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La Tuscia Romana I musei del territorio Vigna di Valle – Culla dell’Aviazione Italiana, luogo di memoria Il materiale originale ed alcune immagini in queste pagine sono © o di proprietà di Luciano Russo: la Redazione ringrazia l'autore / il proprietario per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale |
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Vigna di Valle – Approfondimento |
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In questa pagina La Regia Aeronautica – tra primati, crociere e trasvolate Nel bene e nel male una storia irripetibile
Grazie per le pagine visitate!
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La Regia Aeronautica – tra primati, crociere e trasvolate |
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La famosa “Arma Azzurra” |
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Dopo la costituzione della Regia Aeronautica come Arma autonoma nel 1923, si registra in Italia un inverosimile impulso allo sviluppo dell’Aviazione. |
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Il Fascismo |
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L’Italia, una delle Nazioni vincitrici della Prima Guerra Mondiale, è in pessime condizioni economiche alla fine del conflitto: alla Conferenza di Pace a Versailles il governo liberale italiano non riesce ad imporsi nella spartizione dei territori ed il malcontento dei contadini cresce dopo la vuota promessa “la terra ai contadini” dei generali italiani a Caporetto.
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A sinistra Vittorio Emanuele III, in tutti i sensi un piccolo Re, insieme a Badoglio, non certo figura eroica nel Primo Grande Conflitto.
Nel clima di crisi economica, con lotte operaie che si inaspriscono, negli strati della borghesia medio-alta si radicano malcontento e sfiducia nelle istituzioni, a favore della nuova realtà del Movimento Fascista di Benito Mussolini, ex dirigente del Partito Socialista: i “fascisti della prima ora” sono imprenditori borghesi, ricchi latifondisti ed ex ufficiali combattenti. |
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La Marcia su Roma |
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La letterale “presa” di potere di Mussolini si concretizza nel 1922 con la “Marcia su Roma” e la sua nomina a Primo Ministro da parte din un arrendevole Re Vittorio Emanuele III.
Una foto documentaria della Marcia su Roma il 28 ottobre 1922, fatidica data che imprime all’Italia la grande svolta politica (Italo Balbo autorevole “braccio destro” di Benito Mussolini).
Il potere del Duce acquista sempre di più i connotati di una dittatura, con limitazioni dei diritti civili – come libertà di stampa e parola – ed azioni violente delle Squadre Fasciste contro ogni tipo di opposizione.
Fino al 1926 si ha in Italia una forte ripresa economica, dovuta anche alla crescente esportazione di prodotti italiani all’estero, ma la criticità del 1926 porta il Fascismo a nuovi caratteri dell’economia: protezionismo, aumento della produzione interna, autosufficienza soprattutto alimentare – la “battaglia del grano”, la “bonifica integrale”.
Questi provvedimenti, che peggiorano ulteriormente le condizioni di vita dei lavoratori, vanno a migliorare il tenore di vita della piccola borghesia risparmiatrice, conquistandola definitivamente alla causa fascista.
La cartolina commemorativo-propagandistica del settennale [?!] della presa di potere da parte del Fascismo: “S(ua) M(aestà) il Re Vittorio Em(anue)le, il Duce S(ua) E(ccellenza) B(enito) Mussolini – Per una Italia sempre più grande e forte – 1929 A(nno) VII (dell'Era Fascista)”. |
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I Patti Lateranensi |
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E l’immagine dello Stato Fascista si rafforza ancor più grazie al consenso della Chiesa Cattolica, la cui fiducia Mussolini vince abilmente con i “Patti Lateranensi” del 1929, anche detti “Concordato” tra lo Stato Italiano e quello Vaticano, disegnandosi come “uomo della Provvidenza” contro il pericolo bolscevico.
La solita cartolina commerativa (in mancanza degli spot pubblicitari in televisione): sulla Bandiera Italiana, priva di Stemma Sabaudo, al centro domina Mussolini e il suo Fascio Littorio, fiancheggiato dall’allora Pontefice Pio XI e il Re – la data 11 Febbraio 1929-VII°.
Il Regime ottiene così il via libera a modificare non solo l’assetto politico ed economico dell’Italia, ma la stessa società: intere generazioni nascono in un ambiente totalmente diverso da quello dei genitori, in un mondo che fin dall’infanzia sistematicamente le “educa” secondo principi di “superuomini”, dalle accresciute doti fisiche ed un incondizionato “amor di Patria”, in un paese moderno ed industrializzato.
L’edizione straordinaria de Il Popolo d’Italia: “L’inizio di una nuova era per l’Italia e la Cristianità – Una grande vittoria politica e spirituale del Regime… Emozione in tutto il mondo”.
È in questa prospettiva di superuomini moderni che l’aeroplano diventa un’arma vincente, più che sul piano bellico, su quello della propaganda: entusiasma le folle, affascinate da questo “misterioso” prodotto di un’evoluzione tecnologica a pochi ancora nota. |
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L'Arma del Regime |
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La "Regia" Aeronautica è un'Arma nuova di zecca: così plasmabile e plasmata a propria immagine e somiglianza dal potere politico, verrà poi per questo a lungo chiamata l'"Arma del Regime".
I gradi della nuova Arma: sopra, dall'alto in basso, fasce per berretto a visiera o lato sinistro bustina, controspalline e paramani, da sinistra a destra, da Maresciallo dell'Aria, Generale d'Armata Aerea, Generale designato d'Armata Aerea, Generale di Squadra Aerea, Generale di Divisione Aerea "Servizi", Generale di Brigata Aerea, Colonnello, Tenente Colonnello "Commissariato", Maggiore, Capitano "Specialisti", Tenente, Sottotenente "Genio".
Da sinistra a destra, distintivi per cappello da Generale di Squadra Aerea a Maresciallo dell'Aria e per tutti gli altri Ufficiali, distintivi da Pilota e da Osservatore, passamani per giubbe e cappotti rispettivamente da Generale del Personale di Volo, Ufficiale Superiori ed Inferiori del Personale di Volo.
Da sinistra a destra, fascia per berretto a visiera da Maresciallo, controspalline da Maresciallo di 1a Classe "Personale di volo", Maresciallo di 2a Classe "Sanità" e Maresciallo di 3a Classe "Motoristi", maniche Sergente Maggiore, Sergente, Primo Aviere e Aviere Scelto.
Sulla nascente Aeronautica (costituita l’anno successivo alla Marcia su Roma) si focalizza quindi l’attenzione del Regime: totale assenza di tradizioni militari, illimitate possibilità di carriera per giovani talenti a caccia di affermazione e di successo, imprese e primati appieno utilizzabili a fini politici.
La giovane Arma Aeronautica diventa per Mussolini “lo” strumento eccellente con cui reindirizzare a proprio favore il potere militare nel Paese, contrastando cioè quello delle “vecchie” Forze Armate, il Regio Esercito e la Regia Marina, entrambi per tradizione appartenenti a Casa Savoia.
Il Duce, in visita al Reparto Alta Velocità di Desenzano del Garda (Brescia), sale sull’aereo record di Agello.
Un esempio eclatante è la “Scuola Alta Velocità” di Desenzano del Garda (Brescia), trasformata poi in “Reparto Sperimentale Alta Velocità”, la quale mira direttamente ed esclusivamente a primati di velocità in tempi convulsi.
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Il suggestivo Monumento al RAV – Reparto Alta Velocità – a Desenzano del Garda.
Gli incidenti mortali si susseguono nel tentativo di portare uomini, motori e velivoli “oltre i limiti”, ma non fermano per questo l’attività del Reparto, che deve continuare la sua agonistica solo per ragioni di prestigio internazionale, strappare cioè il primato agli Inglesi. |
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Il "Balbismo" |
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Ma torniamo agli inizi della grande corsa.
C’è fretta: il 28 marzo 1923, alla nascita, la Regia Aeronautica dispone di circa 70 velivoli, ma alla consegna della bandiera alla nuova Forza Armata, il 4 novembre dello stesso anno, gli aerei sono già 300!
Nella prima ondata i piloti vengono arruolati tra le “teste calde” dell’Esercito, “arditi” alla ricerca di gloria, record, sensazionali prestazioni, gente che vuole stimoli, novità e cambiamenti, che sprezza il pericolo, “ragazzi” senza paura e pieni di passione: simbolo vivente di quegli ideali di modernità, dinamicità e vitalità propri del primo Fascismo e strumento efficace per la fascistizzazione del Paese.
Ju 87 Stuka tedeschi in servizio nella Regia Aeronautica.
Ed Italo Balbo riassume, simbolizza e sublima nella sua persona tutte queste qualità ideologicamente fondamentali, quando viene scelto alla guida dell’“Arma Azzurra”, ormai nuova Arma Fascista per eccellenza: canale perfetto di propaganda, strumento innovativo in una futura guerra.
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Un Balbo davvero carismatico quando parla ai suoi, pilota fra piloti.
Il “balbismo” va così a colmare il vuoto di una dottrina militare.
Balbo prende il brevetto di pilota e si integra con gli uomini, diventa sostenitore delle teorie strategiche dell’Ufficiale di Artiglieria Giulio Douhet, pubblicate nel 1921 nel “Il dominio dell’aria”, e le strumentalizza apertamente per rivendicare l’“unicità” dell’Aeronautica, si batte per l’autonomia, anche operativa, dell’Arma, ottenendo sia consistenti stanziamenti economici che un esplicito divieto per Esercito e Marina di costituire propri reparti aerei.
Questo divieto alla Marina di sviluppare unità porta-aerei, provoca nel Secondo Conflitto Mondiale innumerevoli ed evitabili perdite ai convogli diretti in Nord-Africa, da una Aeronautica non all’altezza del suo compito spesso lasciati del tutto indifesi o solo a volte ed insufficientemente difesi contro i massicci e continui attacchi della Flotta Britannica.
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Il Generale Balbo in uniforme di gala a Chicago, durante i festeggiamenti in suo onore per la storica Trasvolata Nord-Atlantica nel 1933.
Senza una dottrina che porti a scelte strategiche e produttive, Balbo non può imporre all’Industria Aerea Italiana commesse di velivoli eterogeneamente idonee: la particolare preferenza per gli idrovolanti è, ad esempio, una scelta già all’epoca anacronistica.
Eppure all’Arma Azzurra non mancano certo, oltre a Balbo, le personalità capaci e di spicco che potrebbero fare dell’Aeronautica un organismo militare efficiente.
Invece solo primati e imprese arricchiscono sempre più un già blasonato Albo d’Oro della Regia Aeronautica.
L’Aviazione Militare Italiana si presenta quindi arretrata e disorganizzata sul drammatico teatro dell’Europa scossa dai venti di guerra alla fine degli anni Trenta. |
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Nel bene e nel male una storia irripetibile |
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Nei due decenni del Ventennale l’Aviazione in Italia va a conoscere una fase irripetibilmente ricca e piena di successi mediatici a livello mondiale. Ma nonostante le competizioni internazionali vinte, i molteplici primati conquistati, le spettacolari Crociere in formazione sugli oceani, il Regime non sa cogliere i frutti del progresso tecnologico al pari di altri paesi come la Gran Bretagna.
Un esempio fra tutti, lo studio motoristico per le gare sportive non porta ad una conseguente produzione di motori più efficienti per aerei da combattimento.
Un’imperdonabile miopia porta a non perfezionare l’esperienza e la tecnologia, acquisite dai progettisti e tecnici di Desenzano del Garda, né ad applicare negli anni successivi i progressi e le novità derivate dallo studio dei motori (si sospende ad esempio la progettazione dei motori in linea raffreddati a liquido per continuare con i motori radiali raffreddati ad aria).
Al contrario, Americani ed Inglesi sanno individuare ed utilizzare le più moderne novità tecnologiche prodotte negli anni della Coppa Schneider, specialmente nella motoristica.
Un esempio clamoroso: il famoso caccia inglese Spitfire, poi protagonista vittorioso della battaglia d’Inghilterra contro il Messerschmitt 109 tedesco, è interamente derivato dall’idrocorsa Supermarine S 6, progettato per la Schneider del 1927!
Il Supermarine a sinistra, lo Spitfire a destra.
Il trionfo dell’apparenza crea un clima di altissima esaltazione, sia degli aviatori che degli aerei italiani da competizione, e l’effetto spettacolare dei raid e dei successi personali di grandi piloti – come Agello, De Bernardi, Del Prete, Ferrarin, Maddalena, per nominarne alcuni – fa maturare nelle folle e nei politici, in Italia e all’estero, la convinzione di un’Arma Aerea efficiente e poderosa.
La Seconda Guerra Mondiale mette improvvisamente e crudamente a nudo tutti i limiti della tecnologia italiana ancora applicata nelle produzioni di serie, ferma da anni ed inspiegabilmente obsoleta rispetto a quella di tutti gli altri attori del nuovo conflitto.
Durante la Seconda Guerra Mondiale l’Italia dei primati di velocità si vedrà, ad esempio, costretta all’assurdità di dover comprare dalla Germania motori Daimler-Benz, per poi farli costruire su licenza dalla Fiat e montarli sui nostri caccia…
Alcune delle più memorabili imprese dell’Aeronautica Militare Italiana ed altri significativi eventi dell’aria negli anni tra le due Grandi Guerre nelle pagine di ulteriore approfondimento! |
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