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Bracciano, Roma, mercoledì 13 maggio 2009

Bracciano - Massi: questa previsione di bilancio è un libro dei sogni

di Iris Novello

 

 

Alfredo Massi, Consigliere di Minoranza nel Consiglio Comunale di Bracciano. (Foto © Iris Novello)

 

Il Bilancio di Previsione per gli anni 2009-2011 presentato alcuni giorni fa al Consiglio Comunale di Bracciano, è stato approvato esclusivamente dalla Maggioranza che sostiene il Sindaco Sala, mentre dall’Opposizione sono giunte dure critiche sia per quanto riguarda il progetto di ridistribuzione delle risorse, sia per la mancata risposta alla richiesta di servizi di cui il paese necessita.

 

Alfredo Massi, già Assessore al Bilancio nella precedente Giunta, oggi Consigliere di Minoranza, ha tracciato un’analisi dettagliata sul progetto di gestione dei fondi pubblici ed ha spiegato il motivo per cui, durante la Seduta Consiliare, ha definito “libro dei sogni” lo schema di previsione.

“Questa Amministrazione non ha previsto per l’anno 2009 alcun investimento in opere pubbliche con fondi propri, ma soltanto richieste di contributi alla Regione Lazio – ha detto Massi precisando che – i fondi erogati nel 2008 dalla Regione sono stati di 1.998.000,00 euro di cui 1.000.000,00 per la bretella di collegamento Braccianese-Settevene Palo, già assegnati negli anni passati.

Questo significa che le richieste da parte di questa Maggioranza di circa 12.500.000,00 euro alla Regione per il 2009, stante anche le note difficoltà economiche in cui versa, sono ragionevolmente improbabili”.

 

Massi ritiene il Bilancio di Previsione “privo di investimenti, a parte pochi fondi destinati al rifacimento dell’asfalto di piccoli tratti di strade ormai diventate intransitabili” e si domanda come mai “non c’è stato alcuno sforzo da parte di questa Amministrazione per l’impiego di finanziamenti comunali in servizi come l’ampliamento della Scuola Media che ormai è giunta al collasso o per la costruzione di una rotatoria presso la Località La Rinascente”.

 

Per quanto riguarda le entrate nelle casse comunali il Consigliere di Minoranza ha delineato il bilancio come “privo di una boccata di ossigeno per i contribuenti perché invece di predisporre un maggior gettito nel recupero dell’evasione fiscale si è puntato a mantenere l’aumento delle tasse-imposte già portate al massimo consentito dalla legge nel 2008 e senza appunto confermare alcuna riduzione negli anni a venire”.

Anche sulla previsione di spesa Massi recrimina una maggiore oculatezza e rispetto per i cittadini perché ritiene non accettabile il fatto che “si legga che nel 2008 è stata accertata una spesa di circa 26.000,00 euro, a fronte di 6.000,00 del 2007, per la rappresentanza, capitolo normalmente nella disponibilità dell’Ufficio del Sindaco, così come il capitolo dedicato alle Pari Opportunità, una spesa di 12.000,00 euro (nel 2007 era circa 5.000,00), gli Scambi Culturali, 2.276,00, e per non parlare delle Consulenze, per le quali nel 2007 sono stati spesi 53.000,00 euro, mentre nel 2008 circa 30.000,00 in più, ovvero 81.420,00”.

 

“E nel 2009 – si chiede Massi – la previsione rientrerà nei limiti accettabili?

Speriamo che non continui a lievitare con i soliti aggiustamenti di bilancio nel corso dell’anno...”.

“Altra anomalia che ho riscontrato – ha aggiunto Massi - è l’assenza totale di risorse per i Corsi di Formazione, quale strumento per una migliore qualificazione professionale, da destinarsi al Personale dell’Ufficio Tecnico, ai Vigili Urbani, e alla la Protezione Civile, privata quest’ultima di qualsiasi finanziamento nonostante sia chiamata a svolgere molteplici attività”.

 

“Non vorrei che questo Bilancio di Previsione oltre ad essere un “libro dei sogni” possa servire soltanto per far quadrare i conti – ha concluso Massi – ma comunque nulla di ciò che è stato scritto fa presagire che sono state tenute in considerazione le esigenze e le aspettative dei Cittadini, unici titolari del Comune”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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