|
Portale
Turismo & tempo libero
|
|
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
La Tuscia Romana I musei del territorio Vigna di Valle – Culla dell’Aviazione Italiana, luogo di memoria Il materiale originale ed alcune immagini in queste pagine sono © o di proprietà di Luciano Russo: la Redazione ringrazia l'autore / il proprietario per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Vigna di Valle – Approfondimento |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
In questa pagina 1926 – Umberto Nobile, Prima Trasvolata Artica 1928 – Umberto Nobile, Seconda Trasvolata Artica
Pagine correlate
Luciano Russo – Una presentazione
|
|
Le spedizioni polari |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Il ritorno del dirigibile |
|||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
A metà anni Venti il dirigibile è di nuovo protagonista e questa volta sul Polo Nord.
Ingegnere, docente universitario, costruttore e comandante di aeronavi, Generale del Genio Aeronautico, esploratore polare, Umberto Nobile già nel 1912 segue il corso di costruzioni aeronautiche, nel 1915 passa all’Ufficio Tecnico di Costruzioni Aeronautiche, dal 1919 al 1928 è direttore dello Stabilimento militare di Costruzioni Aeronautiche di Roma, rimane dal 1926 al 1955 Professore di Costruzioni Aeronautiche presso l’Università di Napoli.
Realizza l’“O”, un dirigibile per la Marina Italiana venduto anche all’estero, e con Gaetano Arturo Crocco e Celestino Usuelli realizza il T 34 “Roma”, un dirigibile dalla imponente capacità di 34.000 metri cubi, poi venduto agli Stati Uniti.
L’N 1, un trimotore semirigido lungo 107 metri con un involucro di 18.500 metri cubi, è del 1923: acquistato dalla Norvegia, viene battezzato “Norge”, appunto “Norvegia” in norvegese.
Sopra, Il Generale Nobile all’epoca dei suoi successi, e, sotto, in un’amareggiata intervista televisiva negli studi RAI di Roma nel gennaio 1960.
Eroe nel primo sorvolo della calotta artica, ma non sufficientemente supportato dal Governo nella sua seconda impresa polare (tutta italiana!), dopo una preparazione incompleta ed il tragico epilogo della spedizione, si ritrova addirittura indagato ed ingiustamente giudicato responsabile per la perdita dell’aeronave: fermamente difeso da studiosi e specialisti italiani e stranieri, amareggiato, si dimette per protesta dalla Regia Aeronautica nel 1929.
Lavora dal 1932 al 1936 nell’Unione Sovietica come Direttore Tecnico della Dirigiabelstroj di Mosca, la fabbrica statale di dirigibili, e tra il 1939 e il 1943 negli Stati Uniti, dove insegna Costruzioni Aeronautiche alla facoltà d’Ingegneria Aeronautica dell’Università di Lockport.
Il suo esilio “volontario” termina nel 1945, quando una commissione di specialisti e militari lo riabilita e riammette nei ruoli dell’Aeronautica: partecipa da deputato ai lavori dell’Assemblea Costituente dal 1946 al 1948, ma sceglie poi di dedicarsi completamente all’aerodinamica, per sempre profondamente segnato dagli eventi.
Portano il suo nome il Centro di Documentazione del Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle, il Museo Nobile di Lauro, luogo nativo del Generale, Nobilefjellet, la montagna Nobile, nelle isole Spitzberger (Svalbard), strade e piazze, come la Piazza Umberto Nobile a Roma-Fiumicino e l’Umberto Nobile Circle di Anchorage in Alaska, Stati Uniti. |
|||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
1926 – Umberto Nobile, Prima Trasvolata Artica |
|||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
L’iniziativa è dell’esploratore Roald Amundsen e del Colonnello Umberto Nobile, Direttore dello Stabilimento Aeronautico di Roma.
La spedizione è finanziata dall’AeroClub Norvegese e dal magnate statunitense Lincoln Ellsworth.
Da sinistra Roald Amundsen ed Umberto Nobile.
Il 10 aprile 1926 il dirigibile italiano N 1, battezzato “Norge”, parte dall’Aeroporto di Ciampino agli ordini di Nobile.
Quando l’11 maggio si lascia la Baia del Re per il Polo Nord, l’equipaggio, cambiato più volte durante le tappe di avvicinamento, è composto da 6 italiani (tra cui Nobile al comando), 8 norvegesi (tra cui Amundsen), 1 statunitense ed 1 svedese.
|
||||||
|
|
|
|
|
|||||
|
|
A sinistra, il dirigibile Norge nel suo hangar sub-artico, e, a destra, mentre sorvola la Baia del Re.
Il 12 maggio alle 01.30 il Norge sorvola Polo Nord sul quale vengono lanciate le bandiere italiana, norvegese e americana.
Il 14 maggio alle 07.30 approda in Alaska, dopo aver percorso 5.300 chilometri in 70 ore e 40 minuti.
L’intera rotta sub-artica ed artica del Norge – dalla Scandinavia all’Alaska passando per il Polo Nord.
In 170 ore di volo vengono percorsi 13.000 km, da Roma all’Alaska sorvolando il Polo Nord: l’ultima tappa di 5.300 km di volo ininterrotto, dalle isole Spitzberger all’Alaska, porta alla scoperta del Mare Polare o Glaciale Artico, un’immensa estensione di acque ghiacciate, aprendo la via all’importantissima rotta polare dei voli di linea odierni.
Il dirigibile si conferma come unica macchina dell’epoca capace di grandi traversate senza punti di rifornimento. |
|||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
1928 – Umberto Nobile, Seconda Trasvolata Artica |
|||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Pur riconoscendo indubbi meriti alla spedizione artica del 1926, l’Aeronautica Italiana preferisce concentrare i propri sforzi nello sviluppo di aerei ed il Governo Italiano (soprattutto Balbo) non autorizza la costruzione di un nuovo dirigibile, l’N 5, grande tre volte il Norge.
Nobile non si arrende ed ottiene la sponsorizzazione di un gruppo di industriali milanesi per portare a termine nel 1927 la costruzione di un’aeronave gemella del Norge, l’“N 4”.
Istituti scientifici italiani, cecoslovacchi, statunitensi e inglesi
mettono a disposizione i loro migliori strumenti di rilevazione.
Il 15 aprile 1928 l’aeronave parte da Milano e, dopo un viaggio fortunoso, raggiunge la Baia del Re.
Il 24 maggio 1928 alle ore 0.20 il Polo è raggiunto ancora una volta.
|
||||||
|
|
|
|
|
|
||||
|
|
|
A sinistra le imponenti dimensioni dell’Italia nel suo hangar di Ciampino, durante le ultime operazioni di modifica del dirigibile necessarie per la spedizione polare, a destra, in alto, Umberto Nobile e lo scienziato svedese Finn Malmgren a bordo dell’Italia sul Mare di Barents, in avvicinamento alla Baia del Re, e, in basso, l’Italia prima dell’ultima, sfortunata tappa verso il Polo Nord.
Ma durante il viaggio di ritorno la tragedia in cui il dirigibile, fuori controllo, urta la banchisa, si squarcia: dei 16 uomini a bordo del dirigibile uno muore nell’urto e 9 sono balzati sui ghiacci.
Dopo la caduta sul pack, i restanti 6 membri dell’equipaggio vengono trascinati via con l’involucro dell’aeronave e scompaiono: di loro non si saprà mai più nulla.
|
||||||
|
|
|
|
|
|
||||
|
|
|
A sinistra, gli scomparsi - dall’alto in basso e da sinistra a destra, Renato Alessandrini, Ettore Arduino, Attilio Caratti, Calisto Ciocca, Ugo Lago e Aldo Pontremoli, a destra, i titoli di risalto nella stampa italiana, quello per una volta non esageratamente drammatizzante de La Domenica del Corriere e, in basso, quello più distanziato del Corriere della Sera.
Simbolico che a trovarli sia il pilota italiano Umberto Maddalena a bordo del suo S 55: il velivolo della prossima epopea della Regia Aeronautica, quella delle “crociere collettive”.
Baia del Re, 18 giugno 1928: l’idrovolante S 55 pilotato da Umberto Maddalena ammara nei pressi della nave appoggio Città di Milano.
La prima foto dei superstiti: preso riparo nella famosa “tenda rossa”, riescono a resistere sul pack, fino a quando non vengono avvistati da Umberto Maddalena.
Nobile viene portato in salvo dal primo aereo che riesce a prendere terra, cosa che gli arrecherà ulteriori critiche, gli altri dal rompighiaccio sovietico “Krassin”.
La disavventura polare di Nobile chiude definitivamente in Italia l’era del “più leggero”. |
||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|