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La Tuscia Romana

I musei del territorio

Il Museo Territoriale del Lavoro e dell'Industria della Tuscia Romana

Il materiale originale in questa pagina è © Sandro Becchetti e Parco Regionale di Bracciano e Martignano: la Redazione ringrazia l'autore e l'Ente per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

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"Tenutelle Vendonsi" di Sandro Becchetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  In questa pagina 

"Volti e paesaggi del territorio braccianese degli anni Settanta"

Indice delle fotografie

"Bracciano - 1978"

"Quadroni, frazione di Manziana - 1970"

"Rota, Frazione di Tolfa - 1973"

"Località Quarto del Cannone, Bracciano - 1970"

"Località Quarto di S. Lucia, Bracciano - 1970"

"Località Vigna Grande, Bracciano - 1974"

"Capanna di tagliatori a Vigna Grande, Bracciano - 1974"

"Macchia del Comune, Bracciano - 1970"

"Università Agraria, Bracciano - 1973"

"Castel Giuliano, Frazione di Bracciano - 1973"

"Tolfa - 1975"

"Quarto di Grotte Civitella, Bracciano - 1970"

"Strada di Palidoro, Bracciano - 1976"

"Oriolo Romano - 1973"

"Torara della Macchia del Comune, Bracciano - anni '70"

"Colonia Rubini - Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1975"

"Colonia Rubini - Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1975"

"Località 'Cava di Cecchi' - Strada per Cerveteri - 1971"

"Quarto della Pitichetta, Bracciano - 1971"

"Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1973"

"Località Monte La Rota, Bracciano - 1974"

"Colonia Rubini - Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1975"

"Colonia Rubini - Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1975"

"Veiano - 1977"

"Colonia Rubini - Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1975"

"Rota, Frazione di Tolfa - 1976"

"Castel Giuliano, Frazione di Bracciano - Anni '70"

"Ceri - Anni '70"

"Località Monte Franco, Bracciano - 1975"

"Manziana - 1973"

"Manziana - 1973"

"Località Vicarello, Bracciano - Anni '70"

"Rota, Frazione di Tolfa - 1976"

"Località Sambuco, Bracciano - Anni '70"

"Colonia Pierangelini - Strada di Castel Giuliano, Bracciano - Anni '70"

"Rota, Frazione di Tolfa - 1976"

"Località Vicarello, Bracciano - Anni '70"

"CastelGiuliano, Frazione di Bracciano - Anni '70"

"Bracciano - 1972"

"Rota, Frazione di Tolfa - 1976"

"Rota, Frazione di Tolfa - 1976"

"Pisciarelli, Frazione di Bracciano - 1974"

"Località Sambuco, Bracciano - Anni '70"

"La Callara, Manziana - 1978"

"Quarto dei Militari, Bracciano - 1974"

"Cava Aurelia, Allumiere - Anni '70"

"Quarto del Cannone, Bracciano - 1976"

"Colonia Tabellini - Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1974"

"Località Baccalà Monte la Puglia, Bracciano - 1976"

"Località Baccalà Monte la Puglia, Bracciano - 1976"

"Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1973"

"Quarto dei Militari, Bracciano - Anni '70"

"Quarto dei Militari, Bracciano - Anni '70"

"Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1975"

"Caprarola - Anni '70"

"Le Cartiere, Bracciano - 1974"

"Tragliata, Frazione di Fiumicino - 1976"

"Bracciano - 1973"

"Università Agraria, Bracciano - Anni '70"

"Bracciano - 1972"

"Carnevale a Bracciano - 1970"

"Carnevale a Bracciano - 1970"

"Festa del SS. Salvatore, Bracciano - 1979"

"Banda di Monterotondo alla Fiera del 1° Maggio a Bracciano - Anni '70"

"Campo della Fiera di Bracciano - Anni '70"

"Castel Giuliano, Bracciano - Anni '70"

"Quarto dei Militari, Bracciano - Anni '70"

"Quarto dei Militari, Bracciano - Anni '70"

"Pisciarelli, Frazione di Bracciano - Anni '70"

"Lago di Bracciano - 1982"

"Località Fontelupo, Lago di Bracciano - 1973"

"Anguillara - 1974"

"Tolfa - 1976"

"Monterano - 1979"

"Tuscania - 1971"

"Bracciano - Anni '70"

"Località Vicarello, Bracciano - 1977"

"Ceri - 1978"

"Bracciano- Anni '70"

"Tolfa - 1976"

L'indagine di Sandro Becchetti sulla campagna romana

 

  Approfondimento 

La "Via delle Acque"

L'acquedotto industriale del Ducato di Bracciano

Attività produttive a Bracciano nel XVIII secolo

Progetti

 

  Pagine correlate 

Pagina di origine

Verso un museo del lavoro e dell'industria

Il museo virtuale

Il museo diffuso

Passo dopo passo - Il "Piccolo Museo"

Giuseppe Rossi - Pioniere, aviatore, imprenditore

 

Sandro Becchetti – Una presentazione

 

 

 

 

 

CROATIA RELAX - Appartamenti al mare in Istria e Dalmazia

 

EFFEDÌ - Promozioni aziendali e PTO

 

 

"Volti e paesaggi del territorio braccianese degli anni Settanta"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1935 - anno della mia nascita - Roma non arrivava al milione di abitanti, in maggioranza discendenti dagli ex sudditi del vecchio Stato Pontificio, scomparso definitivamente nel 1870.
La mia famiglia era di Bracciano, un paese a 40 chilometri da Roma, dominato dal castello dei principi Odescalchi e dalla chiesa di Santo Stefano.

Come la quasi totalità dei compaesani, i miei erano di origine umbro-marchigiana, quelle stesse genti della montagna appenninica che per secoli scesero nella campagna di Roma per lavorare stagionalmente nei grandi latifondi aristocratici ed ecclesiastici.
La campagna romana, per almeno due secoli fonte di ispirazione letteraria e pittorica per illustri artisti e ricchi rampolli del Nord Europa impegnati nel Grand Tour, era, nella realtà, una terra deserta e desolata, nella quale alle solenni rovine dell'antichità poggiavano squallidi villaggi di capanne, abitate non già da Veneri dormienti, ma da branchi di contadini malvestiti, malnutriti, devastati dalla malaria e dalla più totale ignoranza.

La cultura materiale di questa terra era omogenea a quella della Maremma, termine con cui si è indicata, da sempre, la vasta area tirrenica compresa fra il promontorio del Circeo, nel Sud del Lazio, e il fiume Ombrone, a Nord, in Toscana.

Per quanto riguarda il Lazio, dalla "donazione di Sutri", concessa a suo tempo dai Longobardi di Spoleto al Papa, esso era divenuto parte del Regno dello Stato Pontificio, che aveva la caratteristica straordinaria di essere il regno del rappresentante in terra di Dio.
Come nulla poteva mutare nella religione cattolica apostolica romana, cosi nulla mutò nella gestione del potere fino alla sua scomparsa.

Le grandi famiglie aristocratiche possedevano tutta la terra direttamente o indirettamente attraverso i Papi che, ciclicamente, provenivano dai loro casati.

Elemento comune alla Maremma laziale e toscana, al di là delle differenti vicende e dei confini storici, è stato l'abbandono, ovvero: impiego minimo di capitali per l'infimo costo della manodopera, struttura economicamente autosufficiente dei grandi latifondi, dove la coltivazione estensiva dei frumenti, l'allevamento del bestiame vaccino ed equino brado, la pastorizia, il taglio dei boschi e l'industria primitiva del carbone di legna, fruttavano quelle rendite che assicuravano ai proprietari delle tenute ingenti somme, destinate spesso alla elevazione di chiese, monumenti e palazzi nella Dominante.
Dominante: così era indicata Roma negli atti pubblici.

La fine dello Stato Pontificio portò inevitabilmente dei profondi cambiamenti.
Tra la prima e la seconda guerra mondiale, parte delle terre vennero concesse alle famiglie contadine, che migliorarono la propria condizione, ma che furono totalmente incapaci di mutare e il tipo di gestione economica e, soprattutto, la loro mentalità.
Poi, negli anni '60-'70, con il boom economico e lo spopolamento delle campagne per i fenomeni di urbanizzazione, questo mondo scomparve.

Negli anni '60 iniziai la mia attività di fotografo a Roma.
Ero il primo della mia famiglia ad aver studiato e sentivo che qualcosa dovevo a coloro che mi avevano consentito di uscire da un "panorama" in cui il tramonto di una sera non rappresentava la bellezza del creato, ma la fine momentanea di una maledizione che sarebbe ricominciata il giorno dopo.

Dal 1970, per molti anni, ogni volta che mi è stato possibile, ho registrato in migliaia di fotogrammi, la lenta, inesorabile fine di questo mondo: anche una piccola parte di quelle foto, a mio parere, è sufficiente a testimoniare di un modo di vivere che, per molti, fu "il bel tempo andato".

Il bel tempo andato: quasi tutte le persone ritratte sono scomparse.
E con le persone sono scomparsi il lavoro, le case, è scomparsa la lingua, sono scomparsi gli animali, le feste e persino i panorami sono scomparsi.
Praticamente nessuno è rimasto sulla terra e Bracciano - il mio paese - è oramai una delle tante periferie che circondano la "città eterna".

Sandro Becchetti

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Bracciano - 1978"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Quadroni, Frazione di Manziana - 1970"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Paolaccio"

Nessuno si era interessato alla sua vita.
Entrò in casa e ne uscì con due foto.
Le uniche della sua giovinezza.
Mostrandomele, mi guardò fissamente con gli occhi pieni di lacrime.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Rota, Frazione di Tolfa - 1973"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Località Quarto del Cannone, Bracciano - 1970"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Località Quarto di S. Lucia, Bracciano - 1970"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Località Vigna Grande, Bracciano - 1974"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Muli con basto

Umili, pazienti e forti.
I muli dei tagliatori cappadociani andavano alla fatica quotidiana.
Per inciso, in Oriente, il mulo bianco era la cavalcatura del re.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Capanna di tagliatori a Vigna Grande, Bracciano - 1974"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Macchia del Comune, Bracciano - 1970"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Università Agraria, Bracciano - 1973"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Castel Giuliano, Frazione di Bracciano - 1973"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Tolfa - 1975"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Quarto di Grotte Civitella, Bracciano - 1970"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Strada di Palidoro, Bracciano - 1976"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Oriolo Romano - 1973"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Torara della Macchia del Comune, Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Buoi al quarto dell'Agraria

Un fischio e nell'aria gelida i tori dell'Agraria si sollevarono pesantemente per andare al fieno.
Solenni e nobili come monumenti della natura.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Colonia Rubini - Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1975"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Colonia Rubini - Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1975"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Località 'Cava di Cecchi' - Strada per Cerveteri - 1971"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Quarto della Pitichetta, Bracciano - 1971"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1973"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Località Monte La Rota, Bracciano - 1974"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Colonia Rubini - Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1975"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Testa di pecora

Questa fu l'ultima pecora della carosa di quell'anno.
Nel suo sguardo intravidi una sorte di metafora della condizione umana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Colonia Rubini - Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1975"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Veiano - 1977"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Colonia Rubini - Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1975"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Rota, Frazione di Tolfa - 1976"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Castel Giuliano, Frazione di Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Ceri - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Località Monte Franco, Bracciano - 1975"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Manziana - 1973"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Manziana - 1973"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Località Vicarello, Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Rota, Frazione di Tolfa - 1976"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Località Sambuco, Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Colonia Pierangelini - Strada di Castel Giuliano, Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Rota, Frazione di Tolfa - 1976"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Località Vicarello, Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Castel Giuliano, Frazione di Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Bracciano - 1972"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Rota, Frazione di Tolfa - 1976"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Rota, Frazione di Tolfa - 1976"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Pisciarelli, Frazione di Bracciano - 1974"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Località Sambuco, Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"La Callara, Manziana - 1978"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Quarto dei Militari, Bracciano - 1974"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Cava Aurelia, Allumiere - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Quarto del Cannone, Bracciano - 1976"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Colonia Tabellini - Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1974"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Località Baccalà Monte la Puglia, Bracciano - 1976"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Località Baccalà Monte la Puglia, Bracciano - 1976"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1973"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pino Pierangelini e Moretti su vespino con cavallo a "capezza"
Il cielo di nuvole nere, il vento che fischiava un'unica nota feroce.
Il paesaggio deserto si ampliò ingluttendo il ronzio del motore e il clap clap degli zoccoli sull'asfalto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Quarto dei Militari, Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Quarto dei Militari, Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Strada di Castel Giuliano, Bracciano - 1975"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Soldati in fila indiana al Quarto di Santa Lucia
Andavano sul Quarto a lezione di tiro.
Cantavano senza convinzione accompagnati dal frinire delle cicale nascoste nel grano.
Dopo 6 mesi di naja, ne rimanevano 12  al treno per casa. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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All'inizio di pagina

 

 

 

"Caprarola - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Le Cartiere, Bracciano - 1974"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Tragliata, Frazione di Fiumicino - 1976"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Bracciano - 1973"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Università Agraria, Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Bracciano - 1972"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Carnevale a Bracciano - 1970"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Carnevale a Bracciano - 1970"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Festa del SS. Salvatore, Bracciano - 1979"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Banda di Monterotondo alla Fiera del 1° Maggio a Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Campo della Fiera di Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Castel Giuliano, Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Quarto dei Militari, Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Quarto dei Militari, Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Pisciarelli, Frazione di Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Lago di Bracciano - 1982"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Località Fontelupo, Lago di Bracciano - 1973"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Due bambini ( i figli di Sandro Becchetti) sulla spiaggia del lago alla "Lobbra"

Un giorno d'estate.
Nel silenzio assoluto, al riparo di un canneto, due bambini si trasmettevano un segreto meraviglioso.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Anguillara - 1974"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Tolfa - 1976"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Monterano - 1979"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Tuscania - 1971"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Bracciano - Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Località Vicarello, Bracciano - 1977"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Ceri - 1978"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Bracciano- Anni '70"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Tolfa - 1976"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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L'indagine di Sandro Becchetti sulla campagna romana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sandro Becchetti con le sue fotografie, scelte ora a trent'anni di distanza dalla realizzazione, offre un'accurata sintesi di una particolare campagna romana.
Sintesi possibile a Becchetti che questo mondo buttero conosce, in cui e nato, cresciuto, di cui ha sentito, e a volte inventato, infiniti racconti.
Una realtà che gli appartiene e che ha scelto di fotografare quando ha sentito che questa ormai sfuggiva al futuro, restando nient'altro che un debole presente, testimone del passato.

Sandro Becchetti non ha fotografato questa vita e questa campagna con malcelata nostalgia dei tempi andati, non lo ha fatto con il distacco del cronista giunto da altrove, ma con attenzione, partecipazione e la lontananza che solo la vicinanza sa dare.
Al vecchio che mostra le fotografie degli avi fa da contrappasso il cartello "tenutelle vendonsi".
Entrambe le immagini sono due ritratti: di una persona e di un paesaggio e sembrano accomunate dalla stessa sorte.
La pecora che ride mentre viene tosata e subito equilibrata dal formalismo geometrico e dalla cruda realtà degli zoccoli del bovino appoggiati alla parete del macello, esaltando una composizione formale che in Becchetti non viene mai meno.
Nei paesaggi spesso il suo obiettivo si alza verso il cielo, cercando orizzonti sempre pitù vasti come a scrutare un presagio, forse, ma subito torna alla realtà con un bagno nel lago o con il passaggio di un gregge.

È difficile considerare Sandro Becchetti semplicemente un fotografo.
È questo e molto altro, i suoi interessi ed il suo lavoro variano dal cartoon, all'ebanisteria, alla storia, alla fotografia, alla letteratura, alla politica.
Ha iniziato a fotografare professionalmente negli anni '60 per riprendere un mondo che non gli apparteneva per questioni anagrafiche, quello dei giovani impegnati politicamente e socialmente, che portavano in Italia le stesse esigenze dei giovani parigini, voleva avvicinarsi al loro mondo anche perché era curioso e attratto dalla novità, dalla forza della loro non violenza e dalla loro ironia che invece nel giro di pochi anni si stemperò in un mare di sangue.

La sua capacità di andare oltre la mera fotografia di cronaca, dando ogni volta una propria interpretazione attraverso la composizione fotografica, lo hanno fatto apprezzare dalle redazioni dei giornali che pubblicavano le sue fotografie.
Davanti al suo obiettivo hanno posato personaggi celebri dello spettacolo, della letteratura, dello sport e Becchetti ne ha sempre ripreso gli aspetti meno evidenti, mettendo in risalto il loro porsi al fotografo più che la celebrità in posa.

Conoscendo e guardando il suo lavoro si sente che l'obiettivo sulla campagna romana è stato altro dalla fotografia per i giornali, è frutto di una ricerca personale di cui solo lui stesso era il committente.
Un impegno intrapreso con passione nell'arco di un decennio perche permetteva i tempi lunghi del lavoro per sé; ed e proprio in queste fotografie che Sandro Becchetti mette in risalto se stesso più che in altre situazioni, dando una libera interpretazione di quanto più profondamente conosce.
Perché lo sguardo di Sandro Becchetti si è posato non solo sulla realtà che lo circondava, a Roma come in campagna, o in giro per il mondo, ma su molti libri, su molte fotografie non sue.
I suoi occhi hanno visto, la sua mente ha scelto e nel momento della fusione tra lo sguardo e il pensiero ha scattato creando fotografie che sono a sua immagine e somiglianza, che parlano con la sua voce.
Così rieccheggiano nelle sue immagini infiniti rimandi per chi li voglia cogliere: Dorothea Lange, Giuseppe Primoli, Luigi Ghirri, Paul Strand, Francesco Chigi, Mario Cresci, Werner Bischof, Franco Pinna.

Quella di Becchetti non è una fotografia edulcorata, enfatizzata e non è nemmeno semplice documentazione.
Fotografa la realtà di un mondo in dissolvenza, conscio testimone degli ultimi gesti.
Mondo dissolto dalla televisione che unisce apparentemente, nell'informazione e nell'intrattenimento, ma che in verità isola le persone di una stessa comunità fatta di usanze e di scambi, dissolto dalla facilità e dalla rapidità degli spostamenti, non più a cavallo, ma in motorino, non più sul carro, ma in automobile, dal desiderio dei giovani di non ripetere il lavoro dei padri.

L'indagine di Sandro Becchetti sulla campagna romana è una fotografia lucida, attenta; mai benevola, raramente ironica come invece altre volte e in altre occasioni sa essere.
Asciutta ed essenziale, è qui che forma e contenuti si uniscono creando la sintesi tra documento e rappresentazione dove tutto è retto insieme da un filo invisibile e indissolubile, assolutamente interiore a Sandro Becchetti che in questa occasione ci vuole in parte svelare per rendercene partecipi.

Giovanna Bertelli
Storica della Fotografia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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