perché - prosegue - dovrebbe spiegarci quale senso ha individuare un sito per lo smaltimento dei rifiuti di Roma a decine di chilometri dal proprio territorio in barba a qualsiasi rispetto degli ambiti territoriali ottimali e ai relativi problemi di traffico, viabilità ed inquinamento per i territori interessati, legati all’elevato flusso dei mezzi che dovrebbero fare la spola tra la Capitale e la discarica di Allumiere.

Siamo convinti - aggiunge il Sindaco - che la scelta del sito alternativo alla discarica di Roma si possa fare guardando al proprio immenso territorio comunale ”.

 

“La Regione Lazio - osserva Sala - ha definito una nuova programmazione del ciclo dei rifiuti per uscire dalla fase emergenziale entro il 2011, identificando in ciascuna Provincia gli ambiti territoriali dove localizzare le discariche e l'impiantistica e impegnandosi, assieme alla Giunta Zingaretti, a incentivare la raccolta differenziata in modo da ridurre al minimo il conferimento in discarica.

Adesso - argomenta - l'Amministrazione Alemanno decide di stravolgere il Piano Regionale dei Rifiuti, prevedendo un nuovo sito in un'area non contemplata e mettendo così in difficoltà i territori, come Bracciano, che si stavano adeguando alle previsioni in esso contenute”.

Il Comune di Bracciano, infatti, ospita in Località Cupinoro una discarica che serve 24 Comuni della Provincia di Roma e recepisce un totale di circa 144mila tonnellate l’anno di rifiuti (in media 400 tonnellate al giorno).

Ed è proprio in questo sito che, in linea con quanto previsto dal Piano Rifiuti, è stato redatto un progetto per la realizzazione di un impianto di trattamento meccanico-biologico dei rifiuti della potenzialità di 130mila tonnellate annue.

Intervento, questo, che, assieme all’attuazione del Piano di Raccolta Differenziata ‘porta a porta’, consentirebbe - secondo le stime Regionali - di ridurre i conferimenti di rifiuti a Cupinoro dalle attuali 120mila tonnellate a 82,5, entro il 2012.

“La proposta di spostare Malagrotta ad Allumiere - aggiunge Sala - è il segnale di una scelta miope che, come Amministratori, ci spaventa e rispetto alla quale il Comune di Bracciano si dichiara fermamente contrario.

Pertanto - conclude - mi appello al Presidente Marrazzo affinché non si presti a manovre finalizzate a ‘togliere le castagne dal fuoco’ alla Giunta Capitolina, rischiando così di compromettere e vanificare quella strategia di lungo periodo per la gestione dei rifiuti contenuta nel Piano Regionale”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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