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Roma, venerdì 24 luglio 2009  

Roma - Martedì 28 luglio conferenza stampa sulla pratica dei respingimenti: chi respingiamo e a cosa condanniamo?

Fonte: Ufficio Stampa Be Free Cooperativa Sociale

Martedì 28 luglio alle ore 12.00 alla Casa Internazionale delle Donne, a Roma in Via della Lungara 19, Conferenza Stampa di presentazione del “DOSSIER SULL’ESPERIENZA DI SOSTEGNO A DONNE NIGERIANE TRATTENUTE PRESSO IL CIE PONTE GALERIA E TRAFFICATE ATTRAVERSO LA LIBIA”.

Interververranno Claudio Cecchini, Assessore ai Servizi Sociali e per la Famiglia della Provincia di Roma, operatrici di Be Free Cooperativa Sociale ed operatrici e operatori attivi nel contrasto alla tratta di esseri umani nelle istituzionali e nel privato sociale.

 

Be Free Cooperativa Sociale contro Tratta Violenze Discriminazioni co-gestisce il Progetto “Prendere il Volo 2”, finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità e i Diritti nell’ambito dell’avv. N. 9 per azioni volte all’attuazione di Programmi di Assistenza e di Integrazione Sociale ex Articolo 18 Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286.

“Prendere il Volo 2” vede la copresenza di numerosi partner, capofila dei quali è la Provincia di Roma – Assessorato ai Servizi Sociali e per la Famiglia.
Uno dei compiti di Be Free all’interno di “Prendere il Volo 2” è la gestione di uno Sportello di Consulenza ed Assistenza Psicosociale e Legale nel CIE - Centro Indetificazione ed Espulsione - di Ponte Galeria.

La conferenza stampa risponde all’esigenza, che riteniamo seria ed urgente, di mettere al corrente l’opinione pubblica di alcune nuove e non conosciute modalità che il meccanismo della tratta di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale sta assumendo.

In particolare, intendiamo relazionare circa il percorso e le modalità attraverso il quale moltissime donne africane, e specificatamente nigeriane, sono condotte illegalmente in Italia attraverso un viaggio molto lungo che prevede una permanenza (da alcuni mesi a oltre un anno) in Libia, dalle cui coste successivamente sono fatte partire su barconi con destinazione Lampedusa.

 

La costrizione alla prostituzione già subita in Libia, presso “case chiuse” evidentemente molto strutturate, ancorché illegali.

Il rischio concreto di sfruttamento della prostituzione anche in Italia.

 

Riteniamo imprescindibile intervenire sulla possibilità di offrire adeguate forme di protezione alle vittime anche qualora il crimine contro di loro non sia avvenuto su territorio italiano, come invece prescritto dall’Art. 18 T.U. 40 D.to Leg.vo 286/1998.

Un’interpretazione restrittiva della possibilità di accedere ai percorsi di protezione sociale priverebbe infatti queste donne - già vittime di prostituzione forzata, e inevitabilmente destinate a subire lo stesso reato sul territorio nazionale - di qualsiasi possibilità di salvezza.

 

 

 

Ufficio Stampa
Be Free Cooperativa Sociale

befree.ufficiostampa@gmail.com

 
Angela Ammirati

(+39) 329-750 87 94

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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