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Castelnuovo Di Porto, Roma, mercoledì 24 giugno 2009  

Castelnuovo di Porto - Rissa al Centro d’Accoglienza per richiedenti asilo: 4 arresti

di Iris Novello

 

 

La violenza affiora spesso come sintomo di profondo disagio sociale. (Foto di archivio)

 

Una violenta rissa è scoppiata ieri sera intorno alle 20 nel Centro d’Accoglienza per richiedenti asilo ubicato all’interno del Centro Polifunzionale della Protezione Civile.

Gli oltre cento extracomunitari coinvolti, provenienti perlopiù dalla Nigeria e dal Burkina Faso, si sono affrontati con spranghe, catene, coltelli e altre armi improprie ottenute distruggendo gli arredi del Centro d'Accoglienza.

 

Durante gli scontri circa dieci persone sono rimaste lievemente ferite e hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche presso l'infermeria della Croce Rossa che gestisce il Centro, e presso l'Ospedale di Monterotondo.
 

A sedare la rissa sono intervenuti i Carabinieri di Bracciano e Monterotondo, gli Agenti del Commissariato di Polizia Flaminio Nuovo e delle Volanti, il personale della Croce Rossa Italiana ed i militari dell'Esercito impegnati nella vigilanza del Centro nell'ambito degli accordi del "Patto per Roma Sicura".

 

Ed è stato proprio il tempestivo intervento delle Forze di Polizia che ha evitato conseguenze ben più gravi, infatti mentre gli uomini della Polizia riuscivano a bloccare un cittadino del Burkina Faso armato di catena, i militari dell'Arma fermavano un altro extracomunitario del Burkina Faso armato di cacciavite e due Nigeriani armati rispettivamente di coltello e spranga metallica.
 

Tutti e quattro sono stati arrestati e tradotti al Carcere di Rebibbia dove dovranno rispondere di rissa aggravata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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