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Voci dal territorio

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Bracciano, Roma, martedì 8 settembre 2009

Bracciano - Da medici e paramedici l'appello: “Difendiamo l’Ospedale Padre Pio!”

Fonte: Comunicato Stampa congiunto AAROI CGIL CIMO CISL UIL

 


Il personale medico e paramedico dell’Ospedale Padre Pio di Bracciano, riunitosi in Assemblea sindacale lunedì 7 Settembre, ha constatato:

 


- l’assenza di una qualsiasi politica aziendale volta al rilancio di un Ospedale che

ha una posizione strategica in un territorio in piena crescita demografica;


- la perdurante chiusura del Reparto di Ostetricia e Ginecologia (appena

rinnovato) con trasferimento dei ginecologi a Civitavecchia e mantenimento saltuario delle attività ambulatoriali e di consulenza dalle ore 08.00 alle 13.00;


- la carenza dei pediatri dovuta al trasferimento di due unità a Civitavecchia con

conseguente limitazione dell’attività di consulenza al Pronto Soccorso;


- il ridimensionamento del Reparto di Ortopedia; 


- la mancanza del supporto dello specialista cardiologo nelle 24 ore;


- l’evidente disparità di distribuzione delle risorse, sia umane che finanziarie,

tra i presidi Ospedalieri Padre Pio di Bracciano e San Paolo di Civitavecchia, (che assorbe la gran parte dei fondi che la Regione Lazio assegna alla ASL RM F);


- il sotto utilizzo e la mancata valorizzazione delle professionalità presenti nel

nostro Ospedale;


- il totale silenzio in cui le Istituzioni politiche territoriali assistono al lento

“evitabile” degrado che porterà, in assenza di mirati sostenibili interventi, l’Ospedale Padre Pio di Bracciano a non avere più i requisiti minimi essenziali previsti dal Piano Sanitario Regionale e dall’Atto Aziendale.



L’attuale situazione mette in pericolo la salute dei cittadini esponendo a gravi rischi medico-legali gli operatori tutti.
 

Si richiede pertanto un incontro a breve termine con la Rete Civica delle Associazioni Socio-Sanitarie del territorio volto a sensibilizzare la pubblica opinione sul ruolo essenziale dell’Ospedale Padre Pio mettendo in atto le iniziative necessarie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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