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Bracciano, Roma, venerdì 15 maggio 2009

Bracciano - Liceo Vian ospita le opere artistiche di studenti, familiari, docenti e personale ATA

di Iris Novello

 

 

Non solo scuola - Il Professor Aldo Falanga e due dei suoi studenti allestiscono la mostra. (Foto © Iris Novello)

 

La Mostra d’arte allestita nell’Aula Magna del Liceo Ignazio Vian quest’anno ha coinvolto numerosissimi autori che con le loro opere di pittura, ceramica, grafica, fumetto, mosaico, fotografia, artigianato e ricamo hanno reso prezioso uno spazio normalmente dedicato alle attività didattiche.

 

“…Non solo scuola…” infatti il titolo della mostra organizzata dal Professore Aldo Falanga all’interno di un’attività extracurricolare che già da alcuni anni ha preso piede nell’Istituto braccianese e che si pone l’obiettivo di affrontare varie tematiche senza rigidamente imporre dei limiti alla altrui espressività.

“Nell’ultima edizione è stato interessante puntare i riflettori sui docenti del Liceo – ha detto Falanga - mettendo in luce la professionalità, il talento, l’impegno artistico, letterario e musicale che tanti di noi insegnanti vivono ed esprimono quotidianamente al di fuori delle aule scolastiche, ma da quest’anno mi sembrava importante coinvolgere, oltre agli alunni e agli insegnanti, tutti coloro che vivono nell’alveo dell’Istituto, come il personale ATA, cioè Ausiliario Tecnico Amministrativo, ed i familiari dei nostri studenti”.

 

Una scelta che si è dimostrata felice perché all’appello si sono presentate una sessantina di persone che volentieri hanno offerto le loro opere per essere visionate dal pubblico da domani fino a sabato prossimo.

“La proposta di mettere in mostra la propria personalità artistica e culturale ha il solo scopo di donare un messaggio, non più come una lezione frontale, ma utilizzando il linguaggio delle proprie opere – ha sottolineato Falanga che ha anche notato come l’obiettivo d’intenti sia stato pienamente raggiunto, ovvero “la partecipazione di tutti doveva essere uniformemente motivata dal desiderio di essere dei testimoni del bello, testimoni di quella ricchezza che riempie gli animi e che comunemente si chiama cultura”.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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