Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

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Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

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La Tabula Peutingeriana” o “Codex VindobonensisApprofondimento  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Tabula (continua)

La datazione

 

La Tabula

La datazione

Le caratteristiche fisiche

Le caratteristiche cartografiche

Le proporzioni rispetto ai punti cardinali

L'uso dei simboli e del colore

Le distanze lungo le strade

La Tabula intera

I dodici segmenta

Indice interattivo dei segmenta

Il segmento Miller

Il segmento II

Il segmento III

Il segmento IV

Il segmento V

Il segmento VI

Il segmento VII

Il segmento VIII

Il segmento IX

Il segmento X

Il segmento XI

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La Tabula (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La datazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dall'analisi paleografica della mappa emergono elementi che portano a determinarne possibili datazioni molto diverse fra loro: ad esempio, la sua concezione generale e struttura compositiva, oggi diremmo il suo "design" (oltre che precise annotazioni geografiche), la collocano senza alcun dubbio in età romana, mentre la raffigurazione e la simbologia delle tre principali città - Roma, Costantinopoli ed Antiochia - con le loro stilizzate mura in un anello "pre-prospettico" a volo di uccello, la riportano altrettanto chiaramente ad un epoca medievale tra l'XI e il XIII secolo.
 

 

La Tabula Peutingeriana viene infatti molto probabilmente redatta nel Sud della Germania o dell’Austria nel Medioevo e riporta anche dati del tardo XII o primo XIII secolo, allo stesso tempo è molto diversa dalle mappe medievali, sia nelle caratteristiche strutturali che nei contenuti, mostrando alcuni importantissimi dettagli, i quali dimostrano come si tratti di una copia di un documento molto precedente:

 

- prima di tutto perché al centro delle mappe del XII e XIII secolo viene collocata Gerusalemme, non Roma,

 

- inoltre perché tali mappe non mostrano strade o stazioni di riposo, ma principalmente luoghi sacri per la Cristianità,

 

- da ultimo perché include luoghi successivamente scomparsi, come ad esempio - ma non il solo - la Città di Aquileia, distrutta dagli Unni nel 452.

 

 

L'originale della Tabula viene potrebbe essere prodotto nella tarda epoca imperiale romana, molto probabilmente nella seconda metà del IV secolo dC o la prima metà del V, anche se mostra elementi molto più antichi, addirittura dell'Età Augustea.

 

Alcuni esperti vorrebbero spostarne la datazione fra III e IV secolo, dato il notevole significato per la cronologia dell'opera del fatto che vi siano egualmente indicati antichi templi pagani e prime chiese cristiane - successive aggiunte sarebbero invece databili ad un periodo tra l'VIII e il IX secolo.

 

Ancora altri studiosi ne rimandano la prima composizione addirittura al II secolo: nella Tabula vengono infatti chiaramente notati sia Pompeis, l'odierna Pompei, che Herclanium, l'attuale Ercolano, già seriamente danneggiate dal terremoto del 62 dC e poi completamente sommerse dai materiali piroclastici delle violentissime eruzioni del Vesuvio nel 79 dC - una pioggia di lapilli e ceneri da una nube ardente Ercolano, soprattutto fango di lava e ceneri dello spessore di 3 metri Pompei.

 


Qualunque la datazione di questa copia e delle precedenti copie di copie, le
fonti primarie cui attingono il primo o primi autori dovrebbero essere:

 

- le diverse rappresentazioni greche del mondo antico,

- la carta realizzata da Vipsanio Agrippa su ordine di Augusto, 

- i vari Itineraria imperiali.
 

La Tabula dovrebbe quindi ragionevolmente rappresentare la copia finale di un itinerarium pictum più volte aggiornato nel tempo con nuovi dati - attuali nelle varie epoche man mano che il sistema politico, e di conseguenza viario, dell’Impero Romano si evolve - tra cui si possono individuare almeno quattro principali redazioni:

 

- di Età Augustea, relativa alla prima organizzazione del cursus publicus

- di Età Severiana, legata alla grande riorganizzazione del medesimo

- del IV secolo, indicata da elementi certi di una crescente diffusione del Cristianesimo

- delle successive aggiunte tra l'VIII e il IX secolo fino all’attuale copia medievale.