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Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Spalato, Croazia, sabato 18 aprile 2009

Sottoscritta la petizione di Pandora per il vignettista Vauro Senesi

di Luciano Russo - Fonte: Progetto Pandora, www.pandoratv.it dell'Associazione "Anno Zero"

 

 

Il logotipo di "Pandora: la scatola aperta".

 

Non appena ricevuta la newsletter del 17 aprile 2009

 

"Appello per Vauro

PandoraTv lancia un appello per Vauro che tuttavia non riguarda solo l'affaire Anno Zero, bensì l'intera questione di cosa voglia dire esercitare la libera informazione oggi in Italia.

'Sarebbe stato normale, come in passato, che l’informazione avesse cercato di capire le ragioni di una tale tragedia in una zona sismica, comprendere perché siano rimasti inascoltati gli allarmi dei giorni precedenti al disastro, accertare la rapidità dei soccorsi e rintracciare eventuali responsabilità umane.
 

Invece no: il nostro governo non vuole essere infastidito, non accetta domande, interpreta ogni critica come delitto di lesa maestà.

Manda le sue telecamere per spiare il dolore della povera gente, per sfruttare l'efficienza dei soccorsi e il dovuto lutto nazionale a proprio uso e consumo".

Su www.pandoratv.it l'appello per esteso.

Sul sito è inoltre possibile ascoltare i commenti di Giulietto Chiesa, David Riondino, Roberto Morrione, Tana De Zulueta, Staino, Silvia Garambois, Arturo Di Corinto, Roberto Natale e tutti coloro che hanno voluto e vorranno esprimere la propria opinione al riguardo."

 

Con la firma numero 470 in data 18 aprile 2009 alle ore 1:55 ed il commento 'Lotta comune: rinneghiamo qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro!' (estrapolato dal breve "manifesto" a piè di pagina) la Redazione del portale www.tusciaromana.info ha senza esitazioni sottoscritto l'appello:

 

"Pandora per Vauro e la libera informazione
 

Sottoscrivi anche tu la lettera ai marziani d’Europa

 

Da Pandora SOS per l'Italia


Italia, aprile 2009

Cari marziani,
 

da queste parti succedono cose spaventose.

Siamo ormai rassegnati al peggio e come tali incapaci di capire il progressivo e inesorabile aggravamento della nostra condizione.
 

Ogni giorno i nostri governanti misurano la loro arroganza sulla pelle dei cittadini.

Non lo fanno in silenzio, di nascosto, ma in maniera plateale, ostentata, manifesta.
 

Non è la rivoluzione ad andare in onda, ma la repressione delle nostre capacità di dissenso.
 

Questa settimana l’ultimo esempio.

Un terremoto fa 300 vittime e decine di migliaia di sfollati. Sarebbe stato normale, come in passato, che l’informazione avesse cercato di capire le ragioni di una tale tragedia in una zona sismica, comprendere perché siano rimasti inascoltati gli allarmi dei giorni precedenti al disastro, accertare la rapidità dei soccorsi e rintracciare eventuali responsabilità umane.
 

Invece no: il nostro governo non vuole essere infastidito, non accetta domande, interpreta ogni critica come delitto di lesa maestà.

Manda le sue telecamere per spiare il dolore della povera gente, per sfruttare l'efficienza dei soccorsi e il dovuto lutto nazionale a proprio uso e consumo.
 

Che ci crediate o no, cari marziani d’Europa, le cose stanno così.

Le poche trasmissioni di inchiesta,come Annozero o Report, che tentano di illuminare le zone d’ombra della propaganda ufficiale, vengono continuamente criminalizzate.

E le persone che lavorano per un'informazione diversa allontanate mezzo lettera da Mamma Rai.

Ieri Enzo Biagi, oggi Vauro, domani vedremo.
 

Ogni forma di critica è soggetta a intimidazione.

Sono graditi solo la riverenza e l’ossequio assoluto.

Giornalisti, vignettisti, magistrati: chi prova ad alzare una mano per porre interrogativi rischia di perdere il braccio.
 

Marziani d’Europa, abbiamo urgente bisogno del vostro intervento.
 

Non lasciateci soli,
PandoraTv"
.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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