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Voci dal territorio Notizie, articoli e commenti - formato testi doc ed immagini jpg - proposti a notiziario@tusciaromana.info |
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Bracciano, Roma, venerdì 3 aprile 2009 La minoranza consiliare critica il PRG presentato in Regione di Iris Novello
Bracciano, Roma, il Palazzo Comunale. (Foto © Iris Novello)
Il Comitato tecnico della Regione Lazio
ha approvato lo scorso 26 marzo la variante al Piano Regolatore Generale
(PRG) presentato dal Comune di Bracciano, ma mentre l’Amministrazione
Sala esprime soddisfazione per il progetto di gestione urbanistica del
territorio, la minoranza consiliare sferra duri attacchi riguardo le
scelte che di fatto “non contemplano un reale sviluppo del paese”. Il Sindaco Sala ha parlato di “interventi sostenibili attraverso la valorizzazione dei servizi, piuttosto che sullo sviluppo delle aree di insediamento residenziale”, ma al Consigliere Riccioni sembra un’affermazione azzardata, visto che “sono contemplate delle zone commerciali destinate a privati, ma dei servizi che saranno offerti ai cittadini non c’è traccia.
Che cosa ci possiamo aspettare – ha
continuato Riccioni – se da due anni dall’insediamento di questa giunta
anche l’avvio dei lavori della scuola elementare sono stati bloccati”.
Il suo modo di governare – ha concluso Riccioni -
si scontra con il corretto sviluppo del territorio, con
l’iniziativa degli imprenditori e degli artigiani di Bracciano, perché,
come ha dichiarato in Consiglio comunale, registrato e dunque
verificabile, a lui non risulta che a Bracciano ci siano degli
imprenditori, quindi è tutta una politica sua, basata su un’ottica di
crescita non so verso chi e nell’interesse di quali persone, sicuramente
non per i cittadini, né per gli imprenditori di Bracciano, di questo ne
sono sicura”.
Il PRG presentato al Comitato tecnico è
falsato – ha concluso Tondinelli: ci riserviamo la valutazione dei tagli
e delle modifiche apportate dalla Regione quando tornerà in Consiglio
comunale per essere o no approvato”.
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Tuscia Romana online |
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Voci dal territorio
Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.
Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.
Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.
Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.
Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.
Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.
Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...
La Redazione
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