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Roma, venerdì 17 luglio 2009  

Terremoto: epicentro a 8 km dalla Centrale del Garigliano

Fonte: Comunicato stampa

 

 

Il simbolo internazionale di pericolo da radiazioni atomiche.


Romolo Del Balzo, Consigliere del PdL alla Regione Lazio, ha dichiarato:

“L’epicentro del terremoto che ha colpito alle 13,02 di oggi il sud pontino si trova a soli 8 chilometri e settecento metri in linea d’aria dalla centrale nucleare del Garigliano.

 

L’evento sismico, che per fortuna è stato pari a magnitudo 2 e non ha provocato danni alle persone, ricorda tuttavia gli effetti del terremoto dell’Irpinia del 23 novembre del 1980 che diciotto anni dopo l’accensione della Centrale del Garigliano portò l’attenzione sul potenziale rischio sismico dell’area dei monti Aurunci.

 

L’individuazione negli anni ’50 del sito del Garigliano è dunque precedente alla “consapevolezza di rischio sismico” sopravvenuta successivamente, ed in effetti la Centrale del Garigliano cessò definitivamente la sua attività poco dopo il terremoto dell’Irpinia, e cioè il 1 marzo del 1982, quindi non per effetto del referendum anti-nucleare, che fu celebrato cinque anni dopo, nel 1987.

 

Per questi motivi credo che, essendo mutate le condizioni oggettive, la eventuale collocazione di un nuovo impianto nucleare nel sito dismesso del Garigliano non possa essere decisa solo in base al criterio di riutilizzo dei vecchi siti, ma vada sottoposta al riscontro con le normative di garanzia vigenti che sono successive all’apertura dei vecchi siti, a cominciare dal Dpr 185 del 13 febbraio 1964 che ancora oggi definisce le condizioni per il nulla osta alla costruzione di impianti nucleari per uso civile.

 

Non va inoltre dimenticato che, pur essendo le tecnologie attuali capaci di garantire maggiore sicurezza, i più moderni impianti civili oggi in funzione hanno potenza pari a 1000 – 1600 MW [megawatt], dieci volte maggiore dei 160 MW della primitiva centrale nucleare del Garigliano.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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