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Bracciano, Roma, lunedì 10 agosto 2009  

Bracciano - Ricordando il coraggio

Fonte: Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, Nucleo di Bracciano C. M.“G. Gasperini”

 

 

Il Nucleo dell'A.N.P.d'I. C. M.“G. Gasperini” partecipa ad una cerimonia presso il monumento ai Marinai d'Italia a Bracciano. (Foto © Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, Nucleo di Bracciano)

 

Il Nucleo Paracadutisti, A.N.P.d’I., ricostituito a Bracciano qualche anno fa, ha come fiduciario il Primo Maresciallo dell’Aeronautica Militare Gino Argenti, in servizio presso il glorioso 17° Stormo Incursori A. M. di Furbara.
 

Il Nucleo di Bracciano e il suo fiduciario intendono, attraverso varie iniziative, mantenere vive le tradizioni i valori del Corpo dei Paracadutisti.
Valori che vedono nella lealtà, nel coraggio, nell’amicizia fraterna, nell’attaccamento al Tricolore, il segno distintivo di questo straordinario Corpo Militare.
 

Questi stessi valori il Presidente dell’A.N.P.d’I. della Sezione di Civitavecchia, Raul Di Gennaro, Medaglia d’Argento al Valor Militare li ha, con grande fierezza e forza nonostante i suoi 90 anni, ben rappresentati al Presidente della Repubblica Azeglio Ciampi, durante la commemorazione per i 60 anni dalla Battaglia di El Alamein.
 

Il valore e il coraggio, oltre ogni limite, mostrato dai paracadutisti italiani, meravigliò a tal punto gli Inglesi che concessero ai pochi superstiti l’onore delle armi.
I nomi dei Reparti che parteciparono a quella battaglia, incisi alla base del Tricolore e consegnati durante la cerimonia al Presidente, rimarranno per sempre un punto di riferimento per tutti i paracadutisti italiani.
 

Ecco gli ideali che essi porgono ai giovani: lealtà, coraggio, amicizia fraterna, solidarietà, senso di appartenenza alla Nazione e che da sempre sono alla base della costruzione di un mondo migliore.
 

Il Nucleo Paracadutisti di Bracciano, intitolato al braccianese Gino Gasperini, parà della valorosa “Nembo”, ha avuto per diversi anni come Presidente Liberato Birellini, cessata l’attività ha continuato, tuttavia, a “vivere” nella Sezione A.N.P.d’I. di Civitavecchia, dove ha collaborato attivamente alla organizzazione di Corsi di Addestramento tenuti dai validissimi istruttori Roberto Picciau e Alberto Sbragaglia.

 

La cerimonia con cui è rinato il Nucleo A.N.P.d’I. di Bracciano, ha visto la presenza della Signora Erminia Mondini, vedova di Gino Gasperini, delle Autorità Comunali, dei Generali Francesco Merlino, già Presidente Nazionale A.N.P.d’I., Antonino Mozzicato, Marco Bertolini e Antonino Torre ed ha avuto un valido supporto nel Dott. Ezio Panunzi, Presidente dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci Sezione di Bracciano.


Il numeroso pubblico presente ha sottolineato con calorosi applausi i momenti più solenni della cerimonia soprattutto quello in cui il Primo Maresciallo Gino Argenti, ha ricevuto le “Consegne” che hanno sancito l’apertura ufficiale del Nucleo A.N.P.d’I. di Bracciano.
 

I Paracadutisti d’Italia sono un esempio di coraggio e il coraggio è uno stato d’animo, un “qualcosa” di estremamente importante che ognuno di noi ha dentro di se e che all’improvviso la vita ti chiede di “tirare fuori”.
 

La vita non fa sconti a chi non sa lanciarsi nel vuoto e non sa vincere quell’attimo di paura che prende quando si apre il portellone e il mondo appare piccolo piccolo.
È un attimo... poi il salto e la gioia di aver vinto, il vento che sibila nelle orecchie, lo strappo per l’apertura del paracadute e quella meravigliosa sensazione di essere sospesi nell’azzurro del cielo.
 

La vita non fa sconti: quando arriva una grave malattia o un lutto o il momento di affrontare una situazione terribilmente difficile, ecco: è il momento di lanciarsi…
La vita non fa sconti a chi non ha coraggio!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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