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Cultura e società
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La cultura siamo noi – Noi la parola La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia: la cultura non ha comparti né livelli, o c'è - o non c'è. Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture! Il materiale originale in questa pagina è © Iris Novello: l'articolo, già pubblicato nel nostro "Tuscia Romana online", viene qui riportato per la sua alta valenza politica, sociale e giornalistica |
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"Saggezza, moralità, cultura ed educazione dei governanti" di Iris Novello |
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In questa pagina Siamo ancora lontani 2.400 anni luce 150.000 eletti con un esercito di ben 278.000 professionisti
Pagine correlate
Iris Novello – Una presentazione
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Siamo ancora lontani 2.400 anni luce |
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Ritratto di Socrate, probabile copia romana dell'originale dello scultore e bronzista greco del IV sec aC Lisippo, esposto al Musée du Louvre a Parigi.
La proposta di dividere in tre classi sociali le funzioni dei cittadini,
così come lanciata da Socrate e trascritta ne “La Repubblica” da
Platone, oggi come oggi nell’insieme sarebbe eccepibile, ma analizzata
nel particolare assumerebbe un significato legittimamente auspicabile.
Platone nei suo scritti si sofferma particolarmente sulla categoria dei Governanti ed evidenzia come solo coloro che hanno raggiunto un alto livello di educazione e conoscenza devono obbligatoriamente prestare il proprio servizio nell’interesse della comunità.
Grazie a questi punti fermi la
gestione dello Stato non corre il rischio di essere affidata ad
individui avidi di potere, ma viene
consegnata nelle mani di persone idonee a svolgere tale compito.
Ci possiamo davvero ritenere fortunati se pensiamo che negli Stati Uniti, dove gli abitanti superano numericamente 5 volte la nostra popolazione, i parlamentari sono “solo” 540. Certo i nostri non saranno tutte persone di elevata moralità e capacità amministrativa, ma se sono seduti lì qualche altra dote ce la devono pur avere, considerato anche quanto spendiamo per affidarci al loro buonsenso.
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"I costi della politica" |
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Da "La Stampa" del 20 giugno 2006.
La politica in Italia costa 4 miliardi di euro all’anno, 1 miliardo viene impiegato solo per la Camera, siamo dunque 10 volte più spendaccioni degli spagnoli e questo, in termini di confronto socratiano, significa che puntiamo molto sulla classe dirigente.
Anche al Quirinale non si scherza in fatto di “investimenti”, considerati i salati conti che vengono mensilmente presentati alla comunità per le spese di rappresentanza e per gli stipendi dei 2.158 lavoratori (impiegati e militari).
Ma che ci faranno tutte queste persone all’interno dell’abitazione del Presidente della Repubblica se a Buckingham Palace ne bastano solo un quarto e se alla Casa Bianca, residenza di un Presidente che ricopre anche le funzioni di Capo del Governo, i dipendenti sono circa 400, compresi cuochi, giardinieri e stagiste.
Qua i casi sono due (anche perché sinceramente non me ne vengono in mente altri): o siamo un popolo eletto che finalmente sta programmando l’indirizzo futuro dell’Italia per conquistare il primato mondiale di efficienza in campo sociale, economico e politico, oppure siamo dei grandissimi “abbocconi” che si ingoiano di tutto senza preoccuparsi di come funziona la di-gestione del Paese.
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150.000 eletti con un esercito di ben 278.000 professionisti |
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La famiglia allargata: " 'Nchia picciotti, iu vi dicu nun vi scurdati sti cunsigghi 'Pigghia la via dritta ca nun sbagghi mai' i 'Pinsa la cosa prima chi la fai, ca la cosa pinsata è bedda assai' - la famigghia innazzi tutto, picché la famigghia è ippottanti i la famigghia è sempi la famigghia!"
Nella bella Italia gli eletti sono 150mila che si avvalgono della consulenza di 278mila professionisti - un esercito di persone delegate a far funzionare il sistema Europa, Stato, Regione, Provincia, Comune, Famiglia.
Già, famiglia, perché una società che si rispetti (come la nostra) è improntata sulla famiglia (lo dice anche la Costituzione all’Art. 29): se poi un parlamentare ne ha due o tre poco conta, l’importante è che vengano garantiti i principi fondamentali, primo tra tutti quello dell’Italia democratica fondata sul lavoro.
Ecco allora che i grandi saggi nostrani onorano le direttive costituzionali incoraggiando l’assunzione di padri, madri, mogli, mariti, figli e, soprattutto, nipoti presso canali televisivi, testate giornalistiche, Enti locali, ASL, Parlamento (dove prima ci andavano solo gli eletti, ed ora li nominano i partiti con le liste bloccate).
Dunque solo dopo aver sistemato la famiglia i Governanti possono concentrarsi sull’elaborazione del Grande Progetto di funzionalità della macchina statale (che prima o poi dovrà essere presentato a noi Guardiani e Artigiani), per trovare la soluzione che permetta ai 3 milioni di precari e ai quasi 2 milioni di disoccupati di potersi finalmente collocare all’interno di qualche categoria lavorativa.
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Il "Grande Progetto" |
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Il fascino enigmatico di "Drawing Hands", ovvero "Mani che disegnano" - litografia dell'olandese Maurits Cornelis Escher del 1948: sul foglio di carta due mani si disegnano a vicenda, si danno reciproca vita, legittimando così la propria paradossale esistenza, l'una unica 'autorevole' referente dell'altra, in un circuito assolutamente chiuso...
Visto come il top dell’organizzazione, lo Stato spartano idealizzato e delineato da Platone contiene comunque delle possibili degenerazioni, ma di queste noi attualmente non ci possiamo preoccupare, considerato lo stato democratico (e non aristocratico) in cui versa il nostro sistema.
L’attuale opposizione, infatti,
non si esprime in merito alla crisi finanziaria o alla degenerazione
sociale che sta attanagliando la Colonia Italia
(forse perché condivide il Progetto da portare in cantiere, o forse
perché ha altri familiari da sistemare…), ma
attacca il Capo del Governo sulla sua moralità persa o mai acquisita,
solo per il fatto che comunque deve in qualche modo opporsi (che
democrazia sarebbe altrimenti?).
La Minoranza parlamentare ce lo ricorda
continuamente, e noi siamo fiduciosi, come sempre, che il Grande
Progetto per risollevare lo stato dell’Italia
esca finalmente dalle menti eccelse per entrare definitivamente in
cantiere.
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