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Manziana, Roma, mercoledì 15 luglio 2009  

Manziana - Sabato la candidata al Nobel per la Pace Rita El Khayat presenterà il suo libro: “Cittadine del Mediterraneo. Il Marocco delle donne”

di Barbara Conti

 

 

Una tra le più importanti intellettuali del Marocco e del Maghreb, scrittrice, etno-psichiatra, psicoanalista, antropologa e scienziata: scrive in francese di psichiatria e della condizione esistenziale delle donne nel mondo arabo, sempre partendo dalla sua doppia appartenenza culturale, araba e francese. (Foto di archivio)


La psichiatra e antropologa del Marocco Rita El Khayat, plurinominata a livello mondiale come candidata al Premio Nobel per la Pace 2008, sarà a Manziana sabato prossimo, 18 luglio, alle ore 18.00, presso la Biblioteca Comunale di Piazza Firenze, 9.

 

Per l’occasione l’intellettuale arabo-francese presenterà il suo ultimo libro “Cittadine del Mediterraneo. Il Marocco delle donne”, che illustrerà al pubblico con l’aiuto della traduttrice simultanea Antonella Perlino.

 

All’evento sarà presente l’Assessore alle Politiche della Scuola della Provincia di Roma, Paola Rita Stella, con la quale si potrà discutere della condizione globale della donna nel dibattito che seguirà la presentazione del libro.
 

Rita El Khayat ha pubblicato numerose opere sulla condizione esistenziale delle donne nel mondo arabo e si è aggiudicata il Premio Internazionale per la Letteratura "Il Lazio tra l'Europa e il Mediterraneo", conferitole dalla Regione Lazio e dall'Ambasciatore del Regno del Marocco a Roma.

 

L’autrice è stata nel 1999 la prima donna marocchina a scrivere a un sovrano, re Mohammed VI, per richiedere alcune importanti modifiche, in parte ottenute, della Moudawana, una sorta di Codice di Famiglia che in molti paesi arabi e islamici continua a mantenere le donne in una condizione di assoluta minorità giuridica.

 

Cittadina onoraria italiana dal 2006, si è distinta nel nostro Paese per meriti speciali in campo sociale, scientifico e culturale.
 

Dunque un altro importante evento dopo quello del giugno dello scorso anno quando la scrittrice e giornalista Dacia Maraini presentò il suo ultimo lavoro “Passi affrettati”, organizzato dall’Associazione Culturale “l’Officina delle Donne” e patrocinato dal Comune di Manziana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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