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Cultura e società
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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico Ieri per capire meglio l'oggi Chi siamo Roma città etrusca, eccome! Pagina in costruzione: rinnovare volentieri la pagina con il browser per essere sicuri di visualizzarne la versione più recente |
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La “Tabula Peutingeriana” o “Codex Vindobonensis” – Approfondimento |
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In questa pagina Via Annia (settentrionale o romagnolo-veneta) Via Annia (meridionale o campano-calabra) Via Claudia Augusta Via Iulia Augusta Via Mala Via Agrippa Via Antonina o degli Elvii Via Aquitania Via Giulia Augusta Via delle Alpi/Alpina Via Domizia Via Augusta Iter ab Emerita Asturicam Via Egnatia Strada di Kazan Akeman Street Via Devana Dere Street o Deere Street o Via Regia Ermine Street Fen Causeway o Fen Road Fosse Way Peddars Way Stane Street o Stone Street Stanegate Watling Street
Approfondimento Xxxx
Pagine correlate
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L'Impero Romano nel 125 dC: le linee in rosso indicano solo le principali arterie dell'imponente sistema viario che rende facilmente raggiungibili tutti i territori conquistati connettendo, come mai prima, tre continenti - Europa, Asia e Africa.
Le autostrade dell'Impero |
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Le strade romane arrivano a formare una fittissima quanto complessa rete sull'intero territorio dell'Impero, rendendo a chiunque debba - e se lo possa permettere - di raggiungerne anche i luoghi più lontani e più impervi: da non dimenticare però come la prioritaria importanza di questo investimento derivi dalla loro funzione iniziale, la quale permane nell'essere principalmente uno strumento bellico.
Al tempo di
Domiziano, vale a dire
tra il 51 ed il 96 dC, la rete di comunicazione romana conta più di
55.000 miglia - qualcosa come
oltre 80.000 chilometri! - di strade "secondarie",
ciascuna in media lunga solo una ventina di chilometri, escluse
cioè le 19 "principali" vie a lungo
raggio che dipartono tutte da Roma, tre delle quali - Aurelia, Flaminia
e Appia - coprendo tragitti fino a 150 miglia! A seconda della loro finalità ed importanza, infatti, le strade romane si distinguono rigorosamente per tipologia in principali o strade pubbliche statali - viae publicae, consulares, praetoriae e militares, in secondarie, private o di campagna - viae privatae, rusticae, glareae (solo inghiaiate) ed agrariae, ed ancora di terza categoria o locali - viae vicinales da vicus, cioè "villaggio": tutte però regolarmente connesse nella rete globale, in modo da poter lasciare una via principale per una secondaria ed agganciare una locale, cosa che, in senso inverso, permette da qualsiasi villaggio o cittadina di immettersi sulle grandi arterie che portano a città e Province, in pratica già il moderno sistema viario da noi tuttora adottato.
La loro qualità varia di conseguenza nelle tecniche e soprattutto nei materiali: le strade delle grandi città e le principali strade di interconnessione tra grandi centri e su lunghe distanze sono viae munitae, cioè lastricate, anche chiamate "strata", da cui il nostro "strada", dato che il vocabolo nella tarda latinità perde il suo significato originario per indicare qualsiasi tipo di via, seguono le viae glareatae, normalmente strade secondarie prive di pavimentazione e, quindi, con una superficie calpestabile di sola brecciolina compattata, per arrivare, nella terza categoria, a quelle di semplice terra sassosa pressata, le cosiddette viae terrenae, spesso a raggiungere fattorie.
Dopo il collasso
totale dell'Impero Romano d'Occidente,
per convenzione nel 476, anno in
cui Odoacre ne depone l'ultimo legittimo Imperatore, Romolo Augusto, con
la cessata manutenzione delle
strade lastricate e, soprattutto, le continue rimozioni o "furti"
degli appetibili blocchi di pietra da strade ed edifici romani da parte
dei locali per riutilizzarle in altre costruzioni, molte delle
viae munitae diventano così
dissestate da finire per essere interrotte, "spezzate" o impercorribili
lungo il loro tracciato, ora in latino chiamate quindi viae
interruptae, da cui sembrerebbe
derivare il termine portoghese "rua",
il francese "rue" e
l'inglese "road", quest'ultimo
verosimilmente evolutosi dall'Inglese arcaico "rad"
o "ridan", nel senso di "incursione ostile di cavalieri"
utilizzando tali strade o "di briganti" lungo tali strade - da cui i
moderni vocaboli riding e raid, il secondo anche
neologismo usato in Italiano, come ad esempio in "un raid aero"
[nota di Pietro Barlesi]. Ancora oggi però molte strade moderne ricalcano il pressoché esatto tracciato di quelle romane! |
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Italia |
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In Italia
le strade romane sono ancora tutte attive
e prendono i loro nomi
o dai magistrati - censori o consoli - che ne ordinarono la
costruzione (Flaminia, Emilia...) o dalle località di fine
tratta (Ardeatina fino ad Ardea, Anagnina ad Anagni...) o
dal loro primario utilizzo (Salaria dal trasporto del sale). In ordine alfabetico sono: |
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Via Amerina |
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Dalla Via Cassia
nelle vicinanze di Baccanae,
l'odierna Baccano, proseguendo per Falerii,
l'odierna Faleria, Tuder,
l'odierna Todi, e Perusia,
l'odierna Perugia, ricongiungendosi alla Via Cassia a
Clusium,
l'odierna Chiusi,
e alla
Via Traiana,
che collega Chiusi con Orvieto e Bolsena.
La Via Amerina dalla Cassia nei pressi del Lacus Sabatinus alla Cassia nei pressi del Lacus Trasimenus.
In seguito alle incursioni di Faroaldo I, il longobardo primo Duca di Spoleto, che alla fine del VI secolo tagliano la Via Flaminia, arteria vitale tra Roma e Ravenna, saccheggiando anche Classis, il porto di Ravenna, la Via Amerina viene migliorata e fortificata, ultimo "cantiere" stradale nella Penisola durante la Tarda Antichità, facendone il nuovo centrale collegamento, militare e strategico, dell'Italia Imperiale. |
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Via Annia |
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Il nome "Annia" e/o "Popilia" viene attribuito a due tracciati omonimi, cronologicamente contemporanei, ma geograficamente situati una a nord-est e l'altra a sud-ovest della penisola:
- tra Arìminum e Aquileia la prima, - tra Capua e Rhegium l'altra.
La denominazione è certa per la costiera veneta, meno sicura per quella calabra. |
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Via Annia (settentrionale o romagnolo-veneta) |
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Adria-Padova-Aquileia, dal 132-131 aC Rimini-Aquileia come Via Popilia-Annia.
La Via Annia settentrionale (in rosso) da Ravenna ad Aquileia (da notare le notevoli variazioni della linea costiera lungo tutto il tracciato!) ed il suo congiungimento con la Via Postumia (in celeste).
Opera del Pretore Tito Annio Rufo dal 131 aC collega le città della Gallia Cisalpina Atria, l'odierna Adria, Patavium, l'odierna Padova, Altinum, l'odierna Altino, Iulia Concordia, l'odierna Concordia Sagittaria, ed Aquileia. Utilizza in parte il sistema viario pre-esistente, ma cambia con il tempo tracciato vicino alla costa, dati gli spostamenti della laguna, e a Iulia Concordia si collega alla Via Postumia.
Nella tarda antichità
decade a causa dello spopolamento dovuto alle ripetute invasioni
barbariche.
La Via Popilia
del console Publio Popilio Lenate
del 132 aC
- dunque di un solo un anno precedente alla Annia - parte invece dalla
colonia romana di
Ariminum, l'odierna Rimini, passa
da Ravenna e prosegue conduceva
per Adria, Altino ed Aquileia.
Quando si parla di Via Popilia-Annia o Annia-Popilia si riferisce quindi non ad una singola strada, ma al sistema viario della regione costiera romagnolo-veneta, costituito dalla Popilia e dalla Annia. |
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Via Annia (meridionale o campano-calabra) |
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Anche chiamata Via
Popilia o Via Capua-Rhegium ovvero
Via ab Regio ad Capuam.
La Via Annia meridionale dall'Appia, nell'etrusca Capua, fino a Reggio Calabria, per l'imbarco sullo Stretto verso la Sicilia.
Per decreto della Magistratura Romana il collegamento Roma-"Civitas Foederata Regium", all'estrema punta meridionale della Penisola Italica, una delle più importanti arterie del sud della Penisola Italica, a e dalla Sicilia: è anche chiamata da alcuni Via Annia, attribuendone la costruzione al Console Tito Annio Lusco nel 153 aC o al Pretore Tito Annio Rufo nel 131, e da altri invece Via Popilia, dal Console Publio Popilio Lenate responsabile della sua realizzazione nel 132 aC, come autoriportato nel cosiddetto "Cippo di Polla" (probabilmente iniziata da Popilio e completata l'anno dopo da Annio Rufo).
Da Roma a Capua è Via
Appia, poi la Annia meridionale si stacca verso sud per Sala Consilina, con le
seguenti stationes: - Nuceria, l'odierna Nocera - Moranum, l'odierna Morano - Cosentia, l'odierna Cosenza - Valentia, l'odierna Vibo Valentia - ad fretum ad statuam o ad columnam, la cosiddetta "Colonna Reggina" sovrastata da Poseidone, nell'antichità simbolo dello Stretto di Messina nei pressi dell'odierna Cannitello - Rhegium, l'odierna Reggio. |
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Via Appia Antica |
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La più famosa strada romana, "regina viarum", dal 312 aC Roma-Capua-Benevento poi prolungata nel 264 aC fino a Taranto-Brindisi, all'epoca il più importante porto per la Grecia e l'Oriente
Il Censore Appius Claudius Caecus la inizia nel 312 aC, ristrutturando ed ampliando la strada per le colline di Albano, ma i lavori si protrarranno fino al 190 aC per completarne il percorso fino al porto di Brindisi: da Porta Capena, presso le Terme di Caracalla, collega Aricia, l'odierna Ariccia, il Foro Appio, Anxur, l'odierna Terracina, Fundi, l'odierna Fondi, Itri, Formiae, l'odierna Formia, Minturnae, l'odierna Minturno, e Sinuessa, l'odierna Mondragone, fino a a Capua, l'odierna Santa Maria Capua Vetere, prosegue per zone montuose a Vicus Novanensis, l'odierna Santa Maria a Vico, attraverso la Sella di Arpaia raggiunge Caudium, l'odierna Arpaia, poi Beneventum, l'odierna Benevento, Aeclanum, l'odierna Mirabella Eclano, Venusia, l'odierna Venosa, fino al mare di Tarentum, quindi a Uria, l'odierna Oria, ed infine Brundisium, l'odierna Brindisi dove vengono erette due colonne.
Scavata una trincea la si colma di pietrisco ad assicurare il drenaggio del fondo stradale, così che la pavimentazione sovrastante - grandi pietre levigate, combacianti e fissate con calcestruzzo - rimanga sempre asciutta, permettendo un traffico intenso e scorrevole anche di pesantissimi carri tutto l'anno ed in qualsiasi condizione meteorologica: una rivoluzione ingegneristica di matrice etrusca solo grazie alla quale sia la Repubblica che l'Impero potranno realizzare la imponente rete stradale romana.
Anche tracciato e "accessori" mostrano inedite caratteristiche, diventando il prototipo della classica strada romana:
- è a doppio senso con due carreggiate ciascuna larga 7 piedi romani, oltre 2 metri, per un totale di circa 4 metri e 10 centimetri, - tende, ovunque possibile, a mantenersi rettilinea, - è munita di crepidines o marciapiedi laterali, - offre speciali attraversamenti pedonali - viene scandita da pietre miliari con le rispettive distanze ed indicazioni.
La Via Appia viene
successivamente "modernizzata" con
il tracciato della Via Traiana, cade poi lentamente in
disuso al crollo dell'Impero Romano,
dimenticata per lunghi secoli,
viene riutilizzata nel Medioevo
dai Crociati (da Brindisi salpa Federico II per la Terra Santa), viene
"riscoperta" nel Rinascimento, ma
torna davvero in vita solo quando restaurata
da Papa Pio VI nel Settecento, una nuova Via Appia
nel 1784 a coincidere con o quasi
parallela a l'originale.
Il tracciato della Via Appia Antica in rosso e quello alternativo, più moderno, scorrevole e sdoppiato, della Via Appia Traiana in blù. |
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Via (Appia) Traiana |
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Dal 109 dC alternativa all'Appia Antica da Beneventum, l'odierna Benevento-Costa Adriatica-Brundisium, l'odierna Brindisi.
Dopo quasi un secolo dal suo completamento la Via Appia viene modificata dall'Imperatore Traiano fra il 108 ed il 110 dC per rendere la seconda metà del percorso più lineare, comodo e veloce: ricalcando un pre-esistente tracciato di età repubblicana, la nuovo variante lascia Benevento attraverso l'Arco di Traiano e continua prima a nord-est verso Aecae, l'odierna Troia, Herdonia, l'odierna Ordona, poi con un ampio arco a sud-est raggiunge Canusium, l'odierna Canosa di Puglia, Rubi, l'odierna Ruvo di Puglia, Butontum, l'odierna Bitonto.
Da Bitonto la nuova Appia si sdoppia in due tracciati:
nelle vicinanze dell'odierna Fasano;
Ceglie del Campo, Capursi, l'odierna Capurso, Rutigliano, Noa, l'odierna Noicattaro, e Norba, l'odierna Conversano.
Le due strade si riuniscono poi nei pressi di Egnazia in un'unica costiera, la quale termina sempre a Brindisi, come l'Appia Antica.
Conosciuta prima come "Via Sacra Longobardorum" perché percorsa da pellegrini verso i centri religiosi longobardi, tra l'altro sul Promontorio del Gargano, e come "Via dei Crociati" quando attraversata dagli eserciti "fedeli" verso la Terra Santa, durante il Medioevo rientra nel sistema delle grandi vie di pellegrinaggio, servita da alberghi ed ospizi dei Cavalieri Templari e Gerosolimitani, ovvero del Regno di Gerusalemme, resa sicura dai Cavalieri di Malta. |
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Via Ardeatina |
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Da Roma, via la Porta Naevia delle Mura Aureliane poi Porta Ardeatina, si distacca dalla Via Appia Antica percorrendo soli 39 chilometri attraverso la campagna dell'Agro Romano fino ad Ardea.
Ma essendo l'unica testimonianza della via, di cui nulla rimane, l'iscrizione "manceps viarum Laurentinae et Ardeatinae", alcuni ne deducono come alla Porta Ardeatina si diramino entrambi dalla Via Ostiensis, altri che l'Ardeatina diparta dalla Via Appia, mentre alla Porta Naevia sia solo la più antica Via Laurentina (Vetus) a diramarsi. |
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Via Aurelia |
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Roma-Gallia, l'odierna Francia, dal 241 aC.
Nel tratto iniziale le strade sono due: l'Aurelia Vetus e l'Aurelia Nova si uniscono verso nord a Val Canuta, appena fuori città, costituendo l'arteria litoranea tirrenica per la Liguria e la Gallia.
Un primitivo tracciato collega solo Roma con l'alleata (!) Caere, l'odierna Cerveteri, poi questa, nemica sconfitta, perde gran parte del Litorale Tirrenico e Caius Aurelius Cotta, censore del 241 aC, costruisce nel III secolo aC il primo lungo tratto dell'Aurelia per collegare a Roma le nuove Colonie Romane fondate a sovrapporsi agli insediamenti già etruschi - Fregenae, l'odierna Fregene, nel 245 aC, Alsium, l'odierna Palo di Ladispoli, nel 247 aC, Pyrgi, l'odierna Santa Severa, nel 264-245 aC, Castrum Novum, l'odierna Torre Chiaruccia di Santa Marinella, nel 265-264 aC, Punicum, l'odierna Santa Marinella, nel 264 aC, Centumcellae, l'odierna Civitavecchia, Cosa, l'odierna Ansedonia di Capalbio, Vada Volaterrana, l'odierna Vada.
Nel 109 aC il Censore Marco Emilio Scauro la prolunga ancora fino a Pisae, l'odierna Pisa, ma qui rimarrà interrotta per secoli lungo il suo tracciato costiero: per raggiungere infatti la Colonia di Luna, l'odierna Carrara, e proseguire per Gemia, l'odierna Genova, Emilio Scauro è costretto ad aggirare l'Appennino evitando le zone controllate dagli ostili ed agguerriti Apuani, i cosiddetti "Liguri Montani" o Sengauni - l'Aurelia da Pisa devia così a Luca, l'odierna Lucca, Forum Clodii, l'odierna Garfagnana.
Ma questa "strada di emergenza" fino a Vada Sabatia, l'odierna Vado Ligure, non è più la Via Aurelia, ma si chiamerà Via Emilia Scauri. a riallacciarsi qui alla Via Iulia Augusta che, passando per Derthona, l'odierna Tortona, proseguirà verso Massalia, l'odierna Marsiglia.
Le prime invasioni barbariche
ne decidono il progressivo declino che continuerà per tutto il Medioevo,
anche perché la strada diventa sempre più insicura e costeggia inoltre
vaste zone decisamente insalubri, paludose e malariche come le
cosiddette Fossae Papirianae, ampia zona paludosa sull'attuale
costa della Versilia. Il tracciato della Via Aurelia lungo il Mar Tirreno
- il latifondo - Palidoro, Salvo D'Acquisto, al km 26
- Palo (l'antica Alsium) - Cerveteri (la Caere etrusca) al km46 - Santa Severa (l'antica Pyrgi; km 51)
- Santa Marinella (km 60) - Terme Taurine (l'antica Acquæ Tauri; km 72) - Tarquinia (km 101)
- la maremma toscana - Orbetello e le saline (km 141)
- Talamone
(Spedizione dei Mille; km 165) - Populonia (km 249) - Pisa (km 336) - Lucca (km 351)
- Viareggio (km 367)
Il tracciato della Via Æmilia
- Via Sarzanese - Savona (km 546)
- Vado Ligure (km 553)
Il tracciato della Via Iulia Augusta - Albenga (km 588)
- Sanremo (km 640), - Fréjus (l'antica Forum Iulii; km 742) - Tolone (km 827) - Marsiglia (km 880) - Arles (km 962) |
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Via Campana |
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"Via Antica Consolare Campana" - Roma-saline già di Vejo |
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Via Casilina |
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Roma-Casilium (Capua). |
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Via Cassia |
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Roma-Etruria interna-Florentia, l'odierna Firenze, in Toscana dal 171 aC Successivi prolungamenti per Lucca e Pistoia a ricongiungersi con la Via Aurelia. |
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Via Cecilia |
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La costruisce il Console Lucio Cecilio Metello Calvo nel 142 aC o Lucio Cecilio Metello Diademato nel 117 aC, dal 35° miglio della Salaria-Appennino Centrale-Costa Adriatica ad Amiternum-Hatria, l'odierna Atri.
Si distacca dalla Salaria in Sabina a Trebula Mutuesca o Interocrium, l'odierna Antrodoco, dopo Reate, l'odierna Rieti, passa per Amiternum, città sabina nella piana di L'Aquila, supera lo spartiacque appenninico, scende la Valle del Vomanus tra Catena del Gran Sasso e quella dei Monti della Laga, con un ramo attraversa Interamnia Praetuttiorum, l'odierna Teramo, e raggiunge la costa a Castrum Novum, l'odierna Giulianova, a circa 151 miglia da Roma. |
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Via Claudia Augusta |
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Iniziata da Druso nel 15 aC ed ultimata dal figlio, l'Imperatore Claudio, nel 47 dC, da cui il nome, valica le Alpi al Passo del Brennero o di Resia, collegando la Venetia al Danubio nel Norico, l'odierna Baviera, in un doppio percorso di 350 miglia, circa 520 chilometri: la Claudia Augusta Padana, da Hostilia, l'odierna Ostiglia, Verona e Tridentum, l'odierna Trento, dove si congiunge alla Claudia Augusta Altinate, da Altino forse per Feltre o Belluno.
La Via Claudia Augusta Padana da Hostilia a ovest in ciclamino e la Via Claudia Altinate da Altinum ad est in azzurro si congiungono a Tridentum, si dividono e riuniscono di nuovo attraversando le Alpi verso Nord.
Arteria importantissima di
collegamento fra
mondo latino e germanico, cui confluiscono
altre quattro superstrade: la Via Annia, Adria-Aquileia, la
Via Popilia, Rimini-Altino, la Via Aurelia, nel tratto Padova-Asolo-Feltre, e la via Postumia,
Genova-Aquileia. Il tracciato, dopo Feltria, l'odierna Feltre-Val Sugana-Tridentum, dovrebbe seguire Valle dell'Adige-Bauzanum, l'odierna Bolzano-Statio Maiensis, l'odierna Merano, e poi Foetes, l'odierna Füssen-Augusta Vindelicum, capitale della Provincia Romana della Raetia, l'odierna Augsburg in Italiano Augusta, raggiungendo il Danubio a Donauwörth.
Rimarcabile come non sia riportata nella Tabula Peutingeriana! |
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Via Clodia |
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Roma-Saturnia, in sistema con le Vie Aurelia e Cassia.
Il tracciato della Via Clodia tra la costiera Via Aurelia in blù e l'interna Via Cassia in rosso.
Fa parte del sistema
viario dell'antica Roma lungo la direttrice Nord-Ovest, unendo la
Via Cassia alla Via Aurelia,
ma, mentre le due arterie principali sono a lungo raggio e per
trasferimenti militari, la Via Clodia ricalca preesistenti tracciati
etruschi, collegando Roma alle nuove
colonie interne dell’Etruria nord-occidentale con fini
soprattutto commerciali e traffico mai
intenso. Anche detta “Via delle Terme” (tradizione etrusca per eccellenza), la strada viene prima utilizzata per penetrare e conquistare l’Etruria a partire dal 310 aC, ed è percorribile sull'intero tracciato solo alla fine del III secolo, risultando pavimentata dal 225.
La Tabula Peutingeriana
ne riporta le mansiones:
- Sextum,
l'odierna zona La Storta, dove si separa dalla Cassia |
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Via Collatina |
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Roma-Collatia
Il tracciato dell'antica Via Collatina, da Roma verso est fino a Collatia.
La Via Collatina "Antica" può essere considerata una variante della Via Tiburtina Antica, da cui si stacca in Epoca Romana fuori la Porta Tiburtina delle Mura Aureliane: è una strada di servizio per la manutenzione dell'acquedotto Virgo, di cui segue in parte il tracciato. Dall'antica Città di Collatia, viene successivamente prolungata fino all'altra antica Città di Gabii, poi attraverso il Fiume Aniene ed infine a ricollegarsi alla Via Tiburtina Antica. L'attuale Via Collatina inizia solo dopo la Stazione ferroviaria Prenestina. |
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Via Domiziana |
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La Via Domiziana, in Campania, è la più grande strada costruita per opera dell'Imperatore Romano Domiziano nel 95 d.C., per migliorare i collegamenti tra il porto di Puteoli, l'odierna Pozzuoli, e il resto dell'Impero. |
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Via Emilia |
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Dal 187 aC Flaminia/Rimini-Bologna-Piacenza |
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Via Emilia Scauri |
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Dal 109 aC Aurelia/Luni-Genova-Vada Sabatia |
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Via Empolitana |
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Via Farnesiana |
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Aurelia-Farnese, Provincia di Viterbo |
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Via Flaminia |
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Dal 220 aC Roma-Rimini. |
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Via Flaminia Minor |
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Dal 187 aC Arezzo-Claterna, Provincia di Bologna, per transiti militari |
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Via Julia Augusta |
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Dal 13 aC Piacenza-Riviera Ligure di Ponente-Gallia fino a Arles/Domizia
Esiste un'altra strada
romana omonima Aquileia-Norico (vedi
Via Iulia Augusta)! |
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Via Labicana |
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Roma-Labicum, a sud-est, in sistema con la Praenestina |
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Via Latina |
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Roma-Monti Ernici-Fiume Liri-Fiume Volturno-Capua/Appia |
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Via Laurentina |
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Roma-Laurentum, l'odierna Lavinio |
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Via Nomentana o Ficulensis |
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Roma-Nomentum, vicino l'odierna Mentana, ma inizialmente solo fino a Ficulea |
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Via Ostiense |
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Roma-Ostia |
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Via Pompea |
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Dal 210 aC periplo della Sicilia |
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Via Popilia |
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Dal 132 aC Capua-Reggio Calabria |
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Via Popilia-Annia |
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Dal 132-131 aC Rimini-Aquileia - vedi anche Via Annia |
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Via Portuense |
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Dalla fine del I sec. dC per raggiungere rapidamente la Città di Porto e i porti di Claudio e Traiano. |
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Via Postumia |
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Dal 148 aC Genova-Aquileia |
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Via Praenestina o Gabina |
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Roma-Praeneste |
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Via Salaria |
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Roma-Mare Adriatico, nelle Marche |
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Via Salaria Gallica |
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Forum Sempronii, l'odierna Fossombrone-Asculum, l'odierna Ascoli Piceno |
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Via Salaria Picena |
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Litoranea Flaminia/Fanum Fortunae-Salaria/Castrum Truentinum, vicino Porto D'Ascoli |
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Via Satricana |
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Roma-Satricum |
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Via Severiana |
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A Portus, l'odierna Fiumicino-Terracina |
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Via Sorana |
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Tiburtina Valeria/Alba Fucens-Sora-Valle del Liri-Latina |
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Via Sublacense |
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Valeria-Subiaco/Villa di Nerone |
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Via Tiburtina |
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Roma-Tibur, l'odierna Tivoli/Tiburtina Valeria |
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Via Traiana Calabra |
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(Appia) Traiana/Brindisi-Otranto |
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Via Trionfale |
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Via Triumphalis dal centro di Roma alla Via Cassia |
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Via Tuscolana |
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(Le origini della via Tuscolana non sono di epoca romana ma risalgono al Medioevo) |
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Via Valeria |
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Messina-Siracusa |
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Germania |
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Transalpine per la Germania
- Claudia Augusta, Veneto-Passo di Resia-Augusta
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Francia |
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- Agrippa, dal 40 dC Roma-Arles-Boulogne-sur-Mer
- Aquitania, Domizia/Narbona-Tolosa-Bordeaux-Oceano Atlantico
- Giulia Augusta
- Via di Antonino o via degli Elvii
- Via delle Alpi |
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Spagna |
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Iter ab Emerita Asturicam |
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Siviglia-Gijón, una delle strade romane più conosciute che unisce da sud a nord Emerita Augusta, l'odierna Mérida, capitale della Provincia della Lusitania, fondata nel 25 aC, e Asturica Augusta, l'odierna Astorga, sede di un importantissimo accampamento romano.
La strada contribuisce a fronteggiare militarmente le ultime tribù iberiche "ribelli", cioè libere: i Cántabri, antica federazione di 11 tribù celtiche sulla costa settentrionale e nella zona montuosa, oggi distretto di Cantabria, e degli Asturi, Transmontani (Lugones, Pesicos, Cilurnigos, Vincianos and Viromenicos) e Cismontani (Lancienses, Orniacos and Supertios), insieme gli originari abitanti indo-europei di lingua celtica del nord-ovest della Hispania, chiamati così dal fiume Asturia, l'attuale Órbigo).
Le Guerre
Asturo-Cantabriche riguardano il controllo delle ricche miniere
d'oro e di ferro dell'intera area,
impegnano 7-8 Legioni più truppe ausiliari galliche ed una flotta -
quindi oltre 70-80.000 soldati, durano un decennio, dal 29 al 19 aC, con
la partecipazione di Ottaviano Augusto prima e Marco Vipsanio Agrippa
poi, e non mancano di colpi di scena: "vittoria" romana nel 25 con tanto
di "resa ufficiale" nelle mani di Augusto in persona, ma si combatte
ancora nel 24 e nel 22 e la vera resa delle tribù avviene solo nel 19,
anno della sottomissione dei territori sia dei Cantabri che degli Asturi,
quindi della definitiva conquista romana della Hispania.
Le tappe della rotta: Mérida-Cáceres-Salamanca-Zamora-Astorga-Benavente-Aljucén-Béjar-La Bañeza-Alcuéscar-Casas de don Antonio-Alconétar-Baños de Montemayor-Álija del Infantado-Aldea del Cano-La Vizana, ponte romano sul Río Órbigo-Astorga |
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Via Augusta |
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Cadice-Valencia-Barcellona-Domizia/Col de Panissars, sui Pirenei |
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Grecia |
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Via Egnatia |
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O Via Ignazia, dal 146 aC la riqualificazione romana di un percorso millenario tra Adriatico ad est ed Egeo ad ovest, la quale prende il nome dal Proconsole di Macedonia Gaio Ignazio
In pratica la Via Egnatia rappresenta un prolungamento con criteri modernissimi della Via Appia fino a Byzantium, attraverso un traghettamento di uomini, animali e merci sull'Adriatico, tra Brindisi e Dyrrachium, l'odierna Durazzo in Albania, dove circa un secolo più tardi si combatterà la famosa battaglia tra gli eserciti di Gneo Pompeo Magno e Gaio Giulio Cesare, preludio di quella di Farsalo. |
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Balcani |
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Strada di Kazan |
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Dal 33-34 lungo il Danubio nelle Gole di Kazan.
Audacemente, tenacemente e spettacolarmente aperta da Genieri dell'esercito romano intagliando pareti rocciose a picco nelle gole danubiane delle cosiddette Porte di Ferro. |
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Gran Bretagna/Regno Unito |
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Il sistema viario della Britannia Romana, interamente riportato nell'Itinerarium Provinciarum Antonini Augusti.
- Akeman Street, Londinium, l'odierna Londra-Hemel Hempstead-Berkhamsted-Tring-Aylesbury-Bicester- Woodstock-Witney-Fosse Way/Corinium, l'odierna Cirencester, ricca città con i suoi oltre 12.000 abitanti seconda nella Britannia Romana solo a Londinium, poi Capitale Provinciale della Britannia Prima La maggiore strada romana in Britannia, il cui nome o deriverebbe da "Akeman", forma medievale "oak-man" o "uomo-quercia" in riferimento ai boschi della zona, o da "Acemannesceastre"/"Acemannes" il nome anglo-sassone della città di Bath, dal nome latino Aquae Sulis) e "Ceastre" dal latino castra (il suffisso "Ceastre" nella forma di "Chester" si ripete nei nomi odierni di città inglesi) Esiste tuttora nei tratti Stretton Way, Carlton Way e Mere Way.
- Devana, Durolipons, l'odierna Cambridge-Camulodumum, l'odierna Colchester, nell'Essex.
- Dere Street o Deere Street o Via Regia, Eboracum, l'odierna York-Vallum Antonini/Caledonia, l'estrema fortificazione trasversale a nord del Vallum Aelium o Muro o Vallo di Adriano, al confine con l'odierna Scozia
Esiste ancora nei
tracciati di molte arterie moderne, compresa la A1 e la A68 a nord di
Coria o Corstopium o
Coriosopitum, l'odierna Corbridge, centro logistico di
rifornimento per i 9.000 legionari lungo i 120 chilometri del Muro di
Adriano, inizialmente la parte più settentrionale del limes
romano, oggi conosciuto semplicemente come Roman Wall e dichiarato
dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità nel 1987
In Inglese antico "Earninga Straete" dalla locale tribù degli Earningas.
È possibile un prolungamento ad est di Denver fino a congiungersi con Peddars Way. Ottimo esempio di strada romana sopraelevata per attraversare vaste zone paludose: le enormi masse di ghiaia riportata arrivano fino a 18 metri di altezza!
l'odierna Bath-Corinium,
l'odierna Cirencester-Ratae Corieltauvorum, l'odierna Leicester-Lindum
Colonia, l'odierna Lincoln, nelle Midlands Orientali.
dei ribelli Iceni comandati dalla Regina Boadicea o Boudicca , oggi una pista di 74 chilometri Knettishall Heath - Holme-next-the-Sea.
rinominata Chichester dai Sassoni, e forse oltre fino al Palazzo Romano di Fishbourne, sulla costa. La strada mostra chiaramente il metodo romano di preciso allineamento "a vista" da London Bridge a Chichester, di intelligente sfruttamento dei dislivelli e di conoscenza geologica per evitare zone argillose di Londra e tenersi preferibilmente su roccia calcarea. Il nome Stane altro non è che l'arcaica forma di "stone", nell'antica lingua germanica scandinava, il "norreno", chiamata "steinn", attributo usato per distinguere le strade romane pavimentate con pietre dai sentieri fangosi degli autoctoni.
sud del Muro di Adriano.
Wætlingaceaster, l'odierna St. Albans-Ouirokónion o Viroconium, l'odierna Wroxeter. |
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