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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Gli eventi del mese
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Bracciano, Roma, mercoledì 8 luglio 2009 Saggezza, moralità, cultura ed educazione dei governanti: siamo ancora lontani 2.400 anni luce di Iris Novello
Ritratto di Socrate, probabile copia romana dell'originale dello scultore e bronzista greco del IV sec aC Lisippo, esposto al Musée du Louvre a Parigi. (Foto di archivio)
Platone nei suo scritti si sofferma particolarmente sulla categoria dei Governanti ed evidenzia come solo coloro che hanno raggiunto un alto livello di educazione e conoscenza devono obbligatoriamente prestare il proprio servizio nell’interesse della comunità.
Grazie a questi punti fermi la gestione
dello Stato non corre il rischio di essere affidata ad individui avidi
di potere, ma viene consegnata nelle mani di persone idonee a svolgere
tale compito. Ci possiamo davvero ritenere fortunati se pensiamo che negli Stati Uniti, dove gli abitanti superano numericamente 5 volte la nostra popolazione, i parlamentari sono “solo” 540. Certo i nostri non saranno tutte persone di elevata moralità e capacità amministrativa, ma se sono seduti lì qualche altra dote ce la devono pur avere, considerato anche quanto spendiamo per affidarci al loro buonsenso.
La politica in Italia costa 4 miliardi di euro all’anno, 1 miliardo viene impiegato solo per la Camera, siamo dunque 10 volte più spendaccioni degli spagnoli e questo, in termini di confronto socratiano, significa che puntiamo molto sulla classe dirigente. Anche al Quirinale non si scherza in fatto di “investimenti”, considerati i salati conti che vengono mensilmente presentati alla comunità per le spese di rappresentanza e per gli stipendi dei 2.158 lavoratori (impiegati e militari). Ma che ci faranno tutte queste persone all’interno dell’abitazione del Presidente della Repubblica se a Buckingham Palace ne bastano solo un quarto e se alla Casa Bianca, residenza di un Presidente che ricopre anche le funzioni di Capo del Governo, i dipendenti sono circa 400, compresi cuochi, giardinieri e stagiste.
Già, famiglia, perché una società che si rispetti (come la nostra) è improntata sulla famiglia (lo dice anche la Costituzione all’Art. 29): se poi un parlamentare ne ha due o tre poco conta, l’importante è che vengano garantiti i principi fondamentali, primo tra tutti quello dell’Italia democratica fondata sul lavoro. Ecco allora che i grandi saggi nostrani onorano le direttive costituzionali incoraggiando l’assunzione di padri, madri, mogli, mariti, figli e, soprattutto, nipoti presso canali televisivi, testate giornalistiche, Enti locali, ASL, Parlamento (dove prima ci andavano solo gli eletti, ed ora li nominano i partiti con le liste bloccate).
Dunque solo dopo aver sistemato la
famiglia i Governanti possono concentrarsi sull’elaborazione del Grande
Progetto di funzionalità della macchina statale (che prima o poi dovrà
essere presentato a noi Guardiani e Artigiani), per trovare la soluzione
che permetta ai 3 milioni di precari e ai quasi 2 milioni di disoccupati
di potersi finalmente collocare all’interno di qualche categoria
lavorativa.
L’attuale opposizione, infatti, non si
esprime in merito alla crisi finanziaria o alla degenerazione sociale
che sta attanagliando la Colonia Italia (forse perché condivide il
Progetto da portare in cantiere, o forse perché ha altri familiari da
sistemare…), ma attacca il Capo del Governo sulla sua moralità persa o
mai acquisita, solo per il fatto che comunque deve in qualche modo
opporsi (che democrazia sarebbe altrimenti?). La Minoranza parlamentare ce lo ricorda continuamente, e noi siamo fiduciosi, come sempre, che il Grande Progetto per risollevare lo stato dell’Italia esca finalmente dalle menti eccelse per entrare definitivamente in cantiere.
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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