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La Tuscia Romana I musei del territorio Vigna di Valle – Culla dell’Aviazione Italiana, luogo di memoria Il materiale originale ed alcune immagini in queste pagine sono © o di proprietà di Luciano Russo: la Redazione ringrazia l'autore / il proprietario per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale |
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Vigna di Valle – Approfondimento |
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In questa pagina La Reale Scuola di Artiglieria Già nel 1906 a Vigna di Valle... Il primo dirigibile militare italiano Il Cantiere Aeronautico lascia lo "Sperimentale" e lavora a regime Gli investimenti militari a Bracciano – Diario di un'occasione mancata
Pagine correlate
Luciano Russo – Una presentazione
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Le origini con i dirigibili |
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La Reale Scuola di Artiglieria |
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Agli inizi del 1900 non esiste in Italia chi non abbia sentito parlare di Bracciano e di una fino a pochi anni prima del tutto sconosciuta località sulle rive del Lago di Bracciano – Vigna di Valle, la culla dell’Aviazione Italiana, l’Aerodromo più antico d’Italia, il primo Cantiere Sperimentale Aeronautico: oggi non c’è appassionato d’aviazione al mondo, che non ne conosca le vicende.
L’Aviazione Italiana nasce nel 1908 sulle rive del Lago di Bracciano, a Vigna di Valle. Nasce con la costruzione e le prove di volo in loco del primo dirigibile militare italiano.
La scelta di Vigna di Valle non è casuale: Bracciano ospita già la Reale Scuola di Artiglieria ed i mezzi aerei, ancora in fase embrionale, sono solo considerati come strumenti di osservazione e controllo a supporto dell’artiglieria. |
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Già nel 1906 a Vigna di Valle... |
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Ma la fantastica storia di Vigna di Valle inizia già nel 1906, scritta da un uomo al cui nome è legata anche la nascita dell’Aviazione Militare Italiana: Maurizio Mario Moris. Comandante del Battaglione Specialisti del Genio, già a tre anni dal primo volo a motore dei fratelli Wright negli Stati Uniti, è tra i pochissimi in Italia a credere nel futuro del volo e alle sue applicazioni militari.
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Maurizio Mario Moris, il padre dell’Aviazione Italiana.
Le prime esperienze di Moris con il “più leggero dell’aria” – finanziamento, costruzione e volo con un pallone aerostatico – risalgono al 1894 (peraltro anno in cui la ferrovia raggiunge Bracciano), ma ha progetti di gran lunga più ambiziosi.
Nel 1906 i collaboratori di Moris, i Tenenti del Genio ingegneri Gaetano Arturo Crocco e Ottavio Ricaldoni ed il Tenente Munari, si trasferiscono in segreto sul Lago di Bracciano.
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A sinistra, Gaetano Arturo Crocco, avanti nella carriera, e, a destra, un Ottavio Ricaldoni in tarda età.
Messa base in una capanna di pescatori, i tre danno inizio ad una serie di interessanti esperimenti su una strana barca metallica dalle grandi eliche aeree posteriori, un “idroplano” che agli sbigottiti testimoni deve proprio sembrar “volare” sull’acqua: sullo stesso principio di sollevamento “alare”, ma con mezzo propulsore immerso, si basa il moderno “aliscafo”, mezzo che può raggiungere le dimensioni di una nave e trova applicazioni commerciali per il trasporto veloce di passeggeri, merci e veicoli. |
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Il primo dirigibile militare italiano |
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Nel 1907 il loro lavoro si conclude così felicemente che la Regina Madre viene in incognito a visitare il piccolo cantiere e poi, quello stesso anno, il Re in persona: oltre ad un grande avvenimento, questi esperimenti segnano di fatto l’inizio dell’epopea del volo sul Lago di Bracciano.
I disegni originali scala 1:100 del Dirigibile N1 nella versione TP.
Tutto è pronto per la costruzione del primo dirigibile militare italiano ed il terreno adatto all’allestimento del grande Cantiere Aeronautico viene acquistato per 425.000 Lire nei pressi del solitario Casale di Vigna di Valle.
Il Lago di Bracciano diventa così la sede del Cantiere Sperimentale Aeronautico per le prime applicazioni del volo con il “più leggero dell’aria”.
Alcune baracche ospitano le officine e, da un manufatto del Salone Espositivo alla Fiera di Torino del 1906, viene ricavato l’enorme capannone per il ricovero del progettato dirigibile.
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Il primo complesso di Vigna di Valle con le officine. |
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Una panoramica di Bracciano con dirigibile in volo sul Castello Orsini-Odescalchi. |
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Il 3 ottobre 1908 l’N1 di Crocco e Ricaldoni si stacca per la prima volta da terra, ma alla fine del mese i voli sono già 15 e culminano con il “raid” Vigna di Valle-Anguillara-Roma e ritorno: 80 km a 50 km/h ad una quota media di 500 metri!
Questi eventi danno inizio all’avventura dei dirigibili, che si conclude tragicamente solo 20 anni più tardi, nel 1928, quando cioè l’Aeronave “Italia” del Generale Nobile precipita sul pack artico.
Il 31 ottobre 1908 la Domenica del Corriere intitola a tutta pagina: “Una nuova vittoria del genio italiano: il dirigibile militare è venuto da Bracciano a Roma...”
Bracciano salta improvvisamente agli onori della cronaca e si scattano le prime fotografie aeree del Castello e del Borgo, mentre a Vigna di Valle si susseguono le visite di personalità politiche e giornalisti.
Il centro di Bracciano fotografato da un dirigibile agli inizi del XX secolo: a sinistra la Caserma Cosenz, in alto a destra il Castello. |
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Il Cantiere Aeronautico lascia lo "Sperimentale" e lavora a regime |
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Al Dirigibile N1 segue l’N1 bis, il Cantiere Aeronautico si ingrandisce ed aumenta la popolarità di Bracciano.
Il Re torna a Vigna di Valle in visita ufficiale ed il Consiglio Comunale di Bracciano, in seduta straordinaria, conferisce la cittadinanza onoraria a Moris, Crocco e Ricaldoni.
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Il Dirigibile N1 bis (da notare le grandi eliche del barchino idroplano Crocco-Ricaldoni n. 2, oggi custodito presso il Museo Storico di Vigna di Valle). |
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I dirigibili M-1 ed M-2 a Vigna di Valle ai primi del 1900: sullo sfondo Bracciano con il Castello. (La foto d’epoca presenta la curiosità di essere stata “arricchita” con particolari storicamente non corretti, molto probabilmente attraverso un fotomontaggio). |
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Arriva il primo aeroplano |
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Ma già nel 1910 un altro avvenimento eccezionale per l’epoca: il Tenente Umberto Savoja compie un raid, con un aeroplano Farman, da Centocelle a Vigna di Valle.
Nel 1908 Umberto Savoja è pilota di sferico presso il Battaglione Specialisti del Genio.
All’apertura della prima Scuola di Aviazione in Italia, il Club degli Aviatori di Roma lo sceglie come istruttore e Savoja nel 1909 prende parte a Roma alla prima serie di voli con un aeroplano a motore sotto la guida di Wilbur Wright in persona (il più giovane dei due fratelli che lo inventano fra il 1900 e il 1903).
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Un giovanissimo Umberto Savoja – allievo di Wright, pilota e istruttore.
All’attività di pilota affianca presto quella di progettista e costruttore ed è Capo dell’Ufficio Tecnico dell’Aviazione Militare fino al 1917: tra le sue realizzazioni più famose l’SP 2 e l’SP 3 (Savoja Pomicio), ma soprattutto l’SVA (dalle iniziali dei tre progettisti Savoja, Verduzio, Ansaldo).
Lasciato il servizio militare, dal 1929 è Direttore della Fiat Aviazione: fin dalla seconda metà degli anni Trenta avanzerà allo Stato Maggiore Italiano proposte di una serie di provvedimenti tecnici per migliorare la qualità degli armamenti sui nostri aerei, purtroppo rimaste inascoltate.
Il Tenente Umberto Savoja sui prati di Centocelle prima di uno degli storici voli del 1909 (sulla foto la data del 26 aprile 1909).
L’aereo di Savoja rimane nella storia l’unico aereo terrestre ad aver “atterrato” a Vigna di Valle. |
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La "nuova economia" |
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Il Cantiere Sperimentale Aeronautico di Vigna di Valle – appartenente al Regio Esercito – produrrà dirigibili militari da impiegare sia nella guerra Italo‑Turca, su suolo libico tra il 1911 e il 1912, che nella Grande Guerra del 1915‑1918: a questa produzione militare parteciperanno i primi operai civili, assunti anche tra la popolazione locale.
Nel bene e nel male, è l’avvio di una lunga parentesi di (solo apparentemente) consolidato benessere economico per molti nuclei familiari del luogo, già iniziato con la dislocazione intermittente a Bracciano di Centri di Addestramento del Regio Esercito. |
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Gli investimenti militari a Bracciano – Diario di un'occasione mancata |
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- Nel 1894 vi si apre a Bracciano un poligono di tiro.
- Il 9 agosto 1910, allo sdoppiarsi della “Scuola Centrale di Tiro di Artiglieria”, costituita a Nettuno già il 1° luglio 1888, la “Scuola Centrale di Artiglieria da Campagna” rimane in sede, mentre per la “Scuola di Artiglieria da Fortezza” viene scelto Bracciano.
- Nel 1920 le due Scuole si fondono di nuovo in un’unica “Scuola Centrale di Artiglieria” trasferendo l’intera attività a Bracciano.
- Nel 1923 viene costituita l’Arma Autonoma della Regia Aeronautica Militare e Vigna di Valle passa all’Aviazione.
- Già nel 1925, dopo soli 5 anni, la Scuola Centrale di Artiglieria viene trasferita a Civitavecchia – fatta eccezione per il “Gruppo Addestramento Specialisti” che rimane a Bracciano – poi, sdoppiata di nuovo nel 1927, viene riattivata la sede di Nettuno.
- Nel 1945 fa definitivamente ritorno a Bracciano, come unico Istituto sotto il nome di “Reggimento di Addestramento di Artiglieria”, denominazione cambiata l'anno successivo in “Scuola di Artiglieria”.
- Nel 1948 viene costituita a Bracciano la 1ª Batteria Allievi Ufficiali di Complemento e la Scuola diventa “Istituto di Formazione dei Quadri di Complemento”.
- Intanto, già con la Seconda Guerra Mondiale, anche destino di Vigna di Valle segnato – il 1 agosto 1948 è sede solo del “Gruppo Soccorso Aereo”.
- Nel 1951 nella Scuola di Artiglieria si da vita ad una nuova specialità con la costituzione di un “Reparto Aviazione Leggera” dell'Esercito a Bracciano, poi trasferito a Viterbo nel 1958, origine dell’“Aviazione dell'Esercito” (oggi “Cavalleria dell'Aria”).
- Il 19 ottobre 1959 si svuota definitivamente la realtà di Vigna di Valle, quando il Gruppo Soccorso Aereo, l’unica funzione rimastavi, viene trasferito a Ciampino;
- Il 2 maggio 1976 nasce a Bracciano il “Gruppo AUC”, per l’Addestramento e la Formazione degli Allievi Ufficiali e Sottufficiali delle Specialità Semoventi, il “Gruppo Specialisti” ed un “Reparto di Supporto”.
poi… il resto lo conosciamo.
La “nuova economia” segnerà l’agonia di competenze e mestieri tradizionali ed attività produttive locali.
Bracciano, dopo aver lentamente abbandonato molte delle sue attività tradizionali, esclusivamente a favore di un commercio più o meno “parassitario” sui militari per oltre mezzo secolo, si risveglierà a ben altra realtà: investimenti non fatti, infrastrutture mai realizzate – nessuna capitalizzazione né umana né economica di questi anni “grassi”, ad eccezione dei soliti piccoli arricchimenti di pochi.
Vigna di Valle sarà lasciata morire, quando sarebbe potuta divenire un eccellente contenitore per un villaggio artigianale e piccolo industriale, e i migliori spazi urbani, già occupati dall’Esercito nel cuore del paese, rimarranno ancora ai nostri giorni o inutilizzati o inutilizzabili! |
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