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La Tuscia Romana

I musei del territorio

Vigna di Valle – Culla dell’Aviazione Italiana, luogo di memoria

Il materiale originale ed alcune immagini in queste pagine sono © o di proprietà di Luciano Russo: la Redazione ringrazia l'autore / il proprietario per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vigna di Valle Approfondimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  In questa pagina 

Il travagliato cammino verso un Museo Aeronautico

Il dovere e la ricchezza della memoria

Storia cronologica del Museo Aeronautico, dalla prima idea a Vigna di Valle e oltre

Le tappe più significative

 

  Pagine correlate 

Pagina di origine

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

 

 

 

 

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Il travagliato cammino verso un Museo Aeronautico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il dovere e la ricchezza della memoria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nonostante l’Italia vanti, unica al mondo, tradizioni aeronautiche “antiche” (basti pensare a Leonardo da Vinci, precursore del volo meccanico più leggero e più pesante dell’aria), la maturità politica per concepire l’idea di un Museo Aeronautico, capace di testimoniarne le memorie e celebrarne le imprese dell’aria, giunge dopo anni ed anni di indecisione.

 

 

 

 

 

Schizzi di Leonardo da Vinci sulla costruzione di ali per il volo umano, ricavate dai suoi studi sul volo degli uccelli.

 

A dire il vero, un piccolo “Museo del Volo” viene istituito nel 1929 presso la Reggia di Caserta, dove poi si installa anche l’Accademia Aeronautica, ora trasferita a Pozzuoli.

 

Nei primi anni ‘60 la raccolta di Caserta si sposta a Torino: poi più nulla.

 

Il malessere di questa lunga gestazione è dovuto anche al non sapersi o non volersi riconoscere nel nostro passato.

 

Ma certo non sarebbe “storico” riscriverlo, secondo la visione e le opportunità del momento: far rivivere e trasmettere i valori che hanno ispirato generazioni di aviatori, non è necessariamente voler glorificare una opinabile fase della nostra evoluzione politica.

 

Rimane il fatto che è il Ventennio Fascista a dare forte impulso all’Aeronautica, sia come industria sia come Forza Armata.

 

 

Il Duce Benito Mussolini, in visita al Reparto Alta Velocità, sale a bordo dell’idrocorsa di Agello: è il 7 ottobre 1934, XII dell’Era Fascista.

 

Bisognerà aspettare fino alla seconda metà degli anni '70 per la felice quanto tarda inaugurazione del primo, vero Museo Aeronautico.

 

 

 

 

 

 

La targa marmorea a memoria dell'inaugurazione del Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle, Roma, dall'allora Presidente della Repubblica Giovanni Leone: porta la data del 24 maggio 1977.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Storia cronologica del Museo Aeronautico, dalla prima idea a Vigna di Valle e oltre

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La tavola sinottica della storia del Museo Aeronautico, nella hall d’ingresso al Museo Storico dell’Aeronautica Militare Italiana di Vigna di Valle, Roma.

 

 

 

1913

 

 

1915-1918

 

1928

 

1929

 

1929

 

1934

 

1961

 

1970

 

1977

 

La prima idea di un Museo Aeronautico (Circolare interna n. 119 del 26 maggio 1913)

 

Decreto luogotenenziale del 18 febbraio 1917

 

Torino

 

Firenze

 

Caserta

 

Milano

 

Torino

 

Taliedo (Progetto “COMETII”)

 

Inaugurazione a Vigna di Valle

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Le tappe più significative

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al Dirigibile N1 segue l’N1 bis, il Cantiere Aeronautico si ingrandisce ed aumenta la popolarità di Bracciano.

 

Il Re torna a Vigna di Valle in visita ufficiale ed il Consiglio Comunale di Bracciano, in seduta straordinaria, conferisce la cittadinanza onoraria a Moris, Crocco e Ricaldoni.

 

 

 

 

 

 

 

 

1913

 

Nel 1913 il Maggiore Giulio Douhet, Comandante del Battaglione Specialisti del Genio, costituisce il primo Museo Aeronautico a Castel S. Angelo in Roma, nella sede del Museo Storico del Genio: raccoglie il materiale storico sull’attività aeronautica in Italia dal 1884 (anno in cui viene costituta la prima Sezione Aerostatica nella Compagnia del Genio).

 

Sopra, veduta aerea di Castel Sant’Angelo dal dirigibile in una foto nel 1894.

 

 

 

1933

 

Nel 1933, Decennale dalla costituzione dell’Aeronautica Militare come Forza Armata autonoma e anno della Crociera Nord-Atlantica di Italo Balbo, il materiale viene trasferito da Castel S. Angelo ad altra sede, sempre in Roma.

 

 

 

1939

 

Nel 1939, il materiale storico viene di nuovo trasferito in una sede più adatta, ancora a Roma, sul Lungotevere delle Vittorie.

 

 

 

1940-1945

 

Durante gli anni della Seconda Guerra Mondiale e quelli immediatamente successivi, parte del materiale aeronautico raccolto nel Museo va irrimediabilmente perduto, forse anche come “preda di guerra”: riguarda soprattutto la documentazione originale di velivoli e motori, di estremo interesse storico.

 

 

 

Anni '50-Anni '70

 

Tra gli anni ‘50 agli anni ‘70, l’idea di realizzare anche in Italia un degno Museo Storico Aeronautico, non va mai oltre soluzioni provvisorie e frammentarie, nessuna delle consente la conservazione di velivoli, motori o altro materiale significativo.

 

 

 

 

 

 

 

 

1961-1974

 

Dal 1961 al 1974 si tenta al Palazzo a Vela di Torino, progettato come padiglione espositivo per il centenario dell’Unità d’Italia.

 

Sopra, il “Palavela”, con le sue caratteristiche vetrate, prima della sua recente, totale ristrutturazione in occasione delle Olimpiadi Invernali 2006.

 

 

 

 

 

 

 

 

Anni '70

 

Anche la proposta di creare una “Sezione Aeronautica” nel Museo della Scienza e della Tecnica di Milano non va in porto, per gli eccessivi costi delle necessarie infrastrutture.

 

Sopra, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” oggi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Aeronautica Militare decide quindi di trasferire quasi totalmente il materiale storico aeronautico di sua proprietà all’Aeroporto di Vigna di Valle, dove già opera il Centro di raccolta del materiale storico e scientifico del volo”: questo senza risolvere ancora il problema base, ora acutizzatosi, della creazione di una sede permanente, idonea alla raccolta, restauro ed esposizione di tutto quel materiale aeronautico, di interesse storico e scientifico, esistente e di futura acquisizione, prima che agenti atmosferici e mancata manutenzione lo distruggano per sempre.

 

Scartati ormai, soprattutto per motivi economici, i grandi centri urbani, nel 1975 si giunge finalmente alla decisione di utilizzare allo scopo parte dello storico Idroscalo di Vigna di Valle, un’area demaniale con infrastrutture preesistenti: vista la cosa così dall’esterno, una scelta logica e naturale, che poteva senza dubbio essere fatta molto prima!

 

L’Idroscalo di Vigna di Valle, vicinissimo alla Capitale, già ai primi del ’900 sede del primo “Cantiere Sperimentale Aeronautico”, sul Lago di Bracciano,  luogo di collaudo dell’idroplano di Crocco e Ricaldoni e di tutti i dirigibili italiani, fino al 1945 “Centro Sperimentale per gli idrovolanti e per l’armamento navale”, poi sede del Soccorso Aereo… non è una scelta estremamente difficile.

 

Oltre al Museo Storico dell’Aeronautica Militare, Vigna di Valle comprende oggi anche il “Centro di Selezione del Personale dell’Aeronautica Militareed il “Centro Sportivo dell’Aeronautica Militare.

 

A completare il Museo Storico di Vigna di Valle, è previsto un “Museo della Scienza e della Tecnica del Volo” all’ Aeroporto di Guidonia-Montecelio, già sede del “Centro Sperimentale dell’Aeronautica Italiana” tra le due Guerre Mondiali, che ospiterà, oltre ai velivoli sperimentali italiani, anche i plurimotori storici le cui dimensioni non ne rendono possibile un trasferimento a Vigna di Valle.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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