Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

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Roma città etrusca, eccome!

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

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La Tabula Peutingeriana” o “Codex VindobonensisApprofondimento  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Tabula

 

La Tabula

La datazione

Le caratteristiche fisiche

Le caratteristiche cartografiche

Le proporzioni rispetto ai punti cardinali

L'uso dei simboli e del colore

Le distanze lungo le strade

I dodici segmenta

Il segmento Miller

Il segmento II

Il segmento III

Il segmento IV

Il segmento V

Il segmento VI

Il segmento VII

Il segmento VIII

Il segmento IX

Il segmento X

Il segmento XI

Il segmento XII

La Tabula interattiva

 

La strada romana

Le autostrade dell'Impero

Attraverso il mondo allora conosciuto

Il viaggio

La falsa immagine storica data dai nomi latinizzati dei luoghi

Il cammino della cultura

 

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

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Libro dei Visitatori

 

 

Il territorio della Tuscia Romana come rappresentato nel segmento V della Tabula Peutingeriana (all'estrema destra, cerchiata, Roma con sotto il porto di Ostia).

 

 

La Tabula

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La cosiddetta "Tabula Peutingeriana" è sicuramente il più famoso, ma anche il più importante itinerarium - l'unica carta stradale romana giunta fino a noi - un documento unico, malgrado sia solo una copia, senza paragone in tutta la letteratura classica: prezioso tesoro della Biblioteca Nazionale Austriaca, già Biblioteca Imperiale di Vienna (in latino Vindobona), e per questo anche chiamato "Codex Vindobonensis", è dal 2007 inclusa dall’UNESCO tra i beni considerati "Memoria dell’Umanità", secondo il programma "Memory of the World", finalizzato a preservare e divulgare gli archivi e le collezioni letterarie e documentali più significative del pianeta.

 

Deve il suo nome ad uno dei primi proprietari, l’umanista tedesco del Cinquecento Konrad Peutinger, antiquario e cancelliere di Ausburg (Augusta), cui viene donata nel 1508 da Konrad Celtes, umanista viennese e bibliotecario di Massimiliano I, che la scopre alla fine del XV secolo (alcune fonti dicono nel 1507) in una biblioteca di Worms (per altri il luogo del ritrovamento sarebbe tuttora ignoto): la Tabula viene comunque pubblicata per la prima volta in forma stampata solo nel 1591 (alcune fonti riportano il 1598), inserita nel "Theatrum Orbis Terrarum" di Abramo Ortelio, da Marcus Welser, italianizzato in "Marco Velsero" - discendente di Peutinger e corrispondente di Galileo Galilei - che al documento dedica lunghi studi.

 

 

È la copia medievale di una cartografia itineraria probabilmente del IV secolo dC e comprende tutto il territorio del tardoImpero Romano: si pensa che originariamente le tavole siano create da Agrippa per Augusto, all'incirca nel 25-20 aC, poi da queste mappe originarie si moltiplicano e diffondono per secoli copie e copie di copie fino al 1500-1600.

 

La classica rappresentazione su rotolo di pergamene, facile da trasportare, costringe il cartografo a cucirle una dopo l'altra per creare spazio sufficiente all'enorme massa di informazione e allo stesso tempo a deformare fortemente le proporzioni dei territori, schiacciando il loro asse nord-sud di circa l'80%, ma, essendo una carta viaria e non marittima, soprattutto i mari - qui senza alcun interesse pratico - che vengono addirittura ridotti a semplici strisce di separazione delle terre e dei continenti.

 

 

Il disegno, molto schematico, mostra il sistema delle principali strade romane dalla Spagna all’India, ricco di scarnite rappresentazioni convenzionali: strade come semplici linee, capitali raffigurate simbolicamente e racchiuse in un cerchio, città riconoscibili da cerchia di mura, stationes o punti intermedi di sosta come piccoli edifici la cui tipologia informa sui servizi offerti al viaggiatore, distanze indicate con unità di misura locali - leghe ispaniche e galliche, stadi greci, parasanghe persiane...

 

La pergamena, oggi estremamente fragile, non tollera l’esposizione alla luce solare: nonostante la successiva segmentazione per motivi di migliore conservazione, anche le sue dimensioni rimangono notevoli: alta solo 34 centimetri raggiunge però oltre i 7 metri di lunghezza...

 

 

 

L'intera Tabula, sopra gli undici segmenta originali e, sotto, la loro ricostruzione grafica, inclusa quella del primo segmento mancante dell'Europa Occidentale e Nord-Occidentale e dell'Africa Nord-Occidentale, detto "Miller", all'estrema sinistra: cliccando su uno dei segmenti di questo indice interattivo si potrà andare direttamente al suo ingrandimento e dettagliata descrizione.