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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Civitavecchia, Roma, giovedì 21 maggio 2009 Civitavecchia - L’Onorevole Tidei scrive al Ministro Scajola “La centrale di T.V.N. deve chiudere” Fonte: La Voce - Quotidiano di informazione di Cerveteri, Ladispoli, Santa Marinella, Civitavecchia e Lago
Una suggestiva panoramica notturna della Centrale ENEL di T(orre) V(aldalica) N(ord). (Foto di archivio)
Interrogazione a risposta scritta dell’Onorevole Pietro Tidei al Ministro per lo Sviluppo Economico, Onorevole Claudio Scajola, ed al Ministro dell’Ambiente, Onorevole Stefania Prestigiacomo.
“Per sapere, premesso che il Decreto
Autorizzativo VIA del 04/11/2003 n. 680, approvato in data 24/12/2003,
della trasformazione a carbone della Centrale ENEL S.p.A. di
Civitavecchia Torre Valdalica Nord (Roma), fa esplicito riferimento alla
realizzazione di due banchine nell’ambito della nuova darsena del porto
di Civitavecchia, attrezzate per lo scarico del carbone e del calcare.
Sempre la VIA prevede che lo scaricatore dovrà essere dotato di un terminale per il caricamento pneumatico della cenere nelle stive delle navi.
Per la premessa su esposta appare distonico il fatto che, malgrado il Decreto Autorizzativo specifichi esplicitamente le modalità di caricamento e smaltimento delle ceneri, del calcare e del gesso da adottare, queste vengono attualmente disattese. La centrale, infatti, già in esercizio provvede a caricare il calcare da depositi tramite mezzi meccanici ed il trasporto avviene mediante camion e non a mezzo nave come da prescrizione.
Se i Ministeri competenti non intendano adottare i provvedimenti necessari allo spegnimento della centrale di cui sopra finché non siano adottati i sistemi di smaltimento dei materiali così come previsto dal Decreto Autorizzativo, secondo le cui prescrizioni il calcare, le ceneri ed il gesso devono essere trasportati a mezzo nave, anziché tramite camion.”
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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