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La Tuscia Romana

I musei del territorio

Vigna di Valle – Culla dell’Aviazione Italiana, luogo di memoria

Il materiale originale ed alcune immagini in queste pagine sono © o di proprietà di Luciano Russo: la Redazione ringrazia l'autore / il proprietario per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vigna di Valle Approfondimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  In questa pagina 

L'epopea delle crociere collettive

1925 – Arturo Ferrarin, il primo raid in formazione

1927 – Italo Balbo, Crociera delle Oasi

1928 – Francesco De Pinedo, Crociera del Mediterraneo Occidentale

25 maggio – 2 giugno1928

1929 – Francesco De Pinedo, Crociera del Mediterraneo Orientale

5 – 19 giugno 1929

1930 – Italo Balbo, Prima Crociera Atlantica in formazione o Crociera Sud-Atlantica

1932 – Italo Balbo, pianificata Crociera Mondiale

1933 – Italo Balbo, Seconda Crociera Atlantica in formazione o Nord-Atlantica, detta “del Decennale”

 

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L'epopea delle crociere collettive

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1925 – Arturo Ferrarin, il primo raid in formazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel giugno 1925 un raid di bombardieri in formazione, al comando di Arturo Ferrarin, volano da Roma a Londra con tappe a Parigi e Bruxelles: la Regia Aeronautica ha appena compiuto 2 anni.

 

 

 

 

 

 

Arturo Ferrarin, il Grande.

 

Durante questa “Crociera delle Capitali Europee”, Ferrarin porta anche in volo i Sovrani del Belgio.

 

È un’impresa innovativa e spettacolare, che fa compiacere i politici, offre alla stampa ottimo materiale giornalistico, mobilita ed entusiasma le masse.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1927 – Italo Balbo, Crociera delle Oasi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qualcosa accade nel novembre del 1926 che accelererà e cambierà drasticamente il corso degli eventi aeronautici italiani, e non solo aeronauti e non solo italiani: Italo Balbo è nominato Sottosegretario per l’Aeronautica.

 

Già nel 1927, lo stesso anno in cui consegue il brevetto di pilota, il neo-eletto Sottosegretario per l’Aeronautica Italo Balbo parte dall’Idroscalo di Vigna di Valle per la “Crociera delle Oasi”.

 

 

 

 

 

 

Il Generale Balbo in una foto ufficiale.

 

È il preludio di una nuova dottrina politica più che militare: la creazione e l’utilizzo di imprese paramilitari a scopi propagandistici nel paese e nel mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

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1928 – Francesco De Pinedo, Crociera del Mediterraneo Occidentale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1928 tutto è predisposto e maturo per aprire un nuovo e decisivo capitolo nella storia dell’Aviazione Italiana con la sistematica, frenetica corsa decretata dal Regime alla conquista di primati e di prestigio.

 

In effetti l’idea di organizzare delle crociere collettive, invece di lunghi raid individuali, ha il triplice scopo di addestrare i reparti di volo della giovane Regia Aeronautica, pubblicizzare l’Industria Aeronautica Italiana e riscuotere successo internazionale, consolidando l’immagine di una nuova, moderna ed efficiente Arma.

 

Gli obiettivi politico-propagandistici del Regime mettono in secondo piano tutto il resto: Balbo e lo stesso Mussolini spingono per intraprendere una spettacolare crociera “di massa”, organizzata dal Sottosegretario per l’Aeronautica in persona ma comandata opportunamente da un eroe popolare, il Generale di Brigata Francesco De Pinedo, già noto per il suo Raid Roma-Melbourne-Tokyo-Roma. 
 

 

 

 

 

 

 

Fracesco De Pinedo, il re delle distanze.

 

È il primo, vero esperimento al mondo nel suo genere e viene messo in atto sul Mediterraneo Occidentale: vi partecipano ben 60 idrovolanti militari, su un percorso di 2.804 km da Orbetello alla Penisola Iberica e ritorno.

 

Altro fatto innovativo, lungo tutta la rotta delle 6 impegnative tappe nei cieli del Sud di Francia e Spagna, l’imponente formazione viene seguita e documentata in volo da Autorità e giornalisti.

 

Queste prime prove generali delle future imprese che faranno esultare il mondo intero, servono anche a testare, oltre che il nuovo modello di volo in formazione e la macchina propagandistica, anche la logistica delle cociere collettive: la flotta aerea è assistita ininterrottamente da due cacciatorpediniere in costante contatto radio.

 

 

Foto ricordo a Orbetello dei partecipanti alla Crociera del Mediterraneo Occidentale.

 

Alla Crociera del Mediterraneo Occidentale partecipano idrovolanti di base a Vigna di Valle.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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25 maggio – 2 giugno1928

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La rotta scelta è Orbetello-Elmas-Pollensa (Isole Baleari)-Los Alcasarez-Puerto Alfaques-Laguna di Berres (vicino a Marsiglia) e ritorno ad Orbetello.

 

Nella Laguna di Orbetello (Grosseto) si riuniscono tutti gli aerei partecipanti: 51 S 59 bis – biplano biposto con motore da 500 hp, 8 S 55 – con il ruolo di soccorso e officina, un Cant 22 – per il trasporto di Ospiti, osservatori e stampa, e un S 62.

 

La mattina del 25 maggio lo stormo decolla con destinazione la Laguna di Elmas, in Sardegna, e il 27 riparte per le Isole Baleari: il volo procede regolarmente, salvo temporanei problemi al motore di un S 55, e poco prima di Pollensa una formazione spagnola rende onore ai piloti italiani scortandoli fino all’ammaraggio.

 

 

La rotta in circuito chiuso da Orbetello a Los Alcasarez e ritorno.

 

Il 28 maggio si raggiunge Los Alcazares, in Spagna, nonostante un forte vento che rende problematiche le operazioni di ammaraggio e flottaggio degli idrovolanti.

 

Sono questi i giorni in cui si consuma la tragedia del Dirigibile Italia sui ghiacci polari artici: l’S 55 I-SAAT lascia la Crociera dato che Umberto Maddalena viene richiamato urgentemente a Sesto Calende per organizzare e poi guidare la spedizione di soccorso dei superstiti della Tenda Rossa, ripartendo subito per la Baia del Re.

 

 

La nave appoggio Città di Milano fotografata nella Baia del Re dall’S 55 di Maddalena.

 

La Crociera del Mediterraneo Occidentale continua trionfale il 31 maggio a Puerto Alfaques, e neppure le proibitive condizioni meteorologiche riescono a fermare la successiva tappa del 1° giugno verso Marsiglia: gli idrovolanti si concedono addirittura uno spettacolare passaggio sul centro della città, mentre aerei francesi li scortano all’ammaraggio nella Laguna di Berres.

 

Il giorno successivo, 2 giugno1928, al rientro ad Orbetello, gli S 55 hanno percorso oltre 3000 km senza incidenti – un grande successo per l’industria aeronautica italiana!

 

L’ottima riuscita di questa prima impresa è senz’altro una conferma di stimolo per la realizzazione di altre crociere e proprio la Città di Orbetello sarà così coinvolta in 4 delle grandiose Crociere di Italo Balbo:

 

- 1928, la Crociera del Mediterraneo Occidentale (Orbetello-Los Alcazares) sopra descritta;

 

- 1929, già l’anno successivo, la Crociera del Mediterraneo Orientale, (Taranto-Odessa-Orbetello, attraverso

Grecia, Turchia, Romania, Bulgaria e4 Russia);

 

- 1930, Prima Crociera Atlantica (Orbetello-Rio De Janeiro);

 

- 1933, Seconda Crociera Atlantica (Orbetello-Chicago-New York-Roma).

 

 

S 55 volano in imponente formazione sulle acque della Laguna di Orbetello.

 

Nel 1930 viene inoltre fondata presso l’Idroscalo di Orbetello la Scuola di Navigazione d’Alto Mare, dove verranno formati gli uomini per le due trasvolate oceaniche – la Crociera Italia-Brasile alla fine del 1930 e la Crociera in Nord America nel 1933, in occasione dell’Esposizione Universale di Chicago: quest’ultima vero trionfo per le ali italiane, tanto che ancora oggi negli Stati Uniti la parola “balbo" sta a indicare una grande formazione di aerei.

 

Proprio nella Città di Orbetello, da lui resa famosa nel mondo, un giorno riposeranno finalmente le spoglie della leggenda aeronautica Italo Balbo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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1929 – Francesco De Pinedo, Crociera del Mediterraneo Orientale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1929 il Sottosegretario per l’Aeronautica Italo Balbo annuncia lo stanziamento di fondi per una ulteriore Crociera, questa volta con destinazione il Mediterraneo Orientale ed il Mar Nero: la “Crociera del Mediterraneo Orientale”.

 

Come per la Crociera del Mediterraneo Occidentale dell’anno precedente, il fine è triplice: addestrare gli equipaggi al volo in formazione sulle grandi distanze, pubblicizzare i velivoli italiani all’estero, attirare sempre più attenzione mediatica per i successi conseguiti dal Regime, guadagnando ulteriore consenso interno e prestigio internazionale.

 

 

De Pinedo a Taranto durante le preparazioni della Crociera del Mediterraneo Orientale.

 

Ma all’ombra del successo, la rivalità e differenza di opinioni è già così grande tra Balbo e De Pinedo e la polemica così viva tra loro, che Italo Balbo deve imporgli con ordini imperativi di partecipare al successivo raid.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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5 – 19 giugno 1929

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al comando della Crociera il Colonnello Aldo Pellegrini con la superiore direzione di Francesco De Pinedo, primatista su lunghe distanze e al momento Sottocapo di Stato Maggiore dell’Aeronautica.

 

Partenza dalla Base Navale di Taranto e le tappe successive porteranno gli S 55 ad Atene, Istanbul, Varna, Odessa, il ritorno via Costanza, Istanbul, Taranto fino ad Orbetello.

 

Anche a questa Crociera partecipano idrovolanti della Base di Vigna di Valle: 41 aerei – di cui 37 idrovolanti SIAI S 55 – decollano da Taranto il 5 giugno 1929, per sorvolare Grecia, Turchia, Bulgaria e Romania, fino ad Odessa, in URSS.

 

 

La rotta completa della Crociera del Mediterraneo Orientale.

 

Per la prima volta gli aerei di Balbo e dei Capi Squadriglia hanno a bordo una radio rice-trasmittente della Regia Marina: senza particolari incidenti, volano in formazione serrata per 4.667 chilometri.

 

Le uniche difficoltà sono semmai politico-diplomatiche: i trattati del tempo impediscono il passaggio sugli Stretti del Bosforo e dei Dardanelli ad un numero di aerei superiore a quello degli stati confinanti, e, disponendone allora la Russia solo di 21(!), lo stormo italiano composto da ben 35, è costretto a dividersi, sorvolando solo una parte della formazione il Mar Nero ed il resto degli aerei il continente…

 

 

 

 

 

 

 

A sinistra, l’edizione della Domenica del Corriere dedicata alla Crociera del Mediterraneo Orientale, mostra gli S 55 mentre lasciano Odessa, e, a destra, una foto aerea che mostra gli S 55 mentre attraversano in formazione il cielo di Instambul durante la Crociera del Mediterraneo Orientale.

 

Nulla di strano quindi se è proprio in Russia che si raggiunge il vero, grande successo commerciale, uno dei risultati più ambiti: è un vero trionfo per l’industria aeronautica italiana e l’URSS, entusiasta degli S 55, ne acquista 30 esemplari oltre al diritto di costruzione su licenza.

 

Alcuni degli S 55 sovietici verranno impiegati nell’ultimo Conflitto Mondiale e si dice che uno fosse in uso ancora nel 1983, a conferma della riuscita formula dell’aereo!

 

Anche il fine propagandistico viene raggiunto oltre ogni aspettativa: l’accoglienza è grandiosa in ognuna delle città toccate e nelle tappe di ritorno le squadriglie italiane vengono alternativamente affiancate da scorte d’onore prima russe, rumene e infine turche.

 

Infine il 19 giugno lo spettacolare rientro a Orbetello.

 

 

 

 

 

 

 

 

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Già il 21 giugno ai complimenti del Duce si aggiungono quelli del Re – anche in questo caso pieno successo.

 

Il “balbismo”, ormai sanzionato anche da Vittorio Emanuele III, si è completamente affermato: Francesco De Pinedo si dimette e Mussolini ne è ben contento, perché lo ritiene incapace di comprendere e riluttante a soddisfare le “necessità” del Regime.

 

 

 

 

 

 

 

 

Italo Balbo e Francesco De Pinedo nel 1929, ormai prossimi alla definitiva rottura totale.

 

Il 15 luglio 1929 Balbo parte dall’Idroscalo di Ostia con un co-pilota d’eccezione – un più che soddisfatto Capo del Governo Fascista, Benito Mussolini.

 

Insieme raggiungono Orbetello per una visita ufficiale ai piloti della Base aerea, dove da neppure un mese si è conclusa l’ultima Crociera.

 

L’anno successivo nascerà, proprio ad Orbetello, la “Scuola di Navigazione Aerea d’Alto Mare” (NADAM), presupposto per la  preparazione alle nuove imprese (già politicamente decise) e preludio alle Grandi Crociere che porteranno le ali italiane oltre Atlantico e oltre.

 

 

 

 

 

 

 

 

Benito Mussolini all’Idroscalo di Ostia prima di partire con Balbo per Orbetello.

 

Ormai sicuro della fedeltà delle Forze Armate, il Duce decide di disfarsi della titolarità dei Ministeri Militari e il 12 settembre 1929 nomina Italo Balbo Ministro dell’Aeronautica, il ministro più giovane d’Europa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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1930 – Italo Balbo, Prima Crociera Atlantica in formazione o Crociera Sud-Atlantica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Constatate l’efficacia politica e commerciale delle precedenti Crociere, tra le altre quelle del Mediterranneo Orientale e Occidentale, si decide di proseguire con nuove, sempre più ardite e spettacolari repliche delle Crociere di massa dell’Aviazione Italiana negli anni Trenta: il prossimo obiettivo è l’Atlantico del Sud ed il Brasile.

 

Nel 1930 ad Orbetello viene fondata la Scuola di Navigazione Aerea d’Alto Mare,  per addestrare gli equipaggi alle Crociere di gruppo sull’Atlantico.

 

L’aereo scelto è l’ormai noto S 55 bimotore idrovolante monoplano con doppia deriva: durante il 1930 vengono compiute svariate prove di navigazione, sia in gruppo che in vera formazione fino alle coste spagnole e nordafricane, di giorno e di notte.

 

 

Uno dei manifesti della Prima Crociera Aerea Transatlantica completo della rotta seguita da Balbo, una rarità, qui pienamente distinguibile.

 

A novembre dello stesso anno le tappe della nuova Crociera sono così definite:


-
Orbetello-Los Alcasares 1.200 km,

- Los Alcasares-Kenitra (Marocco Francese) 700 km,

- Kenitra-Villa Cisneros (Rio de Oro) 1.600 km,
-
Villa Cisneros-Bolama (Guinea Francese) 1.500 km,

- Bolama-Natal (Brasile) 3.000 km,
-
Natal-Bahia 1000 km,
-
Bahia-Rio de Janeiro 1.400 km.

 

Proprio ad Orbetello nasce nel 1930 la Scuola di Navigazione Aerea d’Alto Mare, al comando del Maggiore Ulisse Longo, che da inizio ai preparativi per la prima trasvolata dell’Atlantico in formazione, dall’Italia al Brasile, con uno stormo di idrovolanti.

 

Nei 32 tentativi di voli oceanici fino ad ora tentati al mondo, sono già 22 i piloti morti…

 

Dopo una capillare organizzazione – che vede Balbo ed i migliori piloti disponibili prepararsi con scientifica meticolosità, sottoponendosi ad un intenso addestramento, tra l’altro al volo cieco e alle comunicazioni radio – il 17 dicembre 1930 14 idrovolanti S 55A, adattati per il volo oceanico, decollano da Orbetello.

 

 

 

 

 

 

 

 

Un orgoglioso, soddisfatto e sorridente Italo Balbo.

 

Il 15 gennaio 1931, appoggiati da 5 cacciatorpediniere, superati seri problemi di motori, percorsi i 10.350 chilometri della rotta Cartagene, Kenitra, Villa Cisneros e Bolama, Oceano Atlantico (dall’Africa all’America del Sud) e Porto Natal a Bathia, dopo 61 ore e mezzo di volo, 11 dei 14 idrovolanti partiti riescono a concludere la crociera a Rio de Janeiro, sollevando l’entusiasmo di tutto il mondo e aprendo di fatto la strada alle linee aeree regolari tra i continenti.

 

 

Il fronte-retro della medaglia commemorativa della Crociera Atlantica Italia-Brasile, di proprietà dell’allora ventunenne Franco Russo, uno dei cimeli orgogliosamente e gelosamente custoditi per il resto della sua vita: anche questa evidentemente rara medaglia è stata donata al Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle, Roma, su richiesta del suo Direttore, ad arricchire i cimeli della Crociera Sud-Atlantica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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1932 – Italo Balbo, pianificata Crociera Mondiale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di ritorno in patria, un Balbo che non conosce più ostacoli, infaticabile entusiasta inebriato dal successo, lancia e mette allo studio l’idea di un intero giro del mondo, da effettuare in formazione nel 1932, degna celebrazione del Decennale della Marcia su Roma.

 

 

Da sinistra Italo Balbo con il Generale Aldo Pellegrini ed il Tenente Colonnello Ulisse Longo, rispettivamente suo Capo e Sottocapo di Stato Maggiore.

 

L’ambiziosissimo piano non raggiunge però neppure la fase progettuale, fatalmente contrastato dalla Guerra Cino-Giapponese, che rende inaccessibili gli spazi aerei estremo-orientali, e dalle conseguenze della catastrofale recessione americana, che colpiscono l’economia mondiale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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1933 – Italo Balbo, Seconda Crociera Atlantica in formazione o Nord-Atlantica, detta “del Decennale”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma il successo della precedente impresa ed il prestigio internazionale derivatone alla Regia Aeronautica, spingono comunque il Regime a ripetersi in un analogo progetto: la storica, avvincente impresa viene seguita attentamente in Italia e nel mondo da milioni e milioni di persone, passando alla storia anche come uno dei più grandi eventi mediatici dei primi anni Trenta.

 

Mancata la “Crociera delle Crociere”, Balbo ridimensiona l’impresa ad un più “modesto” raid Orbetello-Chicago-New York-Ostia – a celebrare invece un altro Decennale, quello dell’ Aeronautica come arma autonoma: 1923-1933.

 

La trasvolata del Nord-Atlantico fino agli Stati Uniti si fa opportunamente coincidere con l’Esposizione Internazionale di Chicago “Century of Progress” e l’inaugurazione del Monumento a Cristoforo Colombo.

 

 

Il fronte-retro della medaglia commemorativa del “I° Decennale della Fondazione della R. Aeronautica Italiana – 28 Marzo A I° [dell’Era Fascista = 1923] – 28 Marzo A. XI° [= 1933]”: anche questa medaglia fa parte della donazione della Famiglia Russo al Museo Storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle, Roma.

 

All’interno della Regia Aeronautica si cercano volontari fra i migliori piloti, non solo di idrovolanti, ma anche di velivoli terrestri.

 

Il fine è palesemente propagandistico – una grande impresa aviatoria che accresca il prestigio mondiale del Regime a livello organizzativo, tecnologico e militare: gli “Atlantici” vengono ripresi dai cineoperatori dell’Istituto Luce lungo tutto il percorso di oltre 10.000 chilometri, tappa per tappa, iniziando dalla base di Orbetello già 20 giorni prima della partenza, quando ancora fervono ogni sorta di preparativi.

 

   

 

Da sinistra a destra, il Comandante della Squadra Aerea, S.E. Italo Balbo, il Comandante di Stato Maggiore, Generale Aldo Pellegrini, ed il Sotto Capo di Stato Maggiore, Tenente Colonnello Ulisse Longo.

 

Su precise specifiche di Balbo, la SIAI fornisce una speciale versione dell’S 55, il 55 X (leggi “decimo”), con migliorate prestazioni rspetto al modello TA: velocità di crociera 240 km/h contro i 170 precedenti, autonomia di 4000 km rispetto ai 3500, tangenza di 5.000 m dai 3.800 e nuovi motori da 800 hp (poi ancora potenziati fino a 930 hp)!

 

 

 

 

La "Centuria Alata" di Balbo nella foto ricordo poco prima della partenza da Orbetello nella memorabile estate del 1933.

 

 

Una magnifica foto aerea degli S 55 pronti per l’inverosimile impresa all’Idroscalo di Orbetello.

 

 

 

Il 1° luglio 1933, sotto il comando del Generale Italo Balbo, 25 idrovolanti Savoia Marchetti S 55X decollano da Orbetello in formazione serrata per raggiungere gli Sati Uniti compiendo la Seconda Trasvolata Atlantica.

 

Le Alpi, Amsterdam, Mare del Nord, l’Islanda, il Canada: finalmente il 15 luglio 24 velivoli ammarano a Chicago per poi proseguire fino a New York.

 

 

Le rotte nord (di andata) e sud (di ritorno) degli “Atlantici” nel 1933.

Rotta nord: Orbetello-Amsterdam (Paesi Bassi)-Culmore Point/Londonderry (Irlanda del Nord)-

Reykjavik (Islanda)-Cartwright/Labrador (Canada)-Shediac-Montreal-Chicago (USA)

Rotta sud: Chicago-New York-Shediac (Canada)-Shoal Harbour-Baia di Horta e Ponta Delgada (Isole Azzorre)-Lisbona (Portogallo)-Roma.

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Lungo la rotta l’appoggio massiccio di 6 baleniere, 2 vedette, 2 sommergibili e 3 stazioni meteorologiche, allestite ad hoc in Groenlandia per fornire via radio i necessari bollettini.

 

Si raggiunge l’Islanda, il Canada, infine Chicago e, successivamente, New York.

 

Sulla via del ritorno gli aerei sono costretti ad una lunga sosta a Shoal Harbour prima della trasvolata oceanica a causa delle pessime condizioni atmosferiche: per il rientro si decide una rotta alternativa via le Azzorre e il Portogallo, invece di quella attraverso l’Irlanda.

 

La Seconda Squadra Atlantica soffre purtroppo due incidenti mortali, uno all’andata ed uno al ritorno: all’ammaraggio ad Amsterdam, dopo la prima tappa, l’S 55 “I-DINI”  si rovescia e perde la vita il Motorista Ugo Quintavalle, e alle Isole Azzorre, al decollo per Lisbona, l’“I-RANI” capotta provocando la morte del Tenente Squaglia.

 

 

Le posizioni in volo della formazione degli S 55 durante la Crociera del Decennale: in alto a sinistra i tre idrovolanti dello Stato Maggiore con al centro l’aereo di Balbo – “I-BALB”.

 

Le Autorità statunitensi, gli Italiani d’America e gli Americani stessi riservano a Balbo un vero trionfo: il Presidente Roosevelt lo riceve alla Casa Bianca, a Chicago gli viene dedicata una strada, riceve addirittura la nomina a Capo Sioux…

 

Il 21 luglio 1933, in un clima di incredibile entusiasmo, a Italo Balbo e ai suoi piloti viene riservato il trionfo della sfilata a Broadway: su auto scoperte i trasvolatori vengono letteralmente sommersi dal delirio della folla e da milioni di coriandoli e strisce di carta.

 

L’impatto sugli americani dell’impresa di Balbo e degli aviatori italiani è tale, che ancora oggi per indicare una grande formazione di aerei nelle lingue anglosassoni si usa il termine "Balbo".

 

Balbo entra nella leggenda!

 

 

Il Generale Italo Balbo ed i suoi “Atlantici” letteralmente avvolti dall’incontenibile e caloroso tributo degli Americani.

 

La spedizione fa ritorno a Roma il 12 Agosto 1933 con 23 dei 25 aerei decollati da Orbetello e Mussolini, pur seriamente preoccupato dall’enorme enorme popolarità acquisita da Balbo, lo insignisce del titolo di Maresciallo dell’Aria e lo venne accolto trionfalmente da Mussolini, che lo festeggia di nuovo insieme ai suoi aviatori nel cuore della Roma antica dedicando loro un trionfo questa volta da vero Impero Romano, facendoli marciare come legionari vittoriosi attraverso l’Arco di Costantino.

 

 

 

 

 

L'aquila dei piloti rispettivamente, a sinistra, della Prima Crociera Atlantica e, a destra, della Seconda, entrambi con la “A” degli “Atlantici” in smalto blù – ma nel 1931, a sinistra, sormontata dalla Corona Savoia, mentre nel 1933, a destra, con le iniziali “I–B ” del Generale: piccolo ma significativo segno di un nascente culto della persona di Balbo?

 

La Crociera del Decennale è l’apice dell’epopea delle grandi crociere di massa, ma ne segna anche la fine.

 

Così come l’apice del successo aviatorio di Italo Balbo segna di fatto l’inizio della fine del suo potere politico: pochi mesi dopo il Duce “innalzerà” l’eroe alla carica di Governatore della Libia, allontanando così abilmente il suo – vero o presunto – più pericoloso concorrente dalla scena politica italiana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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