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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Gli eventi del mese
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Bracciano e dintorni, Roma, venerdì 7 agosto 2009 “Agosto - disabile mio non ti conosco”: in una lettera ufficiale tutto il rammarico di chi si sente abbandonato dai Servizi Sociali di Iris Novello
Una manifestazione organizzata dall'AAIS - Associazione Assistenza Integrazione Sociale. (Foto © Iris Novello)
Al centro di tutte le azioni che riguardano i Servizi Sociali dovrebbero
esserci le persone considerate nella loro dignità umana, nel contesto
delle relazioni familiari, sociali e culturali in cui vivono e nei loro
bisogni.
La carenza assistenziale subita dai
portatori di handicap soprattutto nel mese di agosto è un esempio
di come il modello attuale dall’Accordo di Programma del Distretto F 3
(rappresentato dal Comitato Istituzionale e composto dagli Assessori ai
Servizi Sociali dei Comuni di Bracciano, capofila, Trevignano,
Anguillara Sabazia, Manziana, Canale Monterano, dall’Assessore alle
Politiche Sociali della Provincia di Roma e dai rappresentanti della ASL
RM F), sia indirizzato ad offrire un servizio non basato sulle effettive
necessità, ma imbastito sulla disponibilità finanziaria.
Di seguito riportiamo integralmente il
contenuto. Ad oggi il mese scoperto è quello di Agosto: di tale decisione, peraltro, è giunta ai firmatari della presente soltanto una comunicazione orale indiretta.
Proprio il mese di Agosto risulta senza copertura economica quando avremmo voluto organizzare vacanze estive per i nostri figli disabili. Noi genitori siamo a conoscenza che esiste una Delibera Regionale, la n. 501 del 10 aprile 2001, che disciplina l’organizzazione dei soggiorni estivi per i soggetti con disabilità fisica, psichica, sensoriale o mista. Certo, l’Assessorato avrebbe dovuto interessarsi per tempo, lavorarci con impegno per arrivare al mese di Agosto con la soluzione già pronta.
Non soltanto non lo ha fatto, ma l’Assessore non ha mai voluto ricevere i genitori che andavano da lei per esporle i loro problemi e non ha mai nemmeno risposto alle lettere private delle famiglie che le chiedevano aiuto. Si è limitata ad erogare dei miseri buoni per soli 11 mesi e poi ci ha lasciato da soli con tutti i problemi che la realtà di avere un figlio handicappato comporta. Quando è diventata Assessore aveva assicurato alle famiglie un continuo rapporto personale con la promessa di confrontarci di continuo.
Anche questa promessa è stata
disattesa.
Forse si ritiene, con buone ragioni, che la pausa estiva possa costituire anche per il cittadino diversamente abile un’occasione per trascorrere più tempo con i propri cari, o per vivere insieme ad essi forme di diversivo rispetto alla routine quotidiana.
Questo si rivela però assai duro per
le famiglie, e sono la quasi totalità delle famiglie che non possono
permettersi viaggi di vacanza, o che si trovino a dover organizzare
questi tentativi in solitudine e magari in età già avanzata, o comunque
alle prese con i problemi degli altri figli. O, magari, la non erogazione del buono di servizio è stata compensata con l’organizzazione di brevi soggiorni al mare o in montagna, come promesso in più occasioni?
Non ci pare di averne sentito parlare,
nonostante sappiamo per certo che la Regione ha stanziato per provvedere
alle vacanze dei nostri figli disabili nel 2007 € 3.400, nel 2008 €
3,400, nel 2009 € 6.800 che non sono mai stati utilizzati e che non
sappiamo dove sono andati a finire.
Nel complesso, la possibilità di
ricevere servizi di sostegno all’integrazione e alla socializzazione
all’interno del centro diurno, anche con orari ridotti, o con pacchetti
di attività a rotazione, incoraggiando la partecipazione di più utenti,
ci sembrerebbe la formula globalmente più saggia ed economica, posto che
una prospettiva economica vera è quella che previene l’inasprimento del
dissesto psichico, nel nostro caso, e non la ricerca di rimedi a
posteriori.
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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