Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

Chi siamo

Roma città etrusca, eccome!

I Re di Roma, quasi la metà Etruschi

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La prima età regia, Latini e Sabini dominano – Approfondimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il primo (e il secondo) Re di Roma Romolo (e Tito Tazio)

Assestamenti, consolidamento ed organizzazione (continua)

Il ratto delle "Sabine" (continua)

 

Il primo (e il secondo) Re di Roma Romolo (e Tito Tazio)

Assestamenti, consolidamento ed organizzazione

Il ratto delle "Sabine"

La co-regenza con il sabino Tito Tazio

Le Gentes Romane

Aria di guerra dentro e fuori le mura

Romolo viene eliminato

 

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Il primo (e il secondo) Re di Roma – Romolo (e Tito Tazio) (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Assestamenti, consolidamento ed organizzazione (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il ratto delle “Sabine” (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al culmine della festa le donne più giovani vengono trattenute a Roma, forse corteggiate, lusingate ed invogliate a rimanere o, come la storia viene raccontata, "rapite", da cui il "ratto" delle Sabine.

 

"673 giovani donne ancora vergini", solo una "rapita per errore", la sabina Ersilia, che Romolo sposa - in realtà donne non solo di stirpe Sabina, dubbiosamente tutte "illibate", tra cui, di sicuro non per sbaglio ma per premeditato calcolo e come parte di un piano ben preciso, la figlia del Re Tito Tazio.

 

 

Quest'alleanza o, meglio, serie di alleanze così vitali per la nuova città vengono soltanto molto più tardi "storicamente" rielaborate e sintetizzate nel simbolico episodio del "ratto delle Sabine" a sottolineare la "fusione" di quei popoli in specifica funzione anti-etrusca.

 

Di vero rimane probabilmente la celebrazione di matrimoni misti proprio sull'antica via per questo detta "Sacra".

 

 

Tornando comunque alla versione del "ratto", le famiglie colpite e le popolazioni, profondamente oltraggiate da un atto così irrispettoso delle più elementari regole dell'ospitalità, si uniscono al Re sabino per vendicarsi.

 

I Ceninesi fanno per primi guerra a Roma, ma ne escono sconfitti, il loro Re viene ucciso in battaglia e la città conquistata, poi ci provano gli Antemnati che, approfittando dell’assenza dei Romani in guerra con i Ceninesi, ne invadono i territori, ma vengono in seguito ugualmente sconfitti, mentre i Crostumini, scoraggiati, trovano soluzione nello scambio tra Romani, che vengono accettati nelle loro terre fertili, e molti Crostumini, che si trasferiscono a Roma (sembra a seguito dell'intercessione di Ersilia presso il marito Romolo).

 

 

 

 

 

 

Restano solo i Sabini, con cui si ha lo scontro più duro, con sorti alterne, di cui il più significativo episodio è quello famigerato della Rupe Tarpea.

 

La figlia del comandante a difesa della rocca del Campidoglio, Spurio Tarpeio, corrotta da Tito Tazio per fare entrare i suoi soldati nella rocca, chiede come ricompensa "i gioielli portati dal nemico al braccio sinistro", ma i Sabini, che con la mano sinistra reggevano anche gli scudi, la uccidono seppellendola con quelli.

 


Questo forse per nascondere la verità storica dell'effettiva
conquista della rocca da parte dei Sabini, i quali da qui, notevolmente avvantaggiati, sferrano l'attacco finale.

 

questa situazione, così critica per i Romani, viene pragmaticamente affrontata dalle donne Sabine che, nel bel mezzo del combattimento, si schierano tra padri e fratelli da una parte e neomariti dall'altra, invocando la pace.