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Ladispoli, Roma, venerdì 5 giugno 2009

Ladispoli - I Consiglieri del PdL bloccano una delibera che avrebbe determinato la chiusura dei giardini centrali

Fonte: Comunicato Gruppo Consiliare Popolo della Libertà

 

 

Il verde pubblico deve rimanere tale! (Foto di archivio)

 

“La manutenzione e fruibilità del verde pubblico a Ladispoli è uno dei tanti problemi che, da sempre, qualunque Amministrazione deve affrontare pur sapendo che dovrà spendere denaro della collettività in uno di quegli impegni che poco gratifica chi lo affronta.

Infatti, spesso, la scarsa cultura e la maleducazione di alcuni è causa di danneggiamenti, anche ripetuti, proprio di quelle aree verdi da poco allestite e curate.

Tutto questo non significa però che l’amministrazione debba arrendersi di fronte all’insensibilità di chi non ha a cuore la vivibilità della propria Città e smettere di fare manutenzione abbandonando al degrado e all’incuria importanti zone di Ladispoli.”
 

Così i Consiglieri Comunali del PdL hanno espresso la loro posizione sull’iniziativa dell’Amministrazione di voler recintare ed affidare alla gestione di privati grossa parte delle aree verdi del centro cittadino, concedendo in cambio la concessione per dei punti di ristoro e gioco all’interno di tali aree.

 

“Non ci piace l’idea di innalzare recinzioni e barriere indiscriminatamente intorno a tutte le aree verdi pubbliche.

Siamo dell’idea – continuano i Consiglieri del PdL – che questo provvedimento possa essere utile per le zone periferiche, di fatto meno controllabili, ma abbia un impatto estetico e funzionale disastroso se applicato ai giardini centrali.

Immaginiamo quale possa essere l’effetto estetico di percorrere Via Odescalchi o Via Ancona e trovandosi di lato una alta recinzione metallica lunga alcune centinaia di metri.

In definitiva, vorremmo che il verde pubblico rimanesse tale e curato dal Comune”.

 

“Gli atti di vandalismo, purtroppo frequenti non solo verso le aree verdi, vanno repressi con fermezza dalle forze di polizia e coloro che danneggiano le strutture pubbliche devono essere obbligati al risarcimento del danno.

A nulla servono steccati e recinzioni se non a privare della libertà di godere di un bene pubblico tutti i cittadini corretti e rispettosi.

I privati possono senz’altro essere coinvolti nella manutenzione del verde – concludono i consiglieri del PdL - ma in modo diverso e meno speculativo, prendendo ad esempio in considerazione le proposte inoltrate da un gruppo di attività commerciali del Centro disponibili a dare il proprio contributo per garantire pulizia e decoro dei giardini centrali di Ladispoli, senza che vi sia l’installazione di recinzioni e altre concessioni per attività di ristoro che, inevitabilmente, entrerebbero in concorrenza con quelle già esistenti proprio in periodo di grave crisi economica come quello attuale.

Si può anche ipotizzare un maggiore coinvolgimento del mondo dell’associazionismo, ad iniziare dai comitati di quartiere, la cui opera a tutela del patrimonio ambientale e collettivo della nostra Città deve essere valorizzata da una amministrazione comunale finalmente attenta alle istanze del territorio”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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