Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

Chi siamo

Roma città etrusca, eccome!

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

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La Tabula Peutingeriana” o “Codex VindobonensisApprofondimento  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il viaggio: Peregrenor ergo sum - Mi muovo, quindi esisto (continua)

L'evoluzione del "viaggio" (continua)

La distruzione dell'esperienza

 

Il viaggio: Peregrenor ergo sum - Mi muovo, quindi esisto

Il "viaggio" come esperienza

L'evoluzione del "viaggio"

Il "viaggio" nell'antichità

Il "viaggio" nel'Età di mezzo

Il "viaggio" nel nostro tempo

L'impossibile evasione

Il cosiddetto "viaggio turistico"

Turismo è davvero "viaggiare"?

La distruzione dell'esperienza

 

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Il viaggio: Peregrenor ergo sum - Mi muovo, quindi esisto (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L'evoluzione del “viaggio”  (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La distruzione dell'esperienza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Vacanze di massa" significa ormai partire piuttosto in gruppo che da solo, per un muoversi lasciato "governare" fin nei minimi dettagli spazio-temporali da cosiddetti tour operator, persone terze cioè che "professionalmente" pianifichino il nostro "viaggio", standardizzando mete ed "esperienze", decidendo quel che sia interessante e stimolante o meno, escludendo il pericolo del "non previsto" e del "non desiderato", cioè la sorpresa e la vera esperienza, dandoci esattamente la falsa realtà per cui paghiamo...

 

Il viaggio viene "compresso" nello spostamento spaziale sempre più rapido da un punto A per tuffarsi in un punto B, di fatto una quasi abolizione dello "spostamento", con la conseguente impossibilità di spostarsi mentalmente ed emotivamente nella progressiva esperienza delle "diversità", e "compresso" nei contenuti e nelle situazioni, sempre più ingordo di cose già note, "da riconoscere" piuttosto che da conoscere, per questo pieno di indifferenza (lo ri-conosco e quindi lo conosco già), di sordità (ne ho sentito e risentito parlare) e cecità (l'ho visto e rivisto) di fronte ad un "nuovo" che nuovo non è.

 

 

Insomma una partenza e un viaggio verso il già noto, non più quindi alla ricerca della propria identità o dell'esperienza autentica del dis-orientamento, ma per la banalità di poter dire "ci sono stato anch'io", una voluta e piena de-ritualizzazione dell'esperienza personale, evitando meticolosamente di intaccare il consueto della nostra esperienza sociale, culturale, psichica o religiosa che sia, guardandoci bene dal provocarne un ri-orientamento, come un'identità più itinerante e problematica...

 

Oggi rimane il "mito" del viaggio, piuttosto "esodo coatto", per rompere con la quotidianità di obblighi sociali oppure voglia morbosa di collezionismo esibizionista, che permetta di riaffermare lo status sociale attraverso litanie di "sono stato qui, sono stato lì - e tu?" - perché guai a scoprire che qualcuno possa essere stato in un posto dove non sono stato anch'io!

 

 

Un falso desiderio di "diverso" solo per poter tornare alla sicurezza del "solito", dell'"abituale" e del "normale", in qualunque momento si voglia, spostamenti per lo più estivi e invernali (a sole o neve) impropriamente ancora chiamati viaggi, senza "spaesamenti", che insomma non hanno proprio più nulla del viaggio.

 

Eppure dal viaggio eroico dell'antichità al turismo di massa e al neo-nomadismo del XXI secolo l'umanità traccia già di per sé un lunghissimo percorso ed una profonda trasformazione...

 

 

La nostra civiltà - così numericamente bulimica e altrettandto culturalmente anoressica - sta arrivando ad infrangere per sempre i silenzi dei deserti e delle montagne, a sconvolgere irrimediabilmente cieli e mari, in una isterica pretesa evasione, distruggendo nel giro di poche generazioni non solo tutto lo splendore plasmato dalla natura in milioni di anni di continua evoluzione, ma soprattutto la nostra stessa capacità di viverlo, goderlo e farne esperienza oggi e addirittura negandone il legittimo diritto e l'opportunità alle generazioni future!

 

Sembra davvero che questa sia la definitiva fine del "viaggio" - almeno su questo Pianeta!