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La Tuscia Romana

I musei del territorio

Vigna di Valle – Culla dell’Aviazione Italiana, luogo di memoria

Il materiale originale ed alcune immagini in queste pagine sono © o di proprietà di Luciano Russo: la Redazione ringrazia l'autore / il proprietario per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vigna di Valle Approfondimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  In questa pagina 

Idroscalo Militare Sperimentale tra le due Guerre

L’Idroscalo

Tanto orgoglio, coraggio e professionalità

Una piccola “NASA” degli anni ‘20-’30

Foto-leggenda

 

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Idroscalo Militare Sperimentale tra le due Guerre

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Idroscalo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tra le due Guerre Vigna di Valle si specializza come Idroscalo Militare Sperimentale numero uno, sia per idrovolanti che armamenti, migliorato ed ampliato continuamente con nuove strutture, arricchito di sempre nuove competenze.

 

Il 28 marzo 1923 è istituita, seconda al mondo, la Regia Aeronautica (nell’aprile 1918 veniva formata la prima Aeronautica Militare al mondo – la RAF britannica, The Royal Air Force).

 

Nel 1926, un Savoia-Marchetti SIAI SM 59 decolla dal Lago di Bracciano e ammara, senza scalo, ad Atene: un vero record!

 

Durante gli anni Venti Vigna di Valle si trasforma, insieme a Desenzano del Garda, in un Centro di Sperimentazione Idrovolanti, dove si testano e sviluppano mezzi, metodi e standard.

 

 

L’Idroscalo di Vigna di Valle durante la sua fase di trasformazione ed ampliamento: in basso i moderni idrovolanti ed i loro hangar, ma, in alto a destra, ben visibili le imponenti strutture che hanno ospitato – e alla fine del decennio riospiteranno con Nobile – sia lo sviluppo che la costruzione di dirigibili.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tanto orgoglio, coraggio e professionalità

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La versione 1929 del Savoia-Marchetti S 55, l’aereo simbolo dell’Aviazione Italiana negli anni Venti e Trenta, al Centro di Sperimentazione Idrovolanti di Vigna di Valle: nel riquadro il diciannovenne aviatore Franco Russo, che ne partecipa ai collaudi.(Dall'album privato di Franco Russo)

 

“Si vive la nostra gioventù con spensieratezza e una buona dose di spavalderia, sufficiente ad affrontare i rischi che ben conosciamo: e a volte si muore, troppi e troppo giovani, in nome del progresso.”

Franco Russo

 

 

 

Nell’ingrandimento a sinistra Franco Russo poco più che ragazzo, in tuta, e, a destra, in posa, visibilmente orgoglioso nella sua divisa dell’Arma Azzurra. (Dall'album privato di Franco Russo)

 

Sulle colline vulcaniche intorno al Lago di Bracciano e nello stesso lago, si schiantano macchine ed uomini, un prezzo che viene comunque accettato e pagato senza troppi rimpianti.

 

Ma si registrano anche casi di famiglie che, pur di recuperare almeno le salme dei propri giovani e dar loro una degna sepoltura, organizzano a proprie spese lunghe, costosissime e, il più volte, purtroppo inutili ricerche nelle acque profonde del lago.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Palombari cercano di localizzare uno dei tanti velivoli inabissatisi nel: le acque melmose dei fondali ne restituiscono raramente i resti. (Dall'album privato di Franco Russo)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Una piccola “NASA” degli anni ‘20-’30

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vigna di Valle si trasforma così in un Centro Sperimentale d’avanguardia.

 

Si lavora insieme con professionalità, grande coraggio, orgoglioso senso di appartenenza ed uno straordinario spirito d’avventura.

 

Ai tavoli da disegno ingegneri teorizzano e calcolano, nei laboratori tecnici e operai specializzati sfidano materiali a soluzioni innovative, realizzano e testano continue migliorie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto-leggenda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Miti, eroi, leggende – aviatori e costruttori: tra gli altri, in piedi, l’"Ing. Marchetti S.I.A.I.", S.E. Balbo" e "G. D’Annunzio" e l'"Ing. Castoldi Macchi", a sedere, secondo da destra, il neopromosso "Ten. Agello - Medaglia d'Oro - km/h 709,8" - annotazioni precise del giovane Russo, quasi un diario e memento, con una croce † accanto ai nomi degli amici caduti e la data della loro scomparsa in incidenti di volo. (Dall'album privato di Franco Russo)

 

In aria collaudatori imparano a conoscere ogni prototipo fino al limite delle sue caratteristiche tecniche e di comportamento in volo, misurando ogni prova nei minimi dettagli, fino a certificarne le prestazioni ottimali.

 

Piloti si alzano in volo per battere record.

 

 

Una fase di collaudo del Cant Z 506: la prova di distacco con 12 tonnellate di carico utile a bordo, sul Lago di Bracciano il 10 giugno 1936, XIV. (Dall'album privato di Franco Russo)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il giovane sottufficiale, Sergente Maggiore Franco Russo, membro dell’equipaggio, nella foto ufficiale, a prova di distacco felicemente superata. (Dall'album privato di Franco Russo)

 

Dalle torri di osservazione intorno al lago cronometristi ne registrano i passaggi con i motori a pieno regime, fotografi militari documentano emozioni ed entusiasmi, successi e lutti.

 

Una delle strutture a traliccio resta quasi intatta, se pur arrugginita e in uno stato di deplorevole abbandono, sulla Via Circumlacuale a Bracciano, nei pressi del nuovo Alfredo Hotel: testimonianza di eccellenza dell’attività innovativa che per mezzo secolo ha dato lustro e benessere economico al territorio, un altro monumento da restaurare pietosamente, preservare alle future generazioni, documentare e far conoscere con orgoglio ai nostri giovani e ai turisti – al pari del Castello, delle Chiese del ‘500, dell’acquedotto industriale sulla “Via delle Acque” con la sua cartiera, i mulini, i frantoi, i magli, il saponificio, gli orti, la prima centrale idroelettrica…

 

 

Il critico momento del distacco dall’acqua del Cant Z 506 con 12 tonnellate a bordo, immortalato dal fotografo militare Iovinelli.

(Dall'album privato di Franco Russo)

 

Questi uomini, molti di loro non più che ragazzi, ciascuno nel proprio ruolo, contribuiscono tutti a scrivere pagine di storia gloriosa dell’Aeronautica Militare Italiana: anche quelle silenziose e nascoste, forse meno conosciute, ma non meno eroiche!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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