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La Tuscia Romana I musei del territorio Vigna di Valle – Culla dell’Aviazione Italiana, luogo di memoria Il materiale originale ed alcune immagini in queste pagine sono © o di proprietà di Luciano Russo: la Redazione ringrazia l'autore / il proprietario per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale |
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Vigna di Valle – Approfondimento |
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In questa pagina La fine di un sogno che non finirà mai
Pagine correlate
Luciano Russo – Una presentazione
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La fine di un sogno che non finirà mai |
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L’apice e il declino |
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Vigna di Valle, il più antico e più grande idroscalo militare d’Italia, segue le glorie ed il tramonto del velivolo idrovolante.
Il Cant Z 506 B, uno dei più noti esempi, entra in servizio nel 1938, versione militare di quella civile, già in dotazione alla compagnia di bandiera “Ala Littoria”.
Uno dei Cant Z 506 in servizio a Vigna di Valle nel periodo prebellico.
Viene utilizzato come come silurante, poi per la ricognizione ed infine il soccorso aereo: allo scoppio delle ostilità ve ne sono 57 in forza alle Squadriglie da Bombardamento Marittimo e 28 presso le Squadriglie da Ricognizione.
I 506 da Bombardamento Marittimo si distinguono in numerose azioni di attacco contro convogli nemici, partecipando agli scontri di punta Stilo e Capo Teulada: sono queste le ultime azioni della specialità Bombardamento Marittimo, perché, pur essendo moderno, il velivolo si dimostra comunque più lento dei bombardieri nemici della stessa generazione e con un minor carico bellico.
Per questo i 506 passano al compito di Ricognizione Marittima, setacciando quotidianamente il Mediterraneo con missioni lunghissime, affrontando sacrifici e esponendosi a rischi molto gravi: l’aereo, pur generoso, dotato cioé di eccellenti qualità nautiche e buon assorbitore di colpi, è terribilmente esposto.
Il numero delle perdite è elevatissimo, sia a causa della sua scarsa velocità, sia per la natura stessa delle missioni, che lo portano, isolato, nelle vicinanze di basi navali ben munite o grosse formazioni navali, dove di regola va incontro ad attacchi della caccia nemica.
Una moderna illustrazione del Cant Z 506.
Parallelamente comincia ad operare in Squadriglie di Idrosoccorso: una in Sicilia, la quale nei primi mesi di guerra effettua 67 missioni, recuperando 25 naufraghi italiani ed inglesi, e una a Leros, nel Mar Egeo, che a sua volta, in 57 missioni di ricerca, recupera 37 naufraghi.
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L'unico esemplare di Cant Z 506 B sopravvissuto, in attesa del restauro presso il Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle, Bracciano, Roma. |
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Il maestoso Cant Z 506 B, tornato al suo originale splendore, come può essere oggi ammirato presso il Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle. |
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Il Cant Z 506 imane il più grande idrovolante della Seconda Guerra Mondiale e, alla fine della guerra dei 315 costruiti ne rimarranno solo 36, impiegati in operazioni di Soccorso Aereo fino al 1959.
L’Idroscalo di Vigna di Valle, struttura specificamente dedicata all’idrovolante, perde il suo significato primario e la sua funzione, quando questo tipo di velivolo viene surclassato dalle nuove tecnologie delle formule terrestri. |
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Il Soccorso Aereo |
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Il 1 agosto 1948 l’84° Gruppo diventa “Gruppo Soccorso Aereo” con sede all’Idroscalo di Vigna di Valle.
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Lo stemma del Gruppo Soccorso Aereo.
Gli equipaggi di soccorso iniziano con i Cant Z 506, per passare poi al Piaggio P 136, un piccolo anfibio a 5 posti prevalentemente con funzioni addestrative, e, da ultimo, al Grumman SA 16 Albatross.
Il Piaggio P 136 anfibio.
Il Gruppo lascia la Base di Vigna di Valle, dopo oltre un decennio, il 19 ottobre 1959, per traferirsi a Ciampino.
L’ultimo ammaraggio di un idrovolante militare a Vigna di Valle ha luogo in occasione del rientro in Base di un HU 16A Grumman Albatross del Soccorso Aereo, poi radiato e qui da allora custodito.
L’ultimo Grumman Albatross rimane a Vigna di Valle per essere poi esposto nel Museo Storico: qui ancora in attesa di sistemazione.
L’ambiente dell’Idroscalo, così pregno della memoria e della cultura di “gente comune davvero speciale”, sembra definitivamente condannato ad un graduale abbandono, che ne cancelli, lentamente ma inesorabilmente, il ricordo.
Il Grumman, dopo il primo restauro, all’interno del Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle (RM).
Purtroppo il velivolo è poi stato di nuovo portato fuori dell'hangar e a lungo parcheggiato alle intemperie, questo per far posto ad altri velivoli, data la mancanza di spazio (sembra che ora però sia venuto il momento di restaurarlo una seconda volta e ricollocarlo all'interno, speriamo nella sua sede definitiva).
E a questo punto sono davvero in molti a temere (e ce ne sono fondate ragioni) che Vigna di Valle, dopo più di mezzo secolo di intensa e gloriosa vita aeronautica, finisca miseramente nel dimenticatoio della storia. |
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