Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Da qui gli Etruschi... – Note di approfondimento storico

Capire il passato per vivere meglio il presente pensando al futuro

Chi siamo

Roma città etrusca, eccome!

Il materiale in questa pagina è redatto da Luciano Russo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Tabula Peutingeriana” o “Codex VindobonensisApprofondimento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le autostrade dell'Impero

 

Le autostrade dell'Impero

Italia

Via Amerina

Via Annia o Popilia

Via Annia (Settentrionale o Romagnolo-Veneta)

Via Annia (Meridionale o Campano-Calabra)

Via Appia

Via Appia Antica o Vetus

Via (Appia) Traiana

Via Ardeatina

Via Aurelia

Via Campana

Via Casilina

Via Cassia

Via Cecilia

Via Claudia Augusta

Via Clodia

Via Collatina

Via Domiziana

Via Emilia

Via Emilia Scauri

Via Empolitana

Via Farnesiana

Via Flaminia

Via Flaminia Minor

Via Julia Augusta (Ligure)

Via Iulia Augusta (Norica)

Via Labicana

Via Latina

Via Laurentina

Via Nomentana o Ficulensis

Via Ostiense

Via Pompea

Via Popilia

Via Popilia-Annia

Via Portuense

Via Postumia

Via Praenestina o Gabina

Via Salaria

Via Salaria Gallica

Via Salaria Picena

Via Satricana

Via Severiana

Via Sorana

Via Sublacense

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Pagina di origine

 

Luciano Russo – Una presentazione

 

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Libro dei Visitatori

 

 

L'Impero Romano nel 125 dC: le linee in rosso indicano solo le principali arterie dell'imponente sistema viario che rende facilmente raggiungibili tutti i territori conquistati connettendo, come mai prima, tre continenti - Europa, Asia e Africa.

 

 

Le autostrade dell'Impero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le strade romane arrivano a formare una fittissima quanto complessa rete sull'intero territorio dell'Impero, rendendo a chiunque debba - e se lo possa permettere - di raggiungerne anche i luoghi più lontani e più impervi.

 

Da non dimenticare però come la prioritaria importanza di questo investimento derivi dalla loro funzione iniziale, la quale permane nell'essere principalmente uno strumento bellico.

 

 

Al tempo di Domiziano, vale a dire tra il 51 ed il 96 dC, la rete di comunicazione romana conta più di 55.000 miglia - qualcosa come oltre 80.000 chilometri! - di strade "secondarie", ciascuna in media lunga solo una ventina di chilometri, escluse cioè le 19 "principali" vie a lungo raggio che dipartono tutte da Roma, tre delle quali - Aurelia, Flaminia e Appia - coprendo tragitti fino a 150 miglia!
 

 

A seconda della loro finalità ed importanza, infatti, le strade romane si distinguono rigorosamente per tipologia in:

 

- principali o strade pubbliche statali

viae publicae, consulares, praetoriae, militares

 

- secondarie, private o di campagna

viae privatae, rusticae, glareae (solo inghiaiate), agrariae

 

- ed ancora di terza categoria o locali

viae vicinales da vicus, cioè "villaggio".

 

Tutte sono però rigorosamente connesse nella rete globale, in modo da poter lasciare una via principale per una secondaria ed agganciare una locale, cosa che anche permette, in senso inverso, da qualsiasi villaggio o cittadina di immettersi sulle grandi arterie che portano a città e Province, in pratica già il moderno sistema viario da noi tuttora adottato.

 

 

Dopo il totale collasso dell'Impero Romano d'Occidente, per convenzione nel 476, anno in cui Odoacre ne depone l'ultimo legittimo Imperatore, Romolo Augusto, con la cessata manutenzione delle strade lastricate e, soprattutto, le continue rimozioni o "furti" degli appetibili blocchi di pietra da strade ed edifici romani da parte dei locali per riutilizzarle in altre costruzioni, molte delle viae munitae diventano così dissestate da finire per essere interrotte, "spezzate" o impercorribili lungo il loro tracciato.

 

Da ora in poi saranno quindi chiamate in Latino "viae interruptae", da cui sembrerebbe derivare il termine portoghese "rua", il francese "rue" e l'inglese "road", quest'ultimo verosimilmente evolutosi dall'Inglese arcaico "rad" o "ridan", nel senso di "incursione ostile" di cavalieri, utilizzando tali strade, o di briganti, lungo di esse - da cui i moderni vocaboli riding e raid, il secondo anche neologismo usato in Italiano, come ad esempio in "un raid aero" [Nota di Pietro Barlesi].
 

 

Nonostante il loro progressivo degrado nei secoli, ancora oggi però molte vie moderne ricalcano pressoché esattamente il tracciato di quelle antico-romane in tre continenti !