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Portale
Cultura e società
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La cultura siamo noi – Noi la parola La società siamo noi, noi la cultura e la nostra storia: la cultura non ha comparti né livelli, o c'è - o non c'è. Proteggiamo la cultura popolare, madre di tutte le culture! Il materiale originale in questa pagina è © Paolo D'Arpini: la Redazione ringrazia l'autore per averne autorizzato la ripubblicazione e l'adattamento nel portale |
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"Ecologia superficiale ed Ecologia profonda" di Paolo D'Arpini |
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In questa pagina Le due facce dell’ecologia: quella “superficiale” e quella “profonda”... e gli OGM “Ecologia Profonda, alimentazione naturale, spiritualità senza frontiere” di Giuseppe Altieri San Francesco intanto si gira nella tomba... "Papa Ratzinger e l'amore universale... escludendo l'animale" Silenzio-assenso di Benedetto XVI sull'eccidio a fini voluttuari di miliardi di esseri viventi... Vegetarismo semplice: “Soluzioni vegetariane contro la fame nel mondo” Verso l’abolizione delle produzioni animali insostenibili
Pagine correlate
Paolo D'Arpini, detto "Saul" – Una presentazione
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Giotto, "San Francesco predica agli uccelli" - ... Il Patrono d'Italia: ecologista profondo o pazzo scatenato?
Le due facce dell’ecologia: quella “superficiale” e quella “profonda”... e gli OGM |
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| Premessa | ||||||||
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Parecchi anni fa assieme a diverse associazioni ecologiste e spiritualiste fondammo un comitato per la Spiritualità Laica e l’Ecologia Profonda.
A quel tempo organizzammo per alcuni anni di fila una “marcia ecologista” [nella Capitale, nota della Redazione] per sensibilizzare la popolazione sui rischi di un sistema finto di protezione ambientale basato sul compromesso con i poteri economici e politici.
L’ultima edizione della Marcia ci fu boicottata da un mix di Associazioni sedicenti “per la Pace”, “per l’Ecologia” e “per i Diritti Civili” che ci scippò la visibilità ed anche il luogo dell’appuntamento (fissato a Piazza Esedra il giorno di San Francesco).
La Questura all’ultimo minuto ci dirottò davanti alla Stazione Termini e trasferì a Piazza Esedra (precedentemente a noi concessa) la partenza della manifestazione “finta” di Legambiente, Verdi, Movimento per la Pace, etc. etc.
Ovviamente l’intenzione era di cancellarci e rubare il messaggio, contorcendolo.
Alla nostra Marcia Ecologista partecipò anche l’Avvocato Gianfranco Paris, il quale poi testimoniò il tutto in un numero speciale di Mondo Sabino, che potete leggere in formato .pdf nel sito www.mondosabino.it.
Quest’anno, dopo parecchio tempo di interruzione della tradizionale Manifestazione per San Francesco, abbiamo ripreso la consuetudine, coinvolgendo le stesse Associazioni del passato più alcune nuove.
Durante la Tavola Rotonda, tenuta con grande gioia e allegria nell’Arancera delle Serre di San Sisto a Roma dal 2 al 4 ottobre 2009, vi sono stati vari interventi, fra cui segnalo questo del Professor Giuseppe Altieri, specialista in Agro-Ecologia, in cui denunzia la sottomissione delle stesse Associazioni di Ecologia Superficiale e Finta ai voleri del Mercato.
Lo stesso giorno della nostra Tavola Rotonda, con gran pompa e visibilità mediatica veniva indetta la famigerata “Biodomenica”, in cui calarsi le braghe di fonte al volere delle industrie agro alimentari e degli OGM, accettando anche una soglia di OGM nei prodotti biologici…
Oh mio Dio, non dico altro!
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“Ecologia Profonda, alimentazione naturale, spiritualità senza frontiere” di Giuseppe Altieri |
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Avanti così, ragazzi! |
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Grazie dell'invito al
vostro seminario di Ecologia Profonda nel giorno di S. Francesco, mentre
impera la Biodomenica!
Tali finanziamenti
dei Piani di Sviluppo Rurale sarebbero sufficienti a riconvertire tutta
l'agricoltura Europea al Biologico.
Mentre il biologico cresce nei consumi al ritmo del 20-30% annuo...
E molta ormai è roba
importata, a danno dei contadini biologici italiani, con più di qualche
dubbia provenienza, da quanto ha riferito anche lo stesso Presidente
Coldiretti Marini intervistato ieri alla radio RAI 1
(vedasi anche servizio del 27 dicembre
2008 di Ambiente Italia di Igor Staglianò dalla Cina - nota della
Redazione). Ed intanto abbiamo ammazzato i nostri figli di veleni.
Le aziende agricole
biologiche quest'anno sono calate in Italia del 17%, dal momento che le
Regioni non pagano (illegittimamente) il Servizio Agro-Ambientale,
prioritario ed obbligatorio! O la Campagna di analisi dei "Pesticidi nel Piatto"?... O la filiera corta a KM zero, dei micromercatini biologici AIAB?... O di prodotti convenzionali della Coldiretti, taroccati come DOP o IGP, coltivati con concimi chimici e pesticidi?...
O latte crudo, con
vacche alimentate con mangimi OGM?
Nei vigneti del Veneto sono morti
tutti gli uccelli, sempre a causa dei disseccanti, inutili e
controproducenti anche per la produzione, insetticidi e pesticidi di
sintesi. |
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San Francesco intanto si gira nella tomba... |
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Ho proposto ai
Sindaci di Vietare l'Uso dei Pesticidi e non solo in Agricolturama,
anche contro le zanzare, le mosche e i disseccanti, che qualche pazzo fa
usare anche nel verde pubblico, dove giocano i bambini a piedi nudi -
come a Senigallia (al mare - nota della Redazione), a Verona, ecc: ad
essi in quanto sono i Primi Responsabili della salute dei cittadini!
Senza nessun
controllo sugli acquisti di pesticidi, venduti spesso a scontrino senza
neanche un obbligo di fatturazione, quando ci vorrebbe una ricetta
obbligatoria e solo per i casi di reale necessità (abbiamo fatto anche
un Referendum nel '92!).
Tecnici che oggi,
invece, fanno le pratichette e le burocrazie per la PAC - sostegno al
reddito secondo la Politica Agricola Comune - o, peggio, le domande alle
Regioni per distrarre i Fondi Agro-Ambientali Europei dall'Agricoltura
Biologica a quella cosiddetta "integrata", i cui Disciplinari Regionali
(vedi ad esempio la Toscana) consentono fino a 35 trattamenti chimici di
sintesi sulle Mele, oltre 30 nelle Pesche, e così via, ovvero molti più
trattamenti chimici di quanti oggi se ne effettuano nella peggiore
pratica Agricola Industriale!
I Commercianti di Pesticidi,
Diserbanti, Sementi e Raccolti Agricoli vendono cocktail di veleni (il
cui mercato e le cui quantità sono andati sempre crescendo in Italia) e
pagano il grano a prezzi da fame.
Noi aspettiamo che
gli agricoltori firmino le procure legali per i ricorsi contro i Piani
di Sviluppo Rurale attuali in tutte le Regioni e, se possibile, se ne
vadano da chi non li rappresenta più e, nella migliore delle ipotesi,
oggi consiglia loro di non coltivare la terra e prendersi il sostegno al
reddito PAC.
Il 7 ottobre si
riunisce il TAR dell'Umbria per decidere sulla nostra richiesta di
sospensiva dei bandi truffaldini sull'Agricoltura Integrata, così come,
il 27 ottobre, il TAR delle Marche.
Intanto abbiamo
definito la "Carta di Montebelluna", per una Moratoria Mondiale sulla
Produzione e sul Commercio di OGM, a partire dal coraggioso Ministro
Luca Zaia.
Intanto il Ministero
ha organizzato gli Stati Generali del Biologico, dove si è presentato un
Professore (!?) di Udine, il quale ha affermato che gli OGM potrebbero
essere utili all'Agricoltura Biologica: per favore che qualcuno gli
risponda!
Come diceva Ennio Flaiano: "La
situazione è grave, ma non seria"...
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"Papa Ratzinger e l'amore universale... escludendo l'animale" |
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Silenzio-assenso di Benedetto XVI sull'eccidio a fini voluttuari di miliardi di esseri viventi... |
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Il Papa Ratzinger chiede aiuti per alleviare la fame nel mondo ma non spende una parola contro il carnivorismo che ne è la causa prima.
Infatti è solo l'esagerato allevamento di
animali da macello che distrugge l'ambiente, inquina la terra ed ammorba
l'anima umana.
Il mondo cattolico è indifferente alla
crudele condizione in cui vengono tenuti e uccisi gli animali per
semplice golosità culinaria.
Ed inoltre l'uomo, in quanto specie frugivora, non dovrebbe cibarsi di carne nelle quantità attuali.
Vediamo infatti che i nostri confratelli,
le scimmie antropomorfe, gli orsi, i cinghiali, etc. fanno un uso
ristrettissimo di carne e solo per ragioni integrative particolari.
Riteniamo infine che non possa essere
invocato il rispetto verso i deboli, gli indifesi, mentre la condotta
morale si esprime in modo drammaticamente lesivo nei loro confronti.
Mi limito io stesso a sopravvivere, a
volte combatto, a volte recedo, non mi pongo modelli: sono anch'io un
animale che ha bisogno della natura, sono una espressione della natura.
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Vegetarismo semplice: “Soluzioni vegetariane contro la fame nel mondo” |
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Verso l’abolizione delle produzioni animali insostenibili |
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Alimentazione vegetariana |
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Assicurare il diritto a un’alimentazione sufficiente, sana e nutriente a una popolazione umana in aumento sembra essere un obiettivo condiviso. Ma come fare?
Cosa mangeremo, dunque cosa coltiveremo in futuro? Quali modelli alimentari devono e possono essere rafforzati e quali devono essere ridotti, se vogliamo assicurare a ogni membro della razza umana il diritto al cibo, la cui assenza è il primo indice dell’ingiustizia sociale ed ecologica che si perpetua nel mondo? Come ottenere il rispetto della sovranità agricola e alimentare delle persone, delle comunità e delle nazioni? Come proteggere anche per questa via il clima, gli ecosistemi, gli altri viventi?
Riteniamo che le forme insostenibili di produzioni animali siano parte del problema alimentare e debbano essere rimosse, mentre una gamma di soluzioni alternative dovrebbe e potrebbe ricevere incentivi.
Perciò noi, Movimenti, Associazioni, Gruppi di Produttori, Comunità Locali, Centri di Ricerca di diversi paesi, a partire dalla situazione attuale, in cui quasi un miliardo di persone, in gran parte nel Sud globale e in gran parte bambini e donne, sono sottonutrite e molte di più soffrono di qualche forma di malnutrizione in micronutrienti...
... consapevoli che: - il crescente consumo di prodotti di origine animale e nei paesi arricchiti e da parte di un numero sempre maggiore di persone nei paesi impoveriti o “emergenti” è una delle cause più importanti della fame e della crisi alimentare così come delle emergenze ambientali, in primo luogo quella climatica (vedi riferimento numero 1); in effetti, nel contesto globale, dal momento che la produzione di alimenti animali richiede molte più risorse a parità di output, rispetto alla produzione di alimenti vegetali, le colture mangimistiche e la produzione intensive di alimenti animali competono con la produzione per il diretto consumo umano; è una competizione per risorse scarse come la terra fertile (già nel 1999 quella a disposizione era inferiore a 0,25 ettari per persona), l’acqua, l’energia, la biodiversità, e contribuiscono alla loro perdita (vedi riferimenti numero 2, 3, 4); la competizione cibo-mangimi è anche uno dei fattori che contribuiscono all’aumento dei prezzi dei generi alimentari;
- agli allevamenti è imputabile il 18% delle emissioni totali di gas serra di origine antropica (vedi riferimento numero 5);
- le filiere zootecniche sono a elevata intensità di acqua ed energia (vedi riferimento numero 6);
- la produzione di mangimi e gli allevamenti, insieme alla produzione di agrocarburanti sono
anche fra le cause principali della
distruzione delle foreste tropicali (vedi riferimento numero
7), mentre il pascolo eccessivo è causa
dell’accentuarsi della desertificazione di molte aree fragili; - la globalizzazione delle produzioni animali, con la delocalizzazione degli allevamenti intensivi nel Sud del mondo e l’esportazione dal Sud di derrate mangimistiche, nuoce alla sicurezza e alla sovranità alimentare di molte aree; pone ostacoli all’accesso alla terra da parte dei piccoli coltivatori, contribuisce al “furto” internazionale delle terre, provoca anche un flusso di acqua virtuale (quella contenuta nei prodotti esportati) da aree in crisi idrica; anche i sussidi alle esportazioni da parte dei paesi del Nord danneggiano la produzione locale e la sovranità nel Sud;
- i metodi intensivi utilizzati per la grande parte dei 60 miliardi di animali allevati recano gravi rischi alla salute umana provocando malattie trasmissibili (vedi riferimento numero 8) e pesante inquinamento ai danni di comunità locali sia nel Nord che nel Sud (vedi riferimento numero 9); il consumo di carne a basso costo frutto dell’allevamento intensivo causa malattie degenerative; anche le condizioni di lavoro per i lavoratori della filiera zootecnica sono spesso inaccettabili;
- le varie forme di produzioni animali intensive (allevamenti, acquicoltura) provocano sofferenze e violenze sugli animali (vedi riferimento numero 10);
- la diffusione dell’acquacoltura in diverse condizioni contribuisce alla salinizzazione dell’acqua potabile, distruggendo le aree costiere e le foreste di mangrovie (vedi riferimento numero 11);
... guardando alle previsioni:
accentuazione della fame globale; seguendo il trend attuale, la produzione di carne nel 2050 raddoppierà rispetto ai livelli del 2000, superando i 500 milioni di tonnellate annue; la domanda crescerà più velocemente dell’offerta in molti paesi impoveriti aggravandone il deficit alimentare (vedi riferimento numero 12);
idriche, il che rende difficile immaginare quel raddoppio della produzione alimentare globale che sarebbe necessario per far fronte all’aumento della popolazione e ai nuovi modelli alimentari;
le superfici disponibili per molte
colture si stanno riducendo per via dei cambiamenti climatici,
soprattutto nei paesi sub-sahariani (vedi riferimento numero
13);
... tenendo infine conto:
- dei reiterati impegni assunti dalla comunità internazionale rispetto al problema della fame
e della crisi idrica e climatica; - degli esempi posti in essere da comunità e da individui i cui modelli alimentari hanno
migliorato gli standard di salute;
chiediamo a livello internazionale, regionale, nazionale e locale di: - favorire e sostenere soluzioni su piccola scala, agroecologiche, vegetali, basate sulle comunità locali, altamente nutritive per lottare contro la fame e la malnutrizione a tutti i livelli;
così non sarà necessario raddoppiare la
produzione di cibo e ci sarebbero più risorse (terra, acqua, energia)
lasciate agli ecosistemi e un contributo positivo alla soluzione della
tragedia climatica; - sostenere il ruolo e l’indipendenza delle donne produttrici e dei produttori su piccola scala
nel Sud del mondo - sono loro a fornire
la gran parte del cibo di sussistenza; - cancellare le forme di sussidi alle produzioni animali insostenibili (allevamenti intensivi, pascolo al posto delle foreste, pesca industriale, acquicoltura intensiva);
- lavorare per il superamento degli allevamenti intensivi e promuoverne la conversione;
- ridurre le spese militari e riconvertirle in sostegno all’agricoltura e all’alimentazione come
diritto umano; - riconoscere a questo effetto il debito ecologico e sociale che l’Occidente ha maturato nei
confronti del resto del mondo.
NEIC - Nutrition Ecology International Center
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Riferimenti |
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2. Profetas, “Sustainable Protein Production and Consumption: Pigs or Peas?”
3. Numero speciale “Aliment ation en péril”, Ecologie politique, giugno 2009
4. Lester Brown, Plan B 3.0: “Mobilizing to Save Civilization”, Capitolo 9. Feeding Eight Billion Well: Moving Down the Food Chain
5. FAO, “Livestock’s Long Shadow”, dicembre 2006
6. Rajendra Pachauri, “The Impact of meat production and consumption in climate change”
7. Greenpeace, “Slaughtering the Amazon, 2009” - Documents from the MST, Movimento Sem terra, Brazil
8. Studi del Physicians Committee for Responsible Medecine (USA)
9. “Grain, A food system that kills”, Aprile 2009
10. Rapporti e documenti di Compassion in World Farming, www.ciwf.org.uk
11. Greenpeace, “Challenging the Aquaculture Industry on Sustainability”
12. FAO, “Agriculture towards 2015-2030”
13. Secondo uno studio di Bioversity
14. Antenna, “Pourquoi la spiruline?” www.antenna.ch (torna al contesto)
(torna al contesto)
16. European Food Declaration, “Towards a Healthy, Sustainable, Fair and Mutually Supportive Common Agriculture and Food Policy”, Piattaforma europea per la sovranità alimentare (torna al contesto)
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