Portale

Prima pagina | Mappa

 

Cultura e società

Prima pagina | Mappa

 

 

               

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Ieri per capire meglio l'oggi

Chi siamo

Roma città etrusca, eccome!

Pagina in costruzione: rinnovare volentieri la pagina con il browser per essere sicuri di visualizzarne la versione più recente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Tabula Peutingeriana” o “Codex VindobonensisApprofondimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  In questa pagina 

Le autostrade dell'Impero

Italia

Via Amerina

Via Annia o Popilia

Via Annia (settentrionale o romagnolo-veneta)

Via Annia (meridionale o campano-calabra)

Via Appia Antica

Via (Appia) Traiana

Via Ardeatina

Via Aurelia

Via Campana

Via Casilina

Via Cassia

Via Cecilia

Via Claudia Augusta

Via Clodia

Via Collatina

Via Domiziana

Via Emilia

Via Emilia Scauri

Via Empolitana

Via Farnesiana

Via Flaminia

Via Flaminia Minor

Via Iulia Augusta (ligure)

Via Julia Augusta (norica)

Via Labicana

Via Latina

Via Laurentina

Via Nomentana o Ficulensis

Via Ostiense

Via Pompea

Via Popilia

Via Popilia-Annia

Via Portuense

Via Postumia

Via Praenestina o Gabina

Via Salaria

Via Salaria Gallica

Via Salaria Picena

Via Satricana

Via Severiana

Via Sorana

Via Sublacense

Via Tiburtina

Via Traiana Calabra

Via Trionfale

Via Tuscolana

Via Valeria

Germania

Via Claudia Augusta

Via Iulia Augusta

Via Mala

Francia

Via Agrippa

Via Antonina o degli Elvii

Via Aquitania

Via Giulia Augusta

Via delle Alpi/Alpina

Via Domizia

Spagna

Via Augusta

Iter ab Emerita Asturicam

Grecia

Via Egnatia

Balcani

Strada di Kazan

Gran Bretagna/Regno Unito

Akeman Street

Via Devana

Dere Street o Deere Street o Via Regia

Ermine Street

Fen Causeway o Fen Road

Fosse Way

Peddars Way

Stane Street o Stone Street

Stanegate

Watling Street

 

  Approfondimento 

Xxxx

 

  Pagine correlate 

Pagina di origine

 

 

 

 

 

 

CROATIA RELAX - Appartamenti al mare in Istria e Dalmazia

 

EFFEDÌ - Promozioni aziendali e PTO

 

 

L'Impero Romano nel 125 dC: le linee in rosso indicano solo le principali arterie dell'imponente sistema viario che rende facilmente raggiungibili tutti i territori conquistati connettendo, come mai prima, tre continenti - Europa, Asia e Africa.

 

Le autostrade dell'Impero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le strade romane arrivano a formare una fittissima quanto complessa rete sull'intero territorio dell'Impero, rendendo a chiunque debba - e se lo possa permettere - di raggiungerne anche i luoghi più lontani e più impervi: da non dimenticare però come la prioritaria importanza di questo investimento derivi dalla loro funzione iniziale, la quale permane nell'essere principalmente uno strumento bellico.

 

Al tempo di Domiziano, vale a dire tra il 51 ed il 96 dC, la rete di comunicazione romana conta più di 55.000 miglia -  qualcosa come oltre 80.000 chilometri! - di strade "secondarie", ciascuna in media lunga solo una ventina di chilometri, escluse cioè le 19 "principali" vie a lungo raggio che dipartono tutte da Roma, tre delle quali - Aurelia, Flaminia e Appia - coprendo tragitti fino a 150 miglia!
 

A seconda della loro finalità ed importanza, infatti, le strade romane si distinguono rigorosamente per tipologia in principali o strade pubbliche statali - viae publicae, consulares, praetoriae e militares, in secondarie, private o di campagna - viae privatae, rusticae, glareae (solo inghiaiate) ed agrariae, ed ancora di terza categoria o locali - viae vicinales da vicus, cioè "villaggio": tutte però regolarmente connesse nella rete globale, in modo da poter lasciare una via principale per una secondaria ed agganciare una locale, cosa che, in senso inverso, permette da qualsiasi villaggio o cittadina di immettersi sulle grandi arterie che portano a città e Province, in pratica già il moderno sistema viario da noi tuttora adottato.

 

La loro qualità varia di conseguenza nelle tecniche e soprattutto nei materiali: le strade delle grandi città e le principali strade di interconnessione tra grandi centri e su lunghe distanze sono viae munitae, cioè lastricate, anche chiamate "strata", da cui il nostro "strada", dato che il vocabolo nella tarda latinità perde il suo significato originario per indicare qualsiasi tipo di via, seguono le viae glareatae, normalmente strade secondarie prive di pavimentazione e, quindi, con una superficie calpestabile di sola brecciolina compattata, per arrivare, nella terza categoria, a quelle di semplice terra sassosa pressata, le cosiddette viae terrenae, spesso a raggiungere fattorie.

 

Dopo il collasso totale dell'Impero Romano d'Occidente, per convenzione nel 476, anno in cui Odoacre ne depone l'ultimo legittimo Imperatore, Romolo Augusto, con la cessata manutenzione delle strade lastricate e, soprattutto, le continue rimozioni o "furti" degli appetibili blocchi di pietra da strade ed edifici romani da parte dei locali per riutilizzarle in altre costruzioni, molte delle viae munitae diventano così dissestate da finire per essere interrotte, "spezzate" o impercorribili lungo il loro tracciato, ora in latino chiamate quindi viae interruptae, da cui sembrerebbe derivare il termine portoghese "rua", il francese "rue" e l'inglese "road", quest'ultimo verosimilmente evolutosi dall'Inglese arcaico "rad" o "ridan", nel senso di "incursione ostile di cavalieri" utilizzando tali strade o "di briganti" lungo tali strade - da cui i moderni vocaboli riding e raid, il secondo anche neologismo usato in Italiano, come ad esempio in "un raid aero" [nota di Pietro Barlesi].
 

Ancora oggi però molte strade moderne ricalcano il pressoché esatto tracciato di quelle romane!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

Italia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In Italia le strade romane sono ancora tutte attive e prendono i loro nomi o dai magistrati - censori o consoli - che ne ordinarono la costruzione (Flaminia, Emilia...) o dalle località di fine tratta (Ardeatina fino ad Ardea, Anagnina ad Anagni...) o dal loro primario utilizzo (Salaria dal trasporto del sale).
 

In ordine alfabetico sono:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Amerina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dalla Via Cassia nelle vicinanze di Baccanae, l'odierna Baccano, proseguendo per Falerii, l'odierna Faleria, Tuder, l'odierna Todi, e Perusia, l'odierna  Perugia, ricongiungendosi alla Via Cassia a Clusium, l'odierna  Chiusi, e alla Via Traiana, che collega Chiusi con Orvieto e Bolsena.
 

 

La Via Amerina dalla Cassia nei pressi del Lacus Sabatinus alla Cassia nei pressi del Lacus Trasimenus.

 

In seguito alle incursioni di Faroaldo I, il longobardo primo Duca di Spoleto, che alla fine del VI secolo tagliano la Via Flaminia, arteria vitale tra Roma e Ravenna, saccheggiando anche Classis, il porto di Ravenna, la Via Amerina viene migliorata e fortificata, ultimo "cantiere" stradale nella Penisola durante la Tarda Antichità, facendone il nuovo centrale collegamento, militare e strategico, dell'Italia Imperiale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

Via Annia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il nome "Annia" e/o "Popilia" viene attribuito a due tracciati omonimi, cronologicamente contemporanei, ma geograficamente situati una a nord-est e l'altra a sud-ovest della penisola:

 

- tra Arìminum e Aquileia la prima,

- tra Capua e Rhegium l'altra.

 

La denominazione è certa per la costiera veneta, meno sicura per quella calabra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Annia (settentrionale o romagnolo-veneta)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Adria-Padova-Aquileia, dal 132-131 aC Rimini-Aquileia come Via Popilia-Annia.

 

 

La Via Annia settentrionale (in rosso) da Ravenna ad Aquileia (da notare le notevoli variazioni della linea costiera lungo tutto il tracciato!) ed il suo congiungimento con la Via Postumia (in celeste).

 

Opera del Pretore Tito Annio Rufo dal 131 aC collega le città della Gallia Cisalpina Atria, l'odierna Adria, Patavium, l'odierna Padova, Altinum, l'odierna Altino, Iulia Concordia, l'odierna Concordia Sagittaria, ed Aquileia.

Utilizza in parte il sistema viario pre-esistente, ma cambia con il tempo tracciato vicino alla costa, dati gli spostamenti della laguna, e a Iulia Concordia si collega alla Via Postumia.

Nella tarda antichità decade a causa dello spopolamento dovuto alle ripetute invasioni barbariche.
 

La Via Popilia del console Publio Popilio Lenate del 132 aC - dunque di un solo un anno precedente alla Annia - parte invece dalla colonia romana di Ariminum, l'odierna Rimini, passa da Ravenna e prosegue conduceva per Adria, Altino ed Aquileia.
In epoca post-antica viene utilizzata dall'
Esarcato Bizantino con capitale appunto a Ravenna, cambiando il nome in "Via Romea".

 

Quando si parla di Via Popilia-Annia o Annia-Popilia si riferisce quindi non ad una singola strada, ma al sistema viario della regione costiera romagnolo-veneta, costituito dalla Popilia e dalla Annia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Annia (meridionale o campano-calabra)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anche chiamata Via Popilia o Via Capua-Rhegium ovvero Via ab Regio ad Capuam.
 

 

La Via Annia meridionale dall'Appia, nell'etrusca Capua, fino a Reggio Calabria, per l'imbarco sullo Stretto verso la Sicilia.

 

Per decreto della Magistratura Romana il collegamento Roma-"Civitas Foederata Regium", all'estrema punta meridionale della Penisola Italica, una delle più importanti arterie del sud della Penisola Italica, a e dalla Sicilia: è anche chiamata da alcuni Via Annia, attribuendone la costruzione al Console Tito Annio Lusco nel 153 aC o al Pretore Tito Annio Rufo nel 131, e da altri invece Via Popilia, dal Console Publio Popilio Lenate responsabile della sua realizzazione nel 132 aC, come autoriportato nel cosiddetto "Cippo di Polla" (probabilmente iniziata da Popilio e completata l'anno dopo da Annio Rufo).

 

Da Roma a Capua è Via Appia, poi la Annia meridionale si stacca verso sud per Sala Consilina, con le seguenti stationes:

-
Capua

- Nuceria, l'odierna Nocera

- Moranum, l'odierna Morano

- Cosentia, l'odierna Cosenza

- Valentia, l'odierna Vibo Valentia

- ad fretum ad statuam o ad columnam, la cosiddetta "Colonna Reggina" sovrastata da Poseidone,

nell'antichità simbolo dello Stretto di Messina nei pressi dell'odierna Cannitello

- Rhegium, l'odierna Reggio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Appia Antica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La più famosa strada romana, "regina viarum", dal 312 aC Roma-Capua-Benevento poi prolungata nel 264 aC fino a Taranto-Brindisi, all'epoca il più importante porto per la Grecia e l'Oriente

 

Il Censore Appius Claudius Caecus la inizia nel 312 aC, ristrutturando ed ampliando la strada per le colline di Albano, ma i lavori si protrarranno fino al 190 aC per completarne il percorso fino al porto di Brindisi: da Porta Capena, presso le Terme di Caracalla, collega Aricia, l'odierna Ariccia, il Foro Appio, Anxur, l'odierna Terracina, Fundi, l'odierna Fondi, Itri, Formiae, l'odierna Formia, Minturnae, l'odierna Minturno, e Sinuessa, l'odierna Mondragone, fino a a Capua, l'odierna Santa Maria Capua Vetere, prosegue per zone montuose a Vicus Novanensis, l'odierna Santa Maria a Vico, attraverso la Sella di Arpaia raggiunge Caudium, l'odierna Arpaia, poi Beneventum, l'odierna Benevento, Aeclanum, l'odierna Mirabella Eclano, Venusia, l'odierna Venosa, fino al mare di Tarentum, quindi a Uria, l'odierna Oria, ed infine Brundisium, l'odierna Brindisi dove vengono erette due colonne.


La strada viene costruita con
una tecnica innovativa.

Scavata una trincea la si colma di pietrisco ad assicurare il drenaggio del fondo stradale, così che la pavimentazione sovrastante - grandi pietre levigate, combacianti e fissate con calcestruzzo - rimanga sempre asciutta, permettendo un traffico intenso e scorrevole anche di pesantissimi carri tutto l'anno ed in qualsiasi condizione meteorologica: una rivoluzione ingegneristica di matrice etrusca solo grazie alla quale sia la Repubblica che l'Impero potranno realizzare la imponente rete stradale romana.

 

Anche tracciato e "accessori" mostrano inedite caratteristiche, diventando il prototipo della classica strada romana:

 

- è a doppio senso con due carreggiate ciascuna larga 7 piedi romani, oltre 2 metri, per un totale di circa 4

metri e 10 centimetri,

- tende, ovunque possibile, a mantenersi rettilinea,

- è munita di crepidines o marciapiedi laterali,

- offre speciali attraversamenti pedonali

- viene scandita da pietre miliari con le rispettive distanze ed indicazioni.

 

La Via Appia viene successivamente "modernizzata" con il tracciato della Via Traiana, cade poi lentamente in disuso al crollo dell'Impero Romano, dimenticata per lunghi secoli, viene riutilizzata nel Medioevo dai Crociati (da Brindisi salpa Federico II per la Terra Santa), viene "riscoperta" nel Rinascimento, ma torna davvero in vita solo quando restaurata da Papa Pio VI nel Settecento, una nuova Via Appia nel 1784 a coincidere con o quasi parallela a l'originale.

Ancora oggi è possibile ammirarla per lunghi tratti, come a Roma dove lungo di essa si snodano antiche
tombe e catacombe delle prime comunità cristiane della Capitale Imperiale.

 

 

Il tracciato della Via Appia Antica in rosso e quello alternativo, più moderno, scorrevole e sdoppiato, della Via Appia Traiana in blù.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via (Appia) Traiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal 109 dC alternativa all'Appia Antica da Beneventum, l'odierna Benevento-Costa Adriatica-Brundisium, l'odierna Brindisi.

 

Dopo quasi un secolo dal suo completamento la Via Appia viene modificata dall'Imperatore Traiano fra il 108 ed il 110 dC per rendere la seconda metà del percorso più lineare, comodo e veloce: ricalcando un pre-esistente tracciato di età repubblicana, la nuovo variante lascia Benevento attraverso l'Arco di Traiano e continua prima a nord-est verso Aecae, l'odierna Troia, Herdonia, l'odierna Ordona, poi con un ampio arco a sud-est raggiunge Canusium, l'odierna Canosa di Puglia, Rubi, l'odierna Ruvo di Puglia, Butontum, l'odierna Bitonto.

 

Da Bitonto la nuova Appia si sdoppia in due tracciati:


- la cosiddetta
"Via Appia-Traiana" fino al mare a Barium, l'odierna Bari, e poi lungo la costa a Egnatia,

nelle vicinanze dell'odierna Fasano;


- la cosiddetta
"Via Minucia Traiana", più all'interno, per Midunium, l'odierna Modugno, Caelia, l'odierna

Ceglie del Campo, Capursi, l'odierna Capurso, Rutigliano, Noa, l'odierna Noicattaro, e Norba, l'odierna Conversano.

 

Le due strade si riuniscono poi nei pressi di Egnazia in un'unica costiera, la quale termina sempre a Brindisi, come l'Appia Antica.

 

Conosciuta prima come "Via Sacra Longobardorum" perché percorsa da pellegrini verso i centri religiosi longobardi, tra l'altro sul Promontorio del Gargano, e come "Via dei Crociati" quando attraversata dagli eserciti "fedeli" verso la Terra Santa, durante il Medioevo rientra nel sistema delle grandi vie di pellegrinaggio, servita da alberghi ed ospizi dei Cavalieri Templari e Gerosolimitani, ovvero del Regno di Gerusalemme, resa sicura dai Cavalieri di Malta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Ardeatina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da Roma, via la Porta Naevia delle Mura Aureliane poi Porta Ardeatina, si distacca dalla Via Appia Antica percorrendo soli 39 chilometri attraverso la campagna dell'Agro Romano fino ad Ardea.

 

Ma essendo l'unica testimonianza della via, di cui nulla rimane, l'iscrizione "manceps viarum Laurentinae et Ardeatinae", alcuni ne deducono come alla Porta Ardeatina si diramino entrambi dalla Via Ostiensis, altri che l'Ardeatina diparta dalla Via Appia, mentre alla Porta Naevia sia solo la più antica Via Laurentina (Vetus) a diramarsi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Aurelia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma-Gallia, l'odierna Francia, dal 241 aC.

 

Nel tratto iniziale le strade sono due: l'Aurelia Vetus e l'Aurelia Nova si uniscono verso nord a Val Canuta, appena fuori città, costituendo l'arteria litoranea tirrenica per la Liguria e la Gallia.

 

Un primitivo tracciato collega solo Roma con l'alleata (!) Caere, l'odierna Cerveteri, poi questa, nemica sconfitta, perde gran parte del Litorale Tirrenico e Caius Aurelius Cotta, censore del 241 aC, costruisce nel III secolo aC il primo lungo tratto dell'Aurelia per collegare a Roma le nuove Colonie Romane fondate a sovrapporsi agli insediamenti già etruschi - Fregenae, l'odierna Fregene, nel 245 aC, Alsium, l'odierna Palo di Ladispoli, nel 247 aC, Pyrgi, l'odierna Santa Severa, nel 264-245 aC, Castrum Novum, l'odierna Torre Chiaruccia di Santa Marinella, nel 265-264 aC, Punicum, l'odierna Santa Marinella, nel 264 aC, Centumcellae, l'odierna Civitavecchia, Cosa, l'odierna Ansedonia di Capalbio, Vada Volaterrana, l'odierna Vada.

 

Nel 109 aC il Censore Marco Emilio Scauro la prolunga ancora fino a Pisae, l'odierna Pisa, ma qui rimarrà interrotta per secoli lungo il suo tracciato costiero: per raggiungere infatti la Colonia di Luna, l'odierna Carrara, e proseguire per Gemia, l'odierna Genova, Emilio Scauro è costretto ad aggirare l'Appennino evitando le zone controllate dagli ostili ed agguerriti Apuani, i cosiddetti "Liguri Montani" o Sengauni - l'Aurelia da Pisa devia così a Luca, l'odierna Lucca, Forum Clodii, l'odierna Garfagnana.

 

Ma questa "strada di emergenza" fino a Vada Sabatia, l'odierna Vado Ligure, non è più la Via Aurelia, ma si chiamerà Via Emilia Scauri. a riallacciarsi qui alla Via Iulia Augusta che, passando per Derthona, l'odierna Tortona, proseguirà verso Massalia, l'odierna Marsiglia.

 

Le prime invasioni barbariche ne decidono il progressivo declino che continuerà per tutto il Medioevo, anche perché la strada diventa sempre più insicura e costeggia inoltre vaste zone decisamente insalubri, paludose e malariche come le cosiddette Fossae Papirianae, ampia zona paludosa sull'attuale costa della Versilia.
 

Il tracciato della Via Aurelia lungo il Mar Tirreno


- Torre in Pietra, al km 22

- il latifondo

- Palidoro, Salvo D'Acquisto, al km 26

- Palo (l'antica Alsium)
- Ladispoli, al km 45

- Cerveteri (la Caere etrusca) al km46

- Santa Severa (l'antica Pyrgi; km 51)

- Santa Marinella (km 60)
- Civitavecchia (km 71)

- Terme Taurine (l'antica Acquæ Tauri; km 72)

- Tarquinia (km 101)

- la maremma toscana
- Capalbio (km 132)

- Orbetello e le saline (km 141)

- Talamone (Spedizione dei Mille; km 165)
- Vetulonia (km 207)

- Populonia (km 249)

- Pisa (km 336)

- Lucca (km 351)

- Viareggio (km 367)
 

Il tracciato della Via Æmilia
 

- Via Sarzanese
- Via Emilia Scauri
- Luni (Carrara; km 399), la "Via dei Marmi"
- Genova (km 501)

- Savona (km 546)

- Vado Ligure (km 553)
 

Il tracciato della Via Iulia Augusta
 

- Albenga (km 588)

- Sanremo (km 640),
- i Giardini Hanbury a Ventimiglia (km 655)
- Nizza (km 687)

- Fréjus (l'antica Forum Iulii; km 742)

- Tolone (km 827)

- Marsiglia (km 880)

- Arles (km 962)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Campana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Via Antica Consolare Campana" - Roma-saline già di Vejo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Casilina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma-Casilium (Capua).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Cassia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma-Etruria interna-Florentia, l'odierna Firenze, in Toscana dal 171 aC

Successivi prolungamenti per Lucca e Pistoia a ricongiungersi con la Via Aurelia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Cecilia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La costruisce il Console Lucio Cecilio Metello Calvo nel 142 aC o Lucio Cecilio Metello Diademato nel 117 aC, dal 35° miglio della Salaria-Appennino Centrale-Costa Adriatica ad Amiternum-Hatria, l'odierna Atri.

 

Si distacca dalla Salaria in Sabina a Trebula Mutuesca o Interocrium, l'odierna Antrodoco, dopo Reate, l'odierna Rieti, passa per Amiternum, città sabina nella piana di L'Aquila, supera lo spartiacque appenninico, scende la Valle del Vomanus tra Catena del Gran Sasso e quella dei Monti della Laga, con un ramo attraversa Interamnia Praetuttiorum, l'odierna Teramo, e raggiunge la costa a Castrum Novum, l'odierna Giulianova, a circa 151 miglia da Roma.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

 

Via Claudia Augusta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Iniziata da Druso nel 15 aC ed ultimata dal figlio, l'Imperatore Claudio, nel 47 dC, da cui il nome, valica le Alpi al Passo del Brennero o di Resia, collegando la Venetia al Danubio nel Norico, l'odierna Baviera, in un doppio percorso di 350 miglia, circa 520 chilometri: la Claudia Augusta Padana, da Hostilia, l'odierna Ostiglia, Verona e Tridentum, l'odierna Trento, dove si congiunge alla Claudia Augusta Altinate, da Altino forse per Feltre o Belluno.

 

 

La Via Claudia Augusta Padana da Hostilia a ovest in ciclamino e la Via Claudia Altinate da Altinum ad est in azzurro si congiungono a Tridentum, si dividono e riuniscono di nuovo attraversando le Alpi verso Nord.

 

Arteria importantissima di collegamento fra mondo latino e germanico, cui confluiscono altre quattro superstrade: la Via Annia, Adria-Aquileia, la Via Popilia, Rimini-Altino, la Via Aurelia, nel tratto Padova-Asolo-Feltre, e la via Postumia, Genova-Aquileia.
 

Il tracciato, dopo Feltria, l'odierna Feltre-Val Sugana-Tridentum, dovrebbe seguire Valle dell'Adige-Bauzanum, l'odierna Bolzano-Statio Maiensis, l'odierna Merano, e poi Foetes, l'odierna Füssen-Augusta Vindelicum, capitale della Provincia Romana della Raetia, l'odierna Augsburg in Italiano Augusta, raggiungendo il Danubio a Donauwörth.

 

Rimarcabile come non sia riportata nella Tabula Peutingeriana!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

 

Via Clodia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma-Saturnia, in sistema con le Vie Aurelia e Cassia.

 

 

Il tracciato della Via Clodia tra la costiera Via Aurelia in blù e l'interna Via Cassia in rosso.

 

Fa parte del sistema viario dell'antica Roma lungo la direttrice Nord-Ovest, unendo la Via Cassia alla Via Aurelia, ma, mentre le due arterie principali sono a lungo raggio e per trasferimenti militari, la Via Clodia ricalca preesistenti tracciati etruschi, collegando Roma alle nuove colonie interne dell’Etruria nord-occidentale con fini soprattutto commerciali e traffico mai intenso.
 

Anche detta “Via delle Terme” (tradizione etrusca per eccellenza), la strada viene prima utilizzata per penetrare e conquistare l’Etruria a partire dal 310 aC, ed è percorribile sull'intero tracciato solo alla fine del III secolo, risultando pavimentata dal 225. 

 

La Tabula Peutingeriana ne riporta le mansiones:
 

- Sextum, l'odierna zona La Storta, dove si separa dalla Cassia
-
Careias, l'odierna Santa Maria di Galeria
-
Ad Nonas, l'odierna Vigna di Valle
-
Forum Clodii, nelle vicinanze dell'odierna San Liberato a Bracciano
-
Olera, l'odierna Blera
-
Tuscana, l'odierna Tuscania
-
Marta, sul Lago di Bolsena
-
Maternum, l'odierna zona Canino-Ischia di Castro
-
Saturnia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

 

Via Collatina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma-Collatia

 

 

Il tracciato dell'antica Via Collatina, da Roma verso est fino a Collatia.

 

La Via Collatina "Antica" può essere considerata una variante della Via Tiburtina Antica, da cui si stacca in Epoca Romana fuori la Porta Tiburtina delle Mura Aureliane: è una strada di servizio per la manutenzione dell'acquedotto Virgo, di cui segue in parte il tracciato.

Dall'antica Città di Collatia, viene successivamente prolungata fino all'altra antica Città di Gabii, poi attraverso il Fiume Aniene ed infine a ricollegarsi alla Via Tiburtina Antica.

L'attuale Via Collatina inizia solo dopo la Stazione ferroviaria Prenestina.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Domiziana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Via Domiziana, in Campania, è la più grande strada costruita per opera dell'Imperatore Romano Domiziano nel 95 d.C., per migliorare i collegamenti tra il porto di Puteoli, l'odierna Pozzuoli, e il resto dell'Impero.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Emilia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal 187 aC Flaminia/Rimini-Bologna-Piacenza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Emilia Scauri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal 109 aC Aurelia/Luni-Genova-Vada Sabatia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Empolitana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Farnesiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Aurelia-Farnese, Provincia di Viterbo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Flaminia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal 220 aC Roma-Rimini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Flaminia Minor

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal 187 aC Arezzo-Claterna, Provincia di Bologna, per transiti militari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Julia Augusta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal 13 aC Piacenza-Riviera Ligure di Ponente-Gallia fino a Arles/Domizia

Esiste un'altra strada romana omonima Aquileia-Norico (vedi Via Iulia Augusta)!
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Labicana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma-Labicum, a sud-est, in sistema con la Praenestina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Latina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma-Monti Ernici-Fiume Liri-Fiume Volturno-Capua/Appia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Laurentina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma-Laurentum, l'odierna Lavinio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Nomentana o Ficulensis

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma-Nomentum, vicino l'odierna Mentana, ma inizialmente solo fino a Ficulea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Ostiense

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma-Ostia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Pompea

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal 210 aC periplo della Sicilia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Popilia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal 132 aC Capua-Reggio Calabria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Popilia-Annia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal 132-131 aC Rimini-Aquileia - vedi anche Via Annia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Portuense

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dalla fine del I sec. dC per raggiungere rapidamente la Città di Porto e i porti di Claudio e Traiano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Postumia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal 148 aC Genova-Aquileia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Praenestina o Gabina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma-Praeneste

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Salaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma-Mare Adriatico, nelle Marche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Salaria Gallica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Forum Sempronii, l'odierna Fossombrone-Asculum, l'odierna Ascoli Piceno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Salaria Picena

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Litoranea Flaminia/Fanum Fortunae-Salaria/Castrum Truentinum, vicino Porto D'Ascoli

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Satricana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma-Satricum

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Severiana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A Portus, l'odierna Fiumicino-Terracina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Sorana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tiburtina Valeria/Alba Fucens-Sora-Valle del Liri-Latina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Sublacense

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Valeria-Subiaco/Villa di Nerone

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Tiburtina

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Roma-Tibur, l'odierna Tivoli/Tiburtina Valeria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Traiana Calabra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Appia) Traiana/Brindisi-Otranto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Trionfale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Triumphalis dal centro di Roma alla Via Cassia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Tuscolana

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(Le origini della via Tuscolana non sono di epoca romana ma risalgono al Medioevo)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Valeria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Messina-Siracusa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

 

Germania

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Transalpine per la Germania

 

- Claudia Augusta, Veneto-Passo di Resia-Augusta


-
Mala, Milano-Passo del San Bernardino-Lindau, sul Lago di Costanza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

 

Francia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

- Agrippa, dal 40 dC Roma-Arles-Boulogne-sur-Mer

 

- Aquitania, Domizia/Narbona-Tolosa-Bordeaux-Oceano Atlantico

 

- Giulia Augusta

 

- Via di Antonino o via degli Elvii


-
Domizia, dal 118 aC Nîmes-Augusta/Col de Panissars, sui Pirenei
 

- Via delle Alpi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

Spagna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Iter ab Emerita Asturicam

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Siviglia-Gijón, una delle strade romane più conosciute che unisce da sud a nord Emerita Augusta, l'odierna Mérida, capitale della Provincia della Lusitania, fondata nel 25 aC, e Asturica Augusta, l'odierna Astorga, sede di un importantissimo accampamento romano.

 

La strada contribuisce a fronteggiare militarmente le ultime tribù iberiche "ribelli", cioè libere: i Cántabri, antica federazione di 11 tribù celtiche sulla costa settentrionale e nella zona montuosa, oggi distretto di Cantabria, e degli Asturi, Transmontani (Lugones, Pesicos, Cilurnigos, Vincianos and Viromenicos) e Cismontani (Lancienses, Orniacos and Supertios), insieme gli originari abitanti indo-europei di lingua celtica del nord-ovest della Hispania, chiamati così dal fiume Asturia, l'attuale Órbigo).

 

Le Guerre Asturo-Cantabriche riguardano il controllo delle ricche miniere d'oro e di ferro dell'intera area, impegnano 7-8 Legioni più truppe ausiliari galliche ed una flotta - quindi oltre 70-80.000 soldati, durano un decennio, dal 29 al 19 aC, con la partecipazione di Ottaviano Augusto prima e Marco Vipsanio Agrippa poi, e non mancano di colpi di scena: "vittoria" romana nel 25 con tanto di "resa ufficiale" nelle mani di Augusto in persona, ma si combatte ancora nel 24 e nel 22 e la vera resa delle tribù avviene solo nel 19, anno della sottomissione dei territori sia dei Cantabri che degli Asturi, quindi della definitiva conquista romana della Hispania.

Nel
Medioevo questa tratta di ben 500 chilometri prende il nome di Vía de la Plata, divenendo poi uno degli innumerevoli percorsi di pellegrinaggio, con tappa ad Astorga, alla volta di Santiago de Compostela: oggi di grande richiamo turistico come “Ruta Vía de la Plata” insieme ai Camino de Santiago, Camino Francés, Camino del Norte e Camino Portugués

 

Le tappe della rotta: Mérida-Cáceres-Salamanca-Zamora-Astorga-Benavente-Aljucén-Béjar-La Bañeza-Alcuéscar-Casas de don Antonio-Alconétar-Baños de Montemayor-Álija del Infantado-Aldea del Cano-La Vizana, ponte romano sul Río Órbigo-Astorga

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

 

Via Augusta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cadice-Valencia-Barcellona-Domizia/Col de Panissars, sui Pirenei

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

 

Grecia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Via Egnatia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

O Via Ignazia, dal 146 aC la riqualificazione romana di un percorso millenario tra Adriatico ad est ed Egeo ad ovest, la quale prende il nome dal Proconsole di Macedonia Gaio Ignazio


 

In pratica la Via Egnatia rappresenta un prolungamento con criteri modernissimi della Via Appia fino a Byzantium, attraverso un traghettamento di uomini, animali e merci sull'Adriatico, tra Brindisi e Dyrrachium, l'odierna Durazzo in Albania, dove circa un secolo più tardi si combatterà la famosa battaglia tra gli eserciti di Gneo Pompeo Magno e Gaio Giulio Cesare, preludio di quella di Farsalo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Balcani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Strada di Kazan

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dal 33-34 lungo il Danubio nelle Gole di Kazan.

 

Audacemente, tenacemente e spettacolarmente aperta da Genieri dell'esercito romano intagliando pareti rocciose a picco nelle gole danubiane delle cosiddette Porte di Ferro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina

 

 

 

Gran Bretagna/Regno Unito

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sistema viario della Britannia Romana, interamente riportato nell'Itinerarium Provinciarum Antonini Augusti.

 

- Akeman Street, Londinium, l'odierna Londra-Hemel Hempstead-Berkhamsted-Tring-Aylesbury-Bicester-

Woodstock-Witney-Fosse Way/Corinium, l'odierna Cirencester, ricca città con i suoi oltre 12.000 abitanti seconda nella Britannia Romana solo a Londinium, poi Capitale Provinciale della Britannia Prima

La maggiore strada romana in Britannia, il cui nome o deriverebbe da "Akeman", forma medievale "oak-man" o "uomo-quercia" in riferimento ai boschi della zona, o da "Acemannesceastre"/"Acemannes" il nome anglo-sassone della città di Bath, dal nome latino Aquae Sulis) e "Ceastre" dal latino castra (il suffisso "Ceastre" nella forma di "Chester" si ripete nei nomi odierni di città inglesi)

Esiste tuttora nei tratti Stretton Way, Carlton Way e Mere Way.

 

- Devana, Durolipons, l'odierna Cambridge-Camulodumum, l'odierna Colchester, nell'Essex.

 

- Dere Street o Deere Street o Via Regia, Eboracum, l'odierna York-Vallum Antonini/Caledonia, l'estrema 

fortificazione trasversale a nord del Vallum Aelium o Muro o Vallo di Adriano, al confine con l'odierna Scozia

Esiste ancora nei tracciati di molte arterie moderne, compresa la A1 e la A68 a nord di Coria o Corstopium o Coriosopitum, l'odierna Corbridge, centro logistico di rifornimento per i 9.000 legionari lungo i 120 chilometri del Muro di Adriano, inizialmente la parte più settentrionale del limes romano, oggi conosciuto semplicemente come Roman Wall e dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità nel 1987
Il nome deriva dal Regno anglo-sassone di Deira che attraversa in epoca post-romana, ma viene a volte chiamata anche "Watling Street", creando confusione con la Watling Street Dover-Wroxeter.


-
Ermine Street, Londinium, l'odierna Londra-Lindum Colonia, l'odierna Lincoln-Eboracum, l'odierna York

In Inglese antico "Earninga Straete" dalla locale tribù degli Earningas.


-
Fen Causeway o Fen Road, Denver-March-Eldernell-Ermine Street

È possibile un prolungamento ad est di Denver fino a congiungersi con Peddars Way.

Ottimo esempio di strada romana sopraelevata per attraversare vaste zone paludose: le enormi masse di ghiaia riportata arrivano fino a 18 metri di altezza!


-
Fosse Way, Isca Dumnoniorum, l'odierna Exeter, a sud-ovest-Lindinis, l'odierna Ilchester-Aquae Sulis,

l'odierna Bath-Corinium, l'odierna Cirencester-Ratae Corieltauvorum, l'odierna Leicester-Lindum Colonia, l'odierna Lincoln, nelle Midlands Orientali.
Unisce Akeman Street con Ermin Way a Corinium, l'odierna Cirencester, attraversa Watling Street a Venonis, l'odierna High Cross a sud di Leicester, e collega Ermine Street a Lindum, l'odierna Lincoln
L'
unica strada romana della Britannia a mantenere il nome latino: "Fosse" dal latino fossa, fossato, perché all'invasione della Britannia nel 43 aC il tracciato della futura strada ne costituisce il temporaneo limes occidentale, protetto da un largo fossato, poi forse solo parzialmente riempito di ghiaia e convertito in una strada fiancheggiata dal resto della trincea di difesa.


-
Peddars Way, forse
dal latino pedester - "a piedi", strada costruita nel 61 aC per facilitare la sottomissione

dei ribelli Iceni comandati dalla Regina Boadicea o Boudicca , oggi una pista di 74 chilometri Knettishall Heath - Holme-next-the-Sea.


-
Stane Street o Stone Street, Londinium, l'odierna Londra-Noviomagus Reginorum or Regnentium,

rinominata Chichester dai Sassoni, e forse oltre fino al Palazzo Romano di Fishbourne, sulla costa.

La strada mostra chiaramente il metodo romano di preciso allineamento "a vista" da London Bridge a Chichester, di intelligente sfruttamento dei dislivelli e di conoscenza geologica per evitare zone argillose di Londra e tenersi preferibilmente su roccia calcarea.

Il nome Stane altro non è che l'arcaica forma di "stone", nell'antica lingua germanica scandinava, il "norreno", chiamata "steinn", attributo usato per distinguere le strade romane pavimentate con pietre dai sentieri fangosi degli autoctoni.


-
Stanegate, Dere Street/Coria, l'odierna Corbridge-Luguvallium, l'odierna Carlisle, ad ovest lungo il lato

sud  del Muro di Adriano.


-
Watling Street, in anglo-sassone "Wæclinga stræt", Dover-Londinium, l'odierna Londra-Verulamium, poi

Wætlingaceaster, l'odierna St. Albans-Ouirokónion o Viroconium, l'odierna Wroxeter.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

All'inizio di pagina