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Il territorio della Tuscia Romana

La difesa dell'ambiente e del paesaggio

Il materiale originale e le immagini in questa pagina sono © Luca Bellincioni: la Redazione ringrazia l'autore per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale [Struttura della Redazione]

 

 

"Ancora eolico sulla Maremma!" di Luca Bellincioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pagina di ingresso

Pagina di copertina

Mappa di Natura

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  In questa pagina 

Lo pseudo-ambientalismo eolico nella Maremma

La Maremma non è un “deserto” da “riempire” a tutti i costi!

No alla propaganda pseudo-ambientalista!

No alla distruzione del paesaggio e del corridoio biologico maremmano!

No alla deturpazione dell'Etruria!

Sì ad un Parco Nazionale della Maremma Etrusca!

 

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Lo pseudo-ambientalismo eolico nella Maremma

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

È di questi giorni la inquietante notizia dell’accordo per un parco eolico nel territorio di Monte Romano fra l’Enel e l’Amministrazione Comunale.

 

Presentato con la solita retorica (tronfia, demagogica e ormai fin troppo demenziale) dei posti di lavoro e con quella falsa e ridicola dell'energia “pulita” e dello sviluppo sostenibile, ed ovviamente salutato e reclamizzato con grande entusiasmo dai conniventi giornali locali, il parco (ma sarebbe più appropriato chiamarlo “centrale”) si presenta come l’ennesimo capitolo di un costante e drammatico attacco al territorio della Maremma tosco-laziale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La Maremma non è un “deserto” da “riempire” a tutti i costi!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Campagna tolfetana presso San Giovenale

 

 

Prima il parco di Scansano, nel Grossetano, poi il progetto assurdo e fortunatamente fallito di una centrale eolica presso Allumiere, sulla Tolfa, poi ancora l’altro progetto mostruoso della mega antenna di Civitella Cesi, in seguito le altre numerose proposte di centrali eoliche in Toscana e nell’Alta Tuscia, assieme al ridicolo progetto di una centrale a biomasse a Barbarano Romano, nella Valle del Biedano.

 

Ora, di fronte a tutto ciò, anche un imbecille capirebbe che c’è un’idea ben precisa della Maremma che le lobbies dell’energia si sono fatta: una fetta del territorio nazionale fra le meno urbanizzate, fra le più ricche di biodiversità (paesaggi, ambienti, climi, flora, fauna, ecc…), è oggi sempre più minacciata da avidi speculatori e improponibili politicanti che vedono nella Maremma un grande “deserto” da “riempire” ad ogni costo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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No alla propaganda pseudo-ambientalista!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Infatti, le Amministrazioni Locali sono quasi sempre favorevoli ai vari devastanti progetti, soprattutto a quelli sull’eolico poiché più facilmente presentabili ai propri cittadini, dopo la martellante propaganda propinataci dai media (vedi pubblicità e programmi televisivi pseudo-ambientalisti) anche da “autorevoli” (sulla carta) associazioni ambientaliste (vedi Legambiente), quest’ultime in realtà mosse da mal celati interessi privati con l’industria del vento.

 

Ho già avuto modo di esprimere, su un altro articolo pubblicato su questo sito, le mie dure considerazioni sull’inopportunità di realizzare centrali eoliche nel territorio maremmano, e vi rimando il lettore.

 

Riassumendo, tuttavia, vorrei ricordare come la Maremma tosco-laziale costituisca oggi uno degli ecosistemi più integri e pregiati d’Italia (e forse non solo); un territorio inoltre dall’eccezionale valore archeologico, per la presenza di incredibili - quanto a qualità e quantità - tracce della storia dell’uomo, dalla preistoria ad oggi, ma soprattutto legate alla presenza etrusca, il cui fascino tuttora attrae visitatori da tutto il mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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No alla distruzione del paesaggio e del corridoio biologico maremmano!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A tal proposito, tornando al caso di Monte Romano, vorrei proprio che i promotori del progetto ci facessero capire come l’impatto delle turbine eoliche, alte anche fino a 100 metri, possa essere compatibile con la conservazione di uno dei paesaggi rurali più belli ed integri del Lazio (l’unico baluardo della coltura e del pascolo estensivi nella regione) nonché del vastissimo corridoio biologico maremmano, vista la straordinaria ricchezza di avifauna nidificante e migratoria della Tolfa, che appunto correrebbe gravi rischi di incidenti con la creazione della centrale elettrica eolica, pericolosa, come accertato, per i volatili.

 

Non ultimo, come potrebbero le gigantesche pale eoliche, che sarebbero visibili fin da grandi distanze, convivere con le straordinarie emergenze paesaggistiche, storiche e archeologiche d’epoca preistorica, etrusca, romana e medievale sparse in tutto il territorio circostante (Cencelle, Norchia, San Giovenale, Respampani, Luni sul Mignone, Tuscania, Tarquinia, ecc…), le quali PROPRIO dal rapporto armonioso con il paesaggio circostante traggono il proprio fascino e, nondimeno, il proprio potenziale turistico.

 

Potenziale, tra l’altro, mai e poi mai finora sfruttato ancorché minimamente (si pensi allo scandalo della splendida Norchia, abbandonata all’incuria, al degrado e alla delinquenza da decenni), per l’inettitudine manifesta e raccapricciante delle istituzioni comunali, provinciali e regionali.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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No alla deturpazione dell'Etruria!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Traliccio nella Campagna tra Blera e Monte Romano

 

 

Sicché questi amministratori, da sempre incapaci di far decollare il turismo in una zona dalle potenzialità immense, ancora oggi riescono soltanto ad avallare progetti che porterebbero alla deturpazione dell’Etruria.

 

Già l’area di Monte Romano è purtroppo interessata dalla presenza  di imponenti elettrodotti che servono i mostri di Civitavecchia e Montalto, simbolo di una decennale (e ormai, a quanto pare, tradizionale) servitù all’industria dell’energia.

 

E ora invece di pensare alla bonifica del paesaggio maremmano della zona, dal potenziale immenso anche riguardo al cosiddetto turismo “on the road” - che fa e ha fatto fortuna in molte zone della Toscana - si pensa a distruggere definitivamente uno dei baluardi del paesaggio laziale “all’antica”, con i suoi vasti orizzonti vuoti ed incontaminati.

 

Senza contare che l’istallazione della centrale porterebbe alla necessità di creare nuovi elettrodotti, nuove strade e altre opere di urbanizzazione in un territorio prettamente agricolo e naturale, miracolosamente esente da questo tipo deterioramento para-metropolitano (con tutto il degrado di discariche abusive, smog, inquinamento delle acque e della terra che ciò comporterebbe!).

 

Ancora una volta, cemento, degrado e squallore in aree integre, ossia spreco di territorio e paesaggio, invece di sane politiche urbanistiche che abbiano come principio quello della difesa del territorio e della lotta al consumo indiscriminato del suolo, oggi tra i problemi più gravi e tragici non solo nel nostro Paese ma del mondo intero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sì ad un Parco Nazionale della Maremma Etrusca!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Auspico, perciò, che di fronte a questo nuovo attacco speculativo si possa finalmente formare un movimento di opinione (e perché no?, un vero e proprio comitato promotore) favorevole all’istituzione di un Parco Nazionale della Maremma Etrusca, che protegga PER SEMPRE il meraviglioso territorio dell’Etruria Tolfetana e Viterbese e che dia nuove e felici prospettive a queste terre, finalmente in rispetto alle sue antiche e moderne vocazioni.

 

Prima che sia troppo tardi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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