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Santa Marinella, Roma, lunedì 11 maggio 2009 Santa Marinella - Il GAR locale alla scoperta dei tesori cerveterani Fonte: Comunicato stampa a cura di Livio Spinelli
Componenti del GAR Sezione Santa Marinella con il Sindaco di Cerveteri Gino Ciogli. (Foto © Livio Spinelli)
Ieri il Gruppo Archeologico Romano (GAR) di Santa Marinella ha organizzato una giornata a Cerveteri ospite del Comune e del GAR di Cerveteri e in collaborazione con Luciano Luciani del GAR di Canino.
La giornata è iniziata con la visita di due tombe: quella delle Cinque Sedie, dove il Sindaco Gino Ciogli e il Presidente del GAR Dottoressa Carulli hanno dato il benvenuto agli ospiti. A questa Tomba del VII secolo, dichiarata patrimonio dell’UNESCO e affidata alle cure del GAR di Cerveteri, ha fatto da guida il Signor Zucconi. Dopo la visita alla seconda tomba degli Scudi e delle Sedie e al Museo di Cerveteri, di cui si ringrazia per l’accoglienza il Signor Morbidelli, la Professoressa Giovanna Prosperelli ha fatto una lettura drammatizzata di un brano di D. H. Lawrence che visitò Ceveteri negli anni ’20.
Gli ospiti di Santa Marinella sono stati poi accolti nella Sala Consiliare del Comune di Cerveteri dove, dopo il saluto dell’Assessore Luchetti, l’Ambasciatore Guido Nicosia ha tenuto una Conferenza sulla Famiglia Ruspoli, ricostruendone le origini e i successivi legami e parentele con le altre Famiglie dello Stato Pontificio fino ai giorni nostri, mentre il Professor Livio Spinelli ha sottolineato il forte legame che unisce Santa Marinella a Cerveteri, grazie al noto romanzo di Giorgio Bassani: “Il Giardino dei Finzi-Contini” scritto a Santa Marinella, e che Bassani - come si legge nel prologo - si decise a scrivere solo dopo una gita da Santa Marinella a Cerveteri.
Il professor Spinelli ha inoltre citato l’articolo di uno tra più importanti linguisti statunitensi Oswald Szemerènyi, che ha pubblicato in “Studi micenei ed egeo–anatolici”, uno studio sulle “lamine di Pyrgi” in cui illustra come il nome della città di Cere (in latino Caere) scritto sulla lamina in punico (Kjs’rj’) potesse essere collegato col nome di Cesare. Da fonti romane si sa che il nome più antico di Caere era Cisra, ed in etrusco abbiamo Caiseres, che significa di Cere.
Secondo lo scienziato è molto verosimile che Caesar (forma più antica: Caisar) sia stata proprio una riproduzione del nome arcaico di Cere. Il nome di Gaius Iulius Caesar va pertanto analizzato come composto dal prenome Gaius, dal nome di famiglia Iulius e dal soprannome, “cognomen”, Caeser, derivante dal nome etrusco di Cere.
Ciò non significa che gli antenati di
Cesare fossero Etruschi, ma soltanto che il primo degli Iulii a portare
quel soprannome “ebbe a che fare” con Cere, insomma Giulio “Cesare” o
più precisamente Giulio “il Cervetrano”.
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Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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