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Il territorio della Tuscia Romana

Vivere ecologico

Il materiale originale in questa pagina è riportato dal sito TerraNauta ed è © Alessandra Profilio: ringraziamo la Redazione del sito e l'autrice per averne autorizzato la ripubblicazione e l'adattamento nel nostro portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vivere ecologico – Approfondimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  In questa pagina 

Carta igienica: milioni di alberi nel WC

Per produrre carta igienica morbida si abbattono milioni di alberi

I teneri protagonisti di una nota campagna pubblicitaria di carta igienica incentrata sulla morbidezza del prodotto

 

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"Carta igienica: milioni di alberi nel WC" di Alessandra Profilio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per realizzare rotoli morbidissimi e a quattro strati, milioni di alberi vengono tagliati mettendo a rischio le foreste e con esse la biodiversità.

 

Rinunciare alla carta igienica è impossibile, ma perché non utilizzare rotoli di materiali riciclati?

O dobbiamo necessariamente buttare le foreste nel wc?

 

 

Sto scrivendo questo articolo al computer, non ho bisogno di utilizzare un foglio di carta.

Anche per tenermi in contatto con amici e parenti lontani, ormai da diversi anni, ho la possibilità di utilizzare i servizi di posta elettronica.
Come me,
moltissime altre persone nel mondo, grazie all’informatica e ad Internet, hanno ridotto il loro consumo giornaliero di carta.
 

In alcune situazioni, però, è ovvio, la carta continua ad essere indispensabile.
 

In caso di raffreddore, in cucina ed in bagno non possiamo assolutamente rimpiazzare tovaglioli, fazzoletti e carta igienica con sostituti digitali.

Certo, a tavola potremmo anche utilizzare tovaglioli di stoffa e lo stesso vale per i fazzoletti per il naso, in bagno però non ci sono alternative: la carta igienica è decisamente insostituibile.

 

D’altra parte c’è carta e carta e tutti noi potremmo (e dovremmo), senza nessuna difficoltà, comprare rotoli di carta riciclata.

Quest’ultima, oltre ad essere meno costosa, contribuisce, infatti, ad evitare l’eccessivo sfruttamento delle foreste e l’inquinamento delle acque con sostanze chimiche consentendo, inoltre, un notevole risparmio di energia (carbone, petrolio) a vantaggio della qualità dell’aria e del clima.

 

Sebbene il mercato offra una vasta gamma di prodotti fabbricati con materiali riciclati, le persone continuano a preferire “quattro strati di morbidezza”.

I più restii a convertirsi alla carta riciclata sembrano essere gli americani.

 

Eppure la sofficità ha un prezzo ed il costo è talmente elevato, e sproporzionato ai fini, che non dovrebbe essere più tollerato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Per produrre carta igienica morbida si abbattono milioni di alberi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per realizzare morbidi rotoli vengono abbattuti, infatti, milioni di alberi nell’America del Nord e del Sud e anche nelle rare foreste primarie del Canada.
 

In nord America ed in Canada queste foreste sono essenziali per combattere il riscaldamento globale e per assicurare la sopravvivenza di una ricca biodiversità.

Molti animali (tra cui lupi, aquile e orsi) e tantissime piante dipendono proprio da queste foreste e la loro rapida scomparsa è la principale causa di estinzione.
 

La Kimberly-Clark è la più grande produttrice mondiale di carta per uso domestico: carta igienica, fazzolettini, rotoloni da cucina.

Suoi sono i marchi Scottex, Kleenex e Cottonelle.

Secondo quanto riportato da Greenpeace, molti di questi prodotti, come i Kleenex, sono fabbricati al 100 per cento con fibre vergini provenienti anche dalle foreste primarie, come quelle boreali del Canada.

 

Cascades, il quarto produttore nordamericano del settore, impiega, invece, il 97 per cento di fibre riciclate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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I teneri protagonisti di una nota campagna pubblicitaria di carta igienica incentrata sulla morbidezza del prodotto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche la Kimberly-Clark sarebbe in grado di acquistare una percentuale molto alta di fibre riciclate ma ha deciso di non farlo perché da queste non si ottiene carta soffice, ed i consumatori cercano la morbidezza.

 

Ma chi ci ha trasmesso questa voglia irrinunciabile di sofficità se non la stessa azienda con anni e anni di campagne pubblicitarie incentrate proprio su questa caratteristica?

 

Esistono diverse facce della realtà ed i pubblicitari hanno scelto astutamente quale presentarci.

Se ci avessero fatto vedere alberi sradicati e specie a rischio di estinzione, al posto di quei dolcissimi cuccioli di labrador, avremmo optato ugualmente per l’estrema morbidezza?
 

D’altra parte, soprattutto oggi, sono in vendita moltissimi articoli realizzati con materiali riciclati, dovrebbe essere quindi la coscienza di ognuno di noi a guidarci verso acquisti consapevoli.
 

La carta igienica è un prodotto usa e getta, ma dobbiamo necessariamente buttare le foreste nel WC?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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