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Bracciano, Roma, venerdì 10 luglio 2009  

Bracciano - Inaugurata Casa famiglia sovracomunale per minori

Fonte: Ufficio Stampa Comune di Bracciano

 

 

La casa famiglia sovracomunale accoglierà bambini e ragazzi allontanati dalla propria famiglia.


La struttura, completamente arredata e pronta per essere utilizzata, servirà i 5 Comuni del Distretto F3 e ospiterà fino a un massimo di cinque bambini.

Finalmente apre la prima Casa Famiglia Sovracomunale per Minori di Bracciano.

La struttura, inaugurata oggi, è destinata a ospitare bambini e ragazzi fra i 4 e i 17 anni, seguiti nell'ambito delle attività socio-assistenziali dell'Accordo di programma del distretto F3 della ASL RM F, di cui fanno parte, oltre a Bracciano (che è Comune capofila), anche Anguillara Sabazia, Trevignano Romano, Manziana e Canale Monterano.

 

“La giornata di oggi segna la realizzazione di un sogno che inseguivamo da tempo e che è stato reso possibile grazie alla caparbietà mia e di tutto lo staff che si è impegnato in un lavoro di equipe, coinvolgendo anche il territorio”, ha spiegato l'Assessore alle Politiche Sociali di Bracciano, Elena Carone Fabiani, che ha aggiunto: “La Casa famiglia è uno strumento a disposizione dell'intero distretto ed è un progetto che aggiunge un tassello importante nella rete di servizi che stiamo realizzando per l'assistenza ai minori”.

 

La Casa famiglia sovracomunale, la prima a carattere pubblico del Distretto F3, è stata allestita in un appartamento vicinissimo al centro del paese, e fa parte di uno dei progetti del 'Piano di Zona F3' che risponde al bisogno territoriale di accoglienza e si integra nella rete dei servizi già attivi rivolti a minori e famiglie.

 

La struttura - completamente ristrutturata, arredata e priva di barriere architettoniche - potrà ospitare fino a 5 minori e sarà gestita da un equipe di 8 persone (fra educatori, responsabili e personale addetto ai servizi) appartenenti all'Associazione 'Antropos onlus', da anni attiva nei servizi e nei progetti educativi e di assistenza.

 

L'equipe lavorerà in stretta sinergia con la rete dei servizi sociali dei Comuni coinvolti e con le altre strutture del territorio (Sportello Famiglia, Consultorio, ASL, Forze dell'Ordine).

In particolare, un Comitato tecnico composto dagli assistenti sociali dei cinque Comuni avrà il compito di decidere quali casi affidare alla Casa famiglia braccianese e ne seguirà il percorso.

“Qui affideremo i 'figli dei sindaci', vale a dire tutti quei bambini e ragazzi che, per varie situazioni di disagio, sono in carico al Comune” ha commentato il Sindaco di Bracciano, Giuliano Sala, nel corso dell'inaugurazione, aggiungendo che “sebbene stiamo appena inaugurando la Casa, dobbiamo già attivarci per far sì che questo positivo progetto possa essere ampliato, per rispondere alle esigenze dell'utenza che sono molto superiori a quelle che possiamo ospitare qui”.

“C'è quindi l'impegno preciso da parte dell'Amministrazione - ha assicurato Sala - affinché si possa non solo consolidare questa esperienza ma ampliarla, così da offrire uno strumento per aiutare questi ragazzi e contribuire al loro pieno reinserimento nelle proprie famiglie e nella società”.

La realizzazione della Casa famiglia è stata possibile sfruttando un finanziamento di 160mila euro (erogato nel 2003 all'Accordo di Programma), che consentirà di coprire le spese iniziali di gestione, i costi delle utenze e del personale impiegato.

 

Un investimento importante e di lunga gestazione che si è scontrato con la diffidenza di molti (tanto che è stato difficile trovare un appartamento per accogliere il servizio), ma che ha registrato anche significative testimonianze di sostegno, come dimostrano sia la generosità di un esercizio commerciale del territorio - il Supermercato GS di Manziana - che ha regalato le stoviglie necessarie alla casa sia la disponibilità del proprietario dell'abitazione che, saputa la natura della destinazione dell'appartamento, ha praticato un
prezzo di favore per l'affitto.

 

Infatti, la Casa famiglia, oltre a consentire ai suoi ospiti di restare più vicini al proprio ambiente di vita, permetterà ai Comuni anche un notevole risparmio, perché i minori che sono affidati all'Accordo di Programma su decisione del Tribunale, se assegnati alle Case famiglia private, hanno un costo di circa 75 euro al giorno.

Una cifra ben superiore alle spese di gestione necessarie al funzionamento della struttura che si aggirano intorno ai 100mila euro l'anno.

Presenti alla cerimonia anche l'Assessore ai Lavori Pubblici, Antonio De Santis, la Coordinatrice dell'Ufficio di Piano, Dott.ssa Buffo, la Capo Area Servizi Sociali e Accordo di Programma, Dott.ssa De Santis, molti operatori del Piano di Zona e alcuni dei borsisti del Comune che hanno volontariamente curato la ristrutturazione della Casa famiglia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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