Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cerca una parola nel portale | Ricerca avanzata | Indice di tutte le parole | Mappatura del portale | Gli ultimi aggiornamenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

Chi siamo

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cammino della cultura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da dove veniamo e dove andiamo (continua)

Le strade dell'“Età dei Metalli”

 

Da dove veniamo e dove andiamo

Le piste del Paleolitico

I sentieri e i tratturi del Mesolitico

Le vie dacqua e di terra del Neolitico

Le strade dell'“Età dei Metalli”

 

La “Tabula Peutingeriana”

La strada romana
Le autostrade dell'Impero
I nomi dei luoghi

 

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

Prima pagina del sito

Mappa del sito

 

Prima pagina del portale  

Mappa del portale

Libro dei Visitatori

 

Da dove veniamo e dove andiamo (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le strade dell'“Età dei Metalli”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Eneo-litico o “Età del Rame” indica quel periodo finale del Neolitico, della durata di circa 8 secoli, variabile tra la fine del III millennio e gli inizi del II millennio aC, che vede il sorgere della Civiltà dei Metalli, precedente l'avvento del ferro, quando, accanto agli strumenti di pietra, compaiono i primi piccoli oggetti in rame quasi puro.

 

 

“Età del Bronzo viene chiamato il periodo successivo, in cui una società preistorica o protostorica fa utilizzo sistematico e dominante della metallurgia del bronzo, in Europa tra la metà del III millennio e gli inizi del II millennio aC, utilizzo basato sulla fusione di rame e stagno o di minerali locali  ovvero, come in Scandinavia, sul commercio del metallo da altre aree di estrazione e/o di produzione.
 

I più importanti centri di questo periodo in Polonia, Germania, Slovacchia e Svizzera e non a caso quindi l'Età del Bronzo dell'Europa centrale viene seguita dalla cosiddetta Cultura di Hallstatt dell'Età del Ferro, la prima grande cultura europea.

 

L'“Età del Ferro” corrisponde al terzo periodo dell'“Età dei Metalli”, circa dalla fine del II millennio, più precisamente nel Bacino Mediterraneo intorno al XII sec aC e nell'Europa Settentrionale tra il IX e l'VIII sec aC, a tutto il I millennio aC, soprattutto usato per la fabbricazione di armi e utensili che cambieranno radicalmente la società, con divergenti pratiche agricole, credenze religiose e stili artistici, e äccompagneranno l'ingresso delle culture nel loro periodo storico, quando cioè se inizia ad avere documentazione da fonti scritte.

 

Le tre Età del Rame, del Bronzo e del Ferro formano l'Età dei Metalli”.


 

Tutto comincia con il ritrovamento sporadico e poi la raccolta sistematica di metalli allo stato nativo, inizialmente usati per lo più come ornamenti per i loro colori vivaci e la lucentezza della superficie, primi fra tutti oro e rame, martellati in placchette e più tardi fusi in forme più complesse.

 

La scoperta della capacità di “fusione” di altri metalli, non allo stato nativo ma contenuti dentro pietre minerali, avviene anche questa casualmente da parte di comunità nomadi pastorali, abituate a fare grandi falò nei bivacchi, sia per riscaldarsi che per tener lontani predatori notturni: circoscrivendo il fuoco con pietre  diverse da luogo a luogo, finiscono per notare come alcune si fondino lasciando colare metalli.

 

 

Ma è l'invenzione della fusione controllata che darà vero inizio all'Era dei Metalli, soprattutto oro, argento, rame, piombo, stagno e zinco, i quali, mai puri ma variamente mescolati, dimostrano di possedere caratteristiche diverse, portando così alla tecnica delle leghe metalliche, di cui la più importante diventerà il cosiddetto “bronzo”, oltre il 70% di rame accoppiato principalmente con stagno.

 

La combinazione della malleabilità del rame con la durezza dello stagno, la sua facile fusibilità, colabilità e bellezza ne fanno da subito l’elemento diffusore  per eccellenza dell'arte della metallurgia, caratterizzante del salto di qualità a livello tecnologico e socio-economico delle comunità umane, che culminerà nell’Età del Ferro.

 

 

La Civiltà dei Metalli si svilupperà tanto nelle comunità agricole come in quelle pastorali, in complementare coesistenza, le prime come popoli stabili fonditori di metalli e le seconde popoli nomadi commercianti in metalli, ma la grande svolta avviene con l'organizzazione di un nuovo tipo di raggruppamento sociale misto con divisione dei “ruoli”, cioè la formazione di persone specializzate ciascuna in un tipo di lavoro ben preciso.

 

La Civiltà Pastorale ne mostra già tendenze con la suddivisione tra mansioni di pascolo, cura dell’accampamento, domesticazione, tosatura e produzione casearia, come pure la Civiltà Agricola richiede presto specializzazioni nella preparazione della terra, irrigazione, semina, raccolto e conservazione, anche se fino ad allora funzioni cruciali, come la difesa del villaggio, sono collettivamente, perché è il numero che conta.

 

 

Con l'avvento delle armi di metallo tutto cambierà, dato che poche persone armate potranno difendere tutti gli altri e quindi la Civiltà dei Metalli va ad aggiunge al concetto di “proprietà”, quello inedito di “potere”, passando rapidamente ed irrevocabilmente dalla semplice ripartizione di ruoli in chiave funzionale alla formazione di vere e proprie classi sociali, con diverso status, diritti (se “concessi”) e molti doveri “obbligati”.

 

Da i vecchi saggi che danno “consigli” sulla base della propria lunga esperienza di vita, si passerà ad un re che “ordinerà” anche abusando del proprio potere, perché lui, il più forte e più abile uomo armato della comunità, potrà costringere gli altri ad accettare le sue scelte e a rispettare le sue decisioni, giuste o sbagliate che siano, circondandosi di un manipolo di fedeli “alleati” ripagati attraverso la spartizione dei beni sottratti a non armati o non altrettanto abili soldati.

 

 

Da ora in poi il nuovo concetto di “ricchezza” non si baserà più sulla abilità di produrre attraverso il proprio lavoro, quanto sulla capacità di sottrarre ad altri quello che hanno prodotto, innalzando la “sopraffazione” violenta a pubblico culto.