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Bracciano, Roma, giovedì 23 luglio 2009  

Bracciano - Il Comune è fra gli otto del progetto “Biblioteche del Mondo”

di Barbara Conti

 

La rete delle Biblioteche del Mondo offrirà a tutti i cittadini, di ogni fascia di età, un ricco programma di iniziative sui temi legati all’incontro con e tra le culture, i popoli, gli stili di vita, le tradizioni, i cibi, i costumi.

 

Bracciano è uno degli otto paesi selezionati, su 121 di tutta la Provincia di Roma, che prenderà parte al progetto della stessa “Biblioteche del mondo”: oltre la Biblioteca Comunale di Bracciano, parteciperanno quelle di Anzio, Mazzano Romano, Fiumicino, Ladispoli, Lanuvio, Tivoli e Zagarolo.

 

Obiettivo è abbattere le barriere, avvicinare culture e tradizioni diverse, favorendone la conoscenza e la diffusione tramite “scaffali interculturali” che conterranno materiali informativi tradizionali e multimediali con testi italiani tradotti in diverse lingue, classici letterari di altri Paesi.

 

Prevista, poi, anche la promozione di iniziative laboratoriali che coinvolgeranno soprattutto i più piccoli.

Proprio da questi ultimi (sia i bambini nati che cresciuti in Italia da genitori stranieri) e dalle loro “tate” si comincerà.

Per i primi, da settembre, partirà il progetto “I nuovi cittadini, le seconde generazioni si raccontano”; alle seconde, invece, sarà rivolto “Così vicine così lontane: consumi e bisogni culturali di tate, colf e badanti”.
 

Viva soddisfazione è stata espressa dall’Assessorato alle Politiche Culturali e dall’Area IV - Polo Culturale del Comune, perché l’inclusione in questo progetto della Biblioteca Comunale di Bracciano non solo testimonia l’ottimo lavoro svolto dalla struttura nell’ambito della propria attività, ma anche perché costituisce un’ottima occasione di crescita per tutti i cittadini braccianesi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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