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Bracciano, Roma, mercoledì 1 aprile 2009

L’espressione “libera” del mosaico in mostra al Chiostro degli Agostiniani

di Iris Novello

 

 

Una delle fantastiche opere esposte alla V Mostra Internazionale del Mosaico tutto aprile. (Foto © Iris Novello)

 

Il seminario di studi che si è svolto nella Sala Conferenze dell’Archivio Storico di Bracciano il 31 marzo ha di fatto offerto ad artisti, storici dell’arte, scuole di mosaico, studenti e rappresentanti di enti pubblici preposti alle politiche culturali e didattiche, una giornata dedicata all’approfondimento dell’arte del mosaico, inteso come ricerca, sperimentazione e stimolo alla creatività.
 

Fernanda Tollemeto, Presidente dell’Associazione “Mosaico Oggi” e Membro Direttivo per l’Italia dell’Associazione Internazionale Mosaicisti Contemporanei (AIMC) è stata l’artefice della imponente manifestazione culturale e artistica che ha visto all’interno la fase finale del Concorso Internazionale di Mosaico riservato a giovani artisti provenienti da tutto il mondo.

 

“Il mosaico in passato veniva utilizzato esclusivamente in relazione con l’architettura, indipendentemente dallo stile artistico - ha sottolineato Manfred Hoehm, presidente dell’AIMC – ma a poco a poco gli artisti hanno cominciato a sperimentare nuovi materiali con tesserine di dimensioni più grandi, mai adoperate prima.

Queste nuove tecniche stimolano la fantasia degli artisti che oggi creano mosaici con altre caratteristiche, pur rispettando il carattere tipico del materiale usato.

La maggior parte di questi oggetti non possiede più una relazione con la realtà, ma un’espressione libera di forme e colori”.
 

“Il mosaico contemporaneo non si dovrebbe identificare con la riproduzione di antiche immagini, che limitano di fatto lo sviluppo dell’arte e la crescita consapevole dell’artista – ha precisato Fernanda Tollemeto che da parecchi anni propone la rottura di manierismi e compiacimenti decorativi - ma richiede una valorizzazione che solo attraverso le proprie capacità espressive si può imporre, perché mano e pensiero convivono nello stesso corpo, dunque la creazione deve essere libera”.

 

Il primo premio per la Categoria A, consistente in un workshop di tre settimane a cura della "National Institution Culture Center 'Anton Panov'" di Strumica in Macedonia dal 1° al 20 Agosto 2009, è stato vinto da Sonya Louro do Rego di Joannesburg, Sud Africa, e da Valentina Rossi di Gemona del Friuli, mentre i premi “Orsoni Bracciano”, “Orsoni Nandò”, “Veroli Nandò” e “Veroli Bracciano” sono stati assegnati rispettivamente a Gjorgji Tomovski e Alexander Filev di Skopje, Stillitano Francesca, Bayena Cristina, Spampinato Erica, Giulia Serafin, Salifou Bance, Karim Mohamed Aboukelila e Esraa Gamal Mahmoud.

 

Il primo premio per la Categoria B è stato assegnato al giovane architetto Stefano Dan della Facoltà di Architettura a Valle Giulia, Università di Roma La Sapienza, con diplomi agli studenti PGA, Corso di Laurea in Progettazione e Gestione dell’Ambiente, Mauro Mellini e Aurora Natali.

 

Nella Categoria C il diploma è andato al neo laureato Valentino Boccacci per l’approfondimento della ricerca sul mosaico proposto nella sua tesi e Richard Zambon, di Rillieux la Pape, Francia, ha vinto il premio della Categoria D.
 

Ai Dirigenti Scolastici degli Istituti d'Arte di Civitavecchia, "Mario D'Aleo" di Monreale, Palermo, di Roma 1 e Roma 2, alle Accademie di Belle Arti di Lecce, Roma, Alessandria d'Egitto e della Macedonia sono stati consegnati attestati di benemerito per l’impegno profuso nel trasmettere la preziosa arte del mosaico.

 

La V Edizione della Mostra Internazionale di Mosaico sarà visitabile dal pubblico fino al 2 maggio al Chiostro degli Agostiniani nel Centro Storico di Bracciano, Roma.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Voci dal territorio

 

Subiamo quotidianamente un'informazione di massa che cerca di imporci estrema soggettività nella selezione di ciò che va reso pubblico o meno e palesi prese di posizione di parte nel pubblicato: in pratica una sistematica manipolazione indotta che non lascia spazio ad alcun confronto, discussione, percezione né diversa o - perché no - opposta visione della realtà.

 

Nel nostro piccolo intendiamo innanzitutto contribuire a "ridare volto" ad un pezzo di terra laziale dimenticato e "dare voce" a chiunque vi appartenga: un progetto indubbiamente ambizioso, realizzabile solo attraverso la collaborazione di chiunque si senta e sia libero, indipendente, auto-controllato ed aperto al cambiamento nei propri pre-giudizi.

 

Per questo non accetteremo né eserciteremo censura (ma neppure tollereremo faziosità!), pretendendo in cambio null'altro che veridicità dei fatti ed onestà intellettuale nell’esporli, affinché avvenimenti, denunce e idee possano assumere la connotazione oggettiva più accettabile e condivisibile, su cui impostare auspicabili confronti.

 

Rifiutando di conseguenza il classico e generalizzato sistema detentore del "fare notizia", cercheremo di sostituirlo al meglio con una comunicazione basata piuttosto sul "dare notizia", la quale costruttivamente porti al "creare opinione", finalità che  - anche se troppo spesso negletta - rimane l'unica vera di un'informazione democratica.

 

Attraverso la pubblicazione del "rilevante" per la crescita del territorio e quindi necessario "rendere noto", qualunque ne sia la fonte, ci uniamo alla comune lotta di quanti - professionisti e amatori - si battono convintamente e senza ricercare gloria per l’affermazione di una società viva e sana, corretta e leale, formata da Cittadini responsabili e volenterosi.

 

Una tale società, infatti, anche se da molti dominanti poteri volentieri ritenuta "utopica", è - a nostro avviso - pienamente realistica anche se solo realizzabile dal basso, da persone, cioè, ancora capaci di produrre idee proprie, rinnegando e anzi contrastando qualsiasi tipo di manipolazione indotta da mass media, caste, sette massoniche, partiti politici e quant’altro.

 

Perché, come dice Mohandas Gandhi, "Solo coloro che sono abbastanza folli da pensare di poter cambiare il mondo lo cambiano davvero" - ma dobbiamo prima "diventare noi stessi il cambiamento che vogliamo vedere" - e Jean Guitton "La codardia è cercare l'approvazione non la verità, le decorazioni non l'onore, l'ascesa non il servizio, il potere non il bene dell'uomo"...

 

La Redazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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