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La Tuscia Romana

I musei del territorio

Vigna di Valle – Culla dell’Aviazione Italiana, luogo di memoria

Il materiale originale ed alcune immagini in queste pagine sono © o di proprietà di Luciano Russo: la Redazione ringrazia l'autore / il proprietario per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vigna di Valle Approfondimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  In questa pagina 

L'Era Balbiana e gli "anni d’oro" della Regia

La fine di un'epoca

I misteri di quel 28 giugno

Italo Balbo

Fascista convinto dalla prima ora

Questa cometa lascerà una lunga scia

Il "balbismo" e le sue conseguenze per l’Aviazione Italiana

Un fenomeno fortemente voluto

Effetti indesiderati più che prevedibili

 

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L'Era Balbiana e gli "anni d’oro" della Regia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La fine di un'epoca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Stato Maggiore della RAF, Medio Oriente, Cairo

30 giugno 1940

 

All’Ufficiale Aeronautico Comandante in Capo dell’Aviazione Militare Italiana in Libia.

 

Le Forze Aeree Britanniche esprimono il loro sincero cordoglio per la morte del Maresciallo Balbo – un grande comandante e aviatore valoroso, da me personalmente conosciuto, che il destino ha voluto fosse dell’opposto campo [in questo conflitto].

 

[Firmato] Arthur Longmore, Comandante in Capo di tutte le Forze Aeree Inglesi del Medio Oriente.”

 

 

Sopra, la lettera intera da cui è citato il testo, in dettaglio, sotto.

 

Il Generale Francesco Pricolo nel suo libro “La Regia Aeronautica 1939-1941” racconta:

 

"...Pochi giorni dopo la morte di Balbo, il Maresciallo Longmore, Comandante in Capo di tutte le forze aeree inglesi del Medio Oriente, fece lanciare da un aereo, sull’aeroporto di El Aden (Tobruk), un messaggio, a sua firma, di cordoglio e di ammirazione per il valoroso comandante delle Crociere Atlantiche.

Il messaggio era contenuto in una scatola di latta legata da nastri tricolori.

Il comandante della 5ª Squadra, Generale Porro, il giorno dopo fece lanciare un messaggio di ringraziamento.

A sua volta Göring mi telefonò da Berlino per pregarmi vivamente di fargli avere un qualsiasi relitto dell’aereo di Balbo.

Gli feci spedire il volante, contorto e bruciacchiato del posto di pilotaggio del nostro valoroso Maresciallo.

Nessun capo militare italiano ha avuto tante testimonianze di stima."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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I misteri di quel 28 giugno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Erroneamente” abbattuto dalla contraerea amica dell’Incrociatore Corazzato San Giorgio, a difesa del porto di Tobruk.

 

Le circostanze del tragico incidente, mai del tutto chiarite, danno ancora oggi vita a teorie di un complotto ed ordini dall’alto di abbattere l’aereo di Balbo, neppure queste però mai completamente documentate.

 

 

Il San Giorgio proprio nel porto di Tobruk all’epoca del tragico incidente.

 

Resta però apertamente dichiarato il dissociarsi di Balbo da una serie di fatali decisioni prese dal Regime Fascista – contro le Leggi Razziali, contro il “Patto d’acciaio” stretto con Hitler, contro l’entrata nella 2ª Guerra Mondiale.

 

 

La contraerea, tricerata dietro sacchetti di sabbia, sul ponte della San Giorgio, da una foto scattata prima che si autoaffondasse, il 21 gennaio 1941, all’occupazione di Tobruk da parte dell’8ª Armata Britannica.

 

Storica la strumentalizzazione della forte personalità e delle carismatiche qualità di Balbo a fini politici, almeno fintanto che il Regime ne può trarre vantaggio.

 

La sua morte contribuisce ulteriormente ad alimentarne la leggenda.

 

 

Quel che resta del velivolo di Balbo il 28 giugno 1940.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Italo Balbo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il nome di Balbo è, nel bene e nel male, indissolubilmente legato alla storia dell’Aeronautica Militare Italiana.

 

Sotto il suo comando, grazie alle famose Trasvolate Atlantiche ed i record conquistati dai suoi piloti, l’Italia ottiene stima da paesi amici e non e viene elevata a “potenza dell’aria”, una reputazione più basata su coraggiose e spettacolari imprese di pochi che una effettiva capacità bellica dell’Arma, come verrà dimostrato in tutta la sua tragicità nel corso della Seconda Guerra Mondiale.

 

 

Italo Balbo in uno dei ritratti ufficiali, all’apice della sua carriera politica, militare e aeronautica.

 

Giornalista, laureato in scienze sociali con una tesi su Mazzini, repubblicano e fervente nazionalista, si iscrive giovanissimo alla loggia massonica “Girolamo Savonarola”.

 

Capitano degli Alpini, partecipa alla Grande Guerra guadagnando due medaglie al valore, una d’argento ed una di bronzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Fascista convinto dalla prima ora

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Esponente del Fascismo agrario ferrarese, organizzatore di Squadre d’Azione Fasciste, Alto Gerarca del Fascismo, Balbo è una delle figure di spicco della dirigenza fascista dei primi anni Venti.

 

Nel 1922 è uno dei maggiori responsabili della Marcia su Roma, cui partecipa in qualità di Quadrunviro della Rivoluzione”.

 

 

 

A sinistra, Balbo giovanissimo rivoluzionario, a destra al fianco di Mussolini in occasione della Marcia su Roma del 1922.

 

Nel 1923, a soli 27 anni, è Comandante Generale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, che ha contribuito a fondare: un contenitore istituzionale e moderato sì per dare struttura alle Squadre d’Azione Fasciste, ma incanalandone l’incontrollabile spinta rivoluzionaria – violenta e anarcoide – dei protagonisti della prima ora, fino a renderla di fatto politicamente innocua.

 

Nel 1925, due anni dopo, si rende meritevole della nomina a Sottosegretario all’Economia Nazionale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Questa cometa lascerà una lunga scia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La fulminante carriera di Italo Balbo come aviatore inizia nel 1926:

 

- nel novembre 1926 viene nominato Sottosegretario per l’Aeronautica;

- il 23 giugno 1927 consegue il brevetto di  pilota;

- l’anno dopo, nel 1928, è già Generale di Squadra Aerea;

- 12 settembre 1929 diventa Ministro dell’Aeronautica;

- nel 1931 riceve la Medaglia d’Oro al Valore Aeronautico;

- nel 1933 viene promosso Maresciallo dell’Aria.

 

Dal conseguimento del brevetto di pilota alla nomina a Maresciallo dell’Aria passano appena sei anni

 

 

 

Sorridente: a sinistra, spavaldo pilota e, a destra,  radioso generale, solo un po’ ingrassato.

 

La nomina di Balbo a Governatore della Libia nel novembre 1933, con insediamento nel 1934, sancisce la fine del suo diretto comando dell’Arma Azzurra, anche se ne rimarrà la massima figura di riferimento per anni a venire.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Balbo, in uniforme coloniale, anche se non contentissimo della sua nomina a Governatore della Libia, lo farà in modo eccellente, creando nell’allora Colonia moderne infrastrutture e dando vita ad un ampio programma di opere pubbliche, anche grazie alle maestranze fatte venire dall’Italia.

 

Muore abbattuto da fuoco amico nei cieli di Tobruk il 28 giugno 1940.

 

Nel dicembre 1972 la sua salma, già traslata dalla Libia al Sacrario d’Oltremare di Bari, viene trasferita al Sacrario degli Atlantici a Orbetello.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il “balbismo” e le sue conseguenze per l’Aviazione Italiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel breve, frenetico periodo di 5 anni, tra il 1928 ed il 1933, Balbo si fa protagonista di una serie di imprese aeree spettacolari.

 

 

Italo Balbo, in tuta da pilota, con l’amico-collega, collaboratore-rivale Francesco De Pinedo nel 1929..

 

Diventa un pilota tra i più famosi, ammirati e rispettati al mondo, viene decorato di Medaglia d’Oro al Valore Aeronautico, guadagna la nomina a Generale di Squadra Aerea, Ministro per l’Aeronautica, Maresciallo dell’Aria, un titolo questo addirittura creato ad hoc per lui: eppure finisce abbattuto a Tobruk, in un inverosimile incidente, sotto i colpi della propria contraerea…

 

Apertamente tesi i rapporti con Mussolini – troppo attivo, ambizioso, dinamico e intelligente per non gettare ombra sulla figura del Duce: nominarlo Governatore della Libia è solo un modo “onorevole” di allontanarlo dai centri del vero potere, colpevole di una crescente popolarità, ormai ritenuta pericolosamente eccessiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Un fenomeno fortemente voluto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Perché la figura di Balbo dà vita ad un vero fenomeno – il “balbismo”, dapprima voluto ed alimentato dal Regime, sicuramente strumentalizzato a fini propagandistici per raccogliere larghi consensi in Italia e all’estero, ma poi temuto e, troppo tardi, combattuto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di fronte al nascente astro di Balbo, Mussolini cerca invano di profilarsi come “Dominatore dei Cieli”.

 

Il “balbismo” influisce e, in alcuni aspetti, determina, non sempre positivamente, la storia sia dell’Aeronautica Militare che dell’Aviazione Italiana, sia quando l’Arma è sotto il suo diretto comando, che dopo che questo potere gli viene tolto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Effetti indesiderati più che prevedibili

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Di Balbo non sono solo le imprese aeree ad essere spettacolari, ma la carriera lampo fino ai più alti vertici dell’Aeronautica, quella incontenibile popolarità e gli onori senza precedenti che gli vengono tributati all’estero.

 

Tutto questo però in stridente contrasto con il grado di grave impreparazione dell’Arma da lui comandata, messo drammaticamente a nudo dai successivi eventi bellici.

 

 

Italo Balbo con Umberto Maddalena a Orbetello nel dicembre del 1930.

 

Biplani obsoleti, lenti, inadeguati negli armamenti, a cabina aperta, privi di qualsiasi difesa passiva, senza radio a bordo, quando altre nazioni già producono monoplani, li dotano di motori lineari e carrello retrattile per farli più veloci, li muniscono di abitacolo chiuso per portarli a quote operative decisamente superiori, ne raddoppiano la capacità di fuoco…

 

Di fatto è l’Industria Aeronautica ad imporre i suoi modesti standard al committente: la sua capacità produttiva a regime è 1/6 di quella del Regno Unito e dell’alleata Germania, per di più i suoi velivoli non raggiungono mai prestazioni competitive.

 

Anche dopo la Guerra di Spagna, “prova generale” della Seconda Guerra Mondiale, l’Aeronautica persiste nell’interpretazione eroica del suo ruolo, con clamorose prestazioni agonistiche che, non solo non ne migliorano gli standard, ma sottraggono vitali risorse umane ed economiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Duce posa con Franco durante una visita del “Generalissimo”.

 

Di fatto la bravura ed il coraggio degli uomini è l’arma più valida con cui l’Italia affronta la schiacciante superiorità della macchina bellica nemica, non solo nell’aria: purtroppo il fenomeno “balbismo” non riguarda solo un’Arma, ma caratterizza l’intera Nazione Fascista.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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