Tradizione e Innovazione nella Tuscia Romana

Azione di Recupero Culturale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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La cultura siamo noi Noi la parola

La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia:  la cultura non ha comparti né livelli - o c'è o non c'è.

Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture!

Il materiale originale in questa pagina è © Bruno Panunzi e Fratelli Palombi Editori, le cartoline appartengono alla collezione di Luigi Felluca, Bracciano: la Redazione ringrazia l'autore e l'editore per averne autorizzato la riproduzione, la rielaborazione, l'adattamento e la pubblicazione nel portale

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Il 'Palazzo fuori della Porta', Municipio di Bracciano" di Bruno Panunzi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Il 'Palazzo fuori della Porta', Municipio di Bracciano" (continua)

Le palazzine laterali, la fontana, il teatro

 

Da "Lunario Romano 1985 'Palazzi Municipali del Lazio'"

"Il 'Palazzo fuori della Porta', Municipio di Bracciano"

I precedenti storici

La "fabrica fuori della Porta"

Le palazzine laterali, la fontana, il teatro

I riattamenti settecenteschi e ottocenteschi

 

"Gentil Virginio Orsini: vita e imprese di un feudatario romano"

Welcome to our portal! "Bracciano's Castle – Impregnable fortress, magnificent palace"

"La breve 'stagione' di Juan Borgia tra Bracciano, Ostia e Roma"

"Il cannocchiale conteso"

"Girolamo Gastaldi: il cardinale contro la peste"

 

Bruno Panunzi Una presentazione  

 

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Libro dei Visitatori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Palazzo del Comune, Bracciano - Anni Trenta-Quaranta del XX secolo

 

(Cartolina)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Il 'Palazzo fuori della Porta',

Municipio di Bracciano” (continua)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le palazzine laterali, la fontana, il teatro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sulla sinistra del palazzo si era costruito nello stesso periodo un piccolo palazzo privato e nel 1639 Orazio Turriani, eletto Priore, chiede “di fabbricare la casa di già cominciata dal Parmigiano a man dritta del nostro palazzo e domanda... in gratia come cittadino e compatriotto donarli l'appoggio che farà al detto Palazzo assieme con il sito dietro la casa che fabricherà. Fu risoluto e detto che se li concede e dona l'appoggio che farà al palazzo della nostra Comunità con questo che non passi la prima spalletta che risguarda verso il giardino de l'altro fino ad alto di maniera tale che le fenestre di tutta la fabrica tanto fatte quanto da farsi del palazzo della nostra Comunità siano libere tanto al lume quanto a vista e se li dona anche il sito dietro detta fabrica che farà alla medesima proportione che piglierà la Comunità restandoci la strada con questo che fra un anno habbi finita la facciata dinanzi alla sua fabrica et parimenti habbi appoggiato la loggia quando imposterà la facciata della fabrica a proportione della casa deli Jacomini...”.

 


La costruzione di questo secondo palazzo che fu abitazione del Turriani e della sua famiglia per lunghissimo tempo, contribuì ad irrobustire e definire il prospetto del palazzo della Comunità così come, salvo le successive modifiche della facciata, lo possiamo vedere ancora oggi.
 

Tra il 1641 ed il 1643 si arrivò anche ad una composizione tra il Consiglio e mastro Tullio Quadri che, per l'ultimazione del nostro palazzo, dagli originali 1.200 scudi aveva presentato un conto di 4.211 scudi, con perizie e controperizie del Turriani e dell'architetto Pucci fatto venire da Roma per “rivedere le mesure” e costò solo lui 25 scudi.
 

 

Ma il palazzo era ormai in piena funzione e non si mancava di utilizzarlo in festività ed avvenimenti come nel dicembre 1641 quando per illuminare la facciata mastro Francesco Grilli dipinse 50 arme per contenere altrettante candele di sego fornite dal pizzicarolo locale.

L'arredamento interno era però scarso e nell'aprile del 1651 si decise di vendere li pochi argenti della Comunità... che spesso ne manca qualche pezzo” per comperare sedie decenti per i consiglieri; le sedie rimasero sempre un problema tanto che nel 1671 fu fatto un decreto “che nessuno possa portar fuori del Palazzo et imprestar sedie eccetto quattro quando si fanno le feste della Comunità sotto pena di scudi cinque per ciascheduna volta....
 

Il palazzo era molto grande, forse troppo, per le dimensioni e le possibilità del paese ma rappresentava bene le ambizioni della Comunità che lo ostenta in occasione del passaggio di Cristina di Svezia e di Innocenzo X e se il “Duca padrone” per l'inaugurazione del convento della Visitazione nel 1669 fa innalzare dal castello sfere di fuoco e rombare i cannoni, i Priori rispondono facendo fiammeggiare pericolosamente logge e finestre del palazzo e strepitare pifferi e tamburi.
 

 

La casa Orsini era molto amata e particolarmente l'ultimo duca, don Flavio, come dimostrano la sua sollecitudine ad inviare architetti ed a dimenticare i debiti della Comunità nei suoi confronti, ma pure lo spontaneo impegno dei Priori, ad esempio nel 1675, ad organizzare per lui “qualche segno di allegrezza con far fare qualche arco trionfale e fuochi, come anco di far accomodare le strade pubbliche...”.

 

L'occasione era la visita a Bracciano della seconda moglie di don Flavio, quella sublime intrigante di Anna Maria de la Trémoille, alla quale si regalò un'altra volta, per un suo ritorno, “dodici mazzi di candele e dodici pani di zuccaro”.