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Trevignano Romano, Roma, giovedì 10 settembre 2009

Trevignano Romano - Dissuasori della sosta: s’accende la polemica

di Franco Scalise

 

 

L’installazione di Via IV Novembre non trova d’accordo i commercianti... (Foto © Franco Scalise)

 

C’è chi chiede la zona disco e chi la rimozione, la soluzione accontenta i pedoni.
Se da un punto di vista puramente pratico c’è chi approva la scelta dell’Amministrazione Comunale, per aver installato i nuovi dissuasori della sosta sul lato destro di Via IV Novembre, dall’altra alzano la voce, anzi, la protesta, i commercianti i quali contestano la soluzione che impedisce la piccola fermata delle auto dei loro clienti, costringendoli a trovare parcheggio in una via che, seppur la più importante del paese, ne offre proprio pochi.

 

Cosa è cambiato, dunque, che chi vuol comprare dagli esercizi commerciali posti lungo Via IV Novembre?

Tanto perchè non potrà più “appoggiarsi” sui bassi marciapiedi, che consentivano l’abbandono temporaneo dell’auto, e costringe ad evitare la fermata perchè altrimenti si rimarrebbe sulla carreggiata con le conseguenze del caso.

 

Dal punto di vista dell’impatto ambientale certo i dissuasori non sono belli da vedere, così tutti disposti uno dietro l’altro ricordano una cancellata, una sorta di gabbia dalla quale proprio non si può uscire, però dall’altro lato la loro installazione consente di poter traguardare la zona di San Filippo con la Piazza del Comune senza trovare ostacoli visivi “appoggiati” sulla strada.

 

Ma possibile che non c’era altra soluzione, si domandano in molti, che potesse ottenere se non lo stesso risultato, qualcosa che ci si avvicinasse?

Secondo i Vigili Urbani no.

 

Dai commercianti si era levata anche la proposta di una zona disco che invece, ribadiscono dalla Polizia Municipale, sarebbe stato difficile far rispettare oltre al fatto che con l’avvento della sosta a pagamento sono sparite un po’ dappertutto.

Ma di diverso avviso in questi anni lo sono sempre stati i commercianti di Via IV Novembre, già dalla prima zona blù che escluse qualsiasi parcheggio gratuito, sino ad oggi che si sono visti “ingabbiare” senza neanche essere avvisati.

 

Ma non finisce qui.

Molti si chiederanno che cos’altro potrà esserci di più dannoso?

 

Ecco la risposta: lo stesso trattamento sarà riservato a tutte le vie comprese tra Via delle Scalette e Via Francia, Via Roma Vecchia compresa, almeno nei punti dove non ci sono marciapiedi [e sono tanti, n.d.r.].

Quindi via sosta selvaggia da Via Ungheria, Via Morgante, Via Diaz, Via delle Scalette, Via Etruria e Via Francia.

 

E tutte le auto in “sovrannumero”?

Chissà dove andranno a finire, probabilmente a Via Roma Nuova, dove solitamente i posti (tanti) sono vuoti perchè alla gente non è che piace molto dover camminare.

E tutto questo provocherà un’ulteriore congestione in una zona che fino ad oggi era piuttosto tranquilla.

Pensate invece che cosa succederà il venerdì (giorno di mercato): dove andranno tutte quelle auto?

 

Bisogna al più presto che qualcuno corra ai ripari e individui nuovi posti macchina perché ormai in quella zona si è arrivati al collasso e in attesa di interventi di cui si parlava qualche anno fa (piazza mercato e parcheggio sotterraneo) che sono ancora solo sulla carta, e che ci danno appuntamento a lunga distanza, questi sono i giorni che segnano un domani fatto di rassegnazione per chi era abituato ad avere la macchina sotto casa o davanti al negozio.

 

Alternative non ce ne sono, se non quella delle zone a pagamento che sembra per qualcuno siano ancora un po’ indigeste e a tal proposito stanno per arrivare gli “stemmi residente” contrassegni che consentiranno di evitare la multa con il tagliando “residente”, impedendo così di fatto l’uso non consentito di “regalare” ai propri clienti od amici la sosta in zona blù a prezzo di favore inserendo il tagliando in un auto di un non trevignanese.

 

Anche in questo caso è prevista un’ondata di proteste.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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